03/10/2015, 00.00
VATICANO
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Papa al Banco alimentare: contrastare lo spreco di cibo, distribuendolo alle persone indigenti

Nell’udienza al Banco alimentare, che compie 25 anni, papa Francesco ricorda la necessita di rispondere allo “scandalo” della fame e al “peccato” dell’ingiustizia della ricchezza e dello spreco affianco all’indigenza. Guardare i poveri “in faccia, stringere loro la mano, scorgere in essi la carne di Cristo”. Il ricordo dei “fondatori”, l’imprenditore Danilo Fossati e don Luigi Giussani.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La Fondazione Banco alimentare – che festeggia i 25 anni di esistenza - è una “rete di carità”, preoccupata di “contrastare lo spreco di cibo, recuperarlo e distribuirlo alle famiglie in difficoltà e alle persone indigenti”. E’ una risposta allo “scandalo della fame” per esaltare il “condividere ciò che abbiamo con coloro che non hanno i mezzi per soddisfare un bisogno così primario”.

Sono alcuni dei punti toccati da papa Francesco nell’udienza concessa oggi a decine di migliaia di membri del Banco alimentare , un’organizzazione di circa 2mila volontari che ricupera cibo e pacchi di alimenti da alberghi, supermercati, fabbriche, per ridistribuirlo a famiglie povere o ai nuovi poveri, o ai migranti. Il Banco alimentare aiuta circa 2milioni di persone ogni anno e sostiene almeno 8669 organizzazioni caritative.

Incoraggiando i volontari, papa Francesco ha detto: “La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone – uomini, donne, bambini e anziani −. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, anzi dirò di più: di peccato. In un mondo ricco di risorse alimentari, grazie anche agli enormi progressi tecnologici, troppi sono coloro che non hanno il necessario per sopravvivere; e questo non solo nei Paesi poveri, ma sempre più anche nelle società ricche e sviluppate. La situazione è aggravata dall’aumento dei flussi migratori, che portano in Europa migliaia di profughi, fuggiti dai loro Paesi e bisognosi di tutto”.

Il pontefice ha sottolineato per almeno due volte il fatto che occorre “educarci all’umanità, a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto” e ha invitato i volontari che, incontrando i bisognosi, non dimentichino “che sono persone e non numeri, ciascuno con il suo fardello di dolore che a volte sembra impossibile da portare. Tenendo sempre presente questo, saprete guardarli in faccia, stringere loro la mano, scorgere in essi la carne di Cristo e aiutarli anche a riconquistare la loro dignità e a rimettersi in piedi”.

Egli ha citato, come esempio di questa attenzione verso la persona dei poveri, i due “fondatori” del Banco: “Forse pensava proprio a questo Danilo Fossati, imprenditore del settore alimentare e fondatore del Banco alimentare, quando confidò a Don Giussani il suo disagio di fronte alla distruzione di prodotti ancora commestibili vedendo quanti in Italia soffrivano la fame. Don Giussani ne rimase colpito e disse: «Poche volte mi era capitato di incontrare un potente che scegliesse di dare senza chiedere nulla in cambio e mai avevo conosciuto un uomo che desse senza voler apparire. ... Il Banco è stata la sua opera. Mai pubblicamente, sempre in punta di piedi, l’ha seguita dal suo nascere»”.

“È Gesù stesso che ci invita a fare spazio nel nostro cuore all’urgenza di «dare da mangiare agli affamati», e la Chiesa ne ha fatto una delle opere di misericordia corporale”.

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