22/10/2017, 13.39
VATICANO
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Papa: Lettera per i 100 anni della Maximum Illud sull’attività svolta dai missionari nel mondo

Per l’ottobre 2019, papa Francesco lancia un Mese Missionario Straordinario per risvegliare l’impegno della missione ad gentes e per trasformare in modo missionario la pastorale ordinaria, sfuggendo alla stanchezza, al formalismo e all’autopreservazione. Il “compito imprescindibile della missione ad gentes da Benedetto XV al Concilio Vaticano II, a papa Giovanni Paolo II, fino all’Evangelii Gaudium.

Città del Vaticano (AsiaNews) - “Risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes e … riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”; comprendere che “la nuova evangelizzazione” dei popoli di antica tradizione cristiana avviene “nell’impegno per la missione universale”; trasformare la pastorale ordinaria in “un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione”. Sono questi alcuni dei motivi che spingono papa Francesco a promulgare “un Mese missionario straordinario nell’ottobre 2019”. La proposta e le motivazioni del pontefice sono contenute in una Lettera che egli ha indirizzato al card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, diffusa oggi dalla Sala stampa della santa Sede.

La scelta del 2019 è dovuta all’occasione, per quell’anno, di celebrare i 100 anni dalla promulgazione della Lettera Apostolica Maximum illud di Benedetto XV (30 novembre 1919) sull’attività svolta dai missionari nel mondo.

“Era il 1919: al termine di un tremendo conflitto mondiale, che egli stesso definì «inutile strage», il Papa avvertì la necessità di riqualificare evangelicamente la missione nel mondo, perché fosse purificata da qualsiasi incrostazione coloniale e si tenesse lontana da quelle mire nazionalistiche ed espansionistiche che tanti disastri avevano causato. «La Chiesa di Dio è universale, per nulla straniera presso nessun popolo», scrisse, esortando anche a rifiutare qualsiasi forma di interesse, in quanto solo l’annuncio e la carità del Signore Gesù, diffusi con la santità della vita e con le buone opere, sono la ragione della missione”.

Il papa ricorda poi i documenti del Concilio Vaticano II (soprattutto l’Ad Gentes), in cui si ribadisce che la missione ad gentes è un “compito imprescindibile”, e che “la Chiesa è per sua natura missionaria”.

Per Francesco, anche se sono passati 100 anni, “oggi come allora «la Chiesa…  comprende che le resta ancora da svolgere un’opera missionaria ingente»”. E citando Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio, ricorda che “la missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento” e che “uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio”.

In tal modo si afferma ancora una volta che la missione ad gentes è attuale e necessaria. Ma non solo l’epoca dei missionari non è terminata: lo slancio missionario universale è urgente per risvegliare la missione ordinaria e la pastorale, dove si percepisce talvolta stanchezza e formalismo.

Citando Giovanni Paolo II, Francesco afferma che “la missione rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! La nuova evangelizzazione dei popoli cristiani troverà ispirazione e sostegno nell’impegno per la missione universale”.

Questo tema è uno dei capisaldi dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, in cui egli sottolinea che “l’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa”.

“Non ci serve - continua citando - una ‘semplice amministrazione’. Costituiamoci in tutte le regioni della terra in un ‘stato permanente di missione’… Non temiamo di intraprendere, con fiducia in Dio e tanto coraggio, ‘una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione”.

La “Maximum Illud aveva esortato, con spirito profetico e franchezza evangelica, a uscire dai confini delle nazioni, per testimoniare la volontà salvifica di Dio attraverso la missione universale della Chiesa… L’approssimarsi del suo centenario sia di stimolo a superare la tentazione ricorrente che si nasconde dietro ad ogni introversione ecclesiale, ad ogni chiusura autoreferenziale nei propri confini sicuri, ad ogni forma di pessimismo pastorale, ad ogni sterile nostalgia del passato, per aprirci invece alla novità gioiosa del Vangelo. Anche in questi nostri tempi, dilaniati dalle tragedie della guerra e insidiati dalla triste volontà di accentuare le differenze e fomentare gli scontri, la Buona Notizia che in Gesù il perdono vince il peccato, la vita sconfigge la morte e l’amore vince il timore sia portata a tutti con rinnovato ardore e infonda fiducia e speranza”.

Da qui la proposta per l’ottobre 2019 del Mese Missionario Straordinario “al fine di risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes e di riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale. Ci si potrà ben disporre ad esso, anche attraverso il mese missionario di ottobre del prossimo anno, affinché tutti i fedeli abbiano veramente a cuore l’annuncio del Vangelo e la conversione delle loro comunità in realtà missionarie ed evangelizzatrici; affinché si accresca l’amore per la missione, che «è una passione per Gesù ma, al tempo stesso, è una passione per il suo popolo»”.

La preparazione dell’avvenimento è affidata al Dicastero missionario e alle Pontificie opere, “attraverso un’ampia sensibilizzazione delle Chiese particolari, degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, così come delle associazioni, dei movimenti, delle comunità e delle altre realtà ecclesiali”.

“Il Mese missionario straordinario - conclude la Lettera - sia occasione di grazia intensa e feconda per promuovere iniziative e intensificare in modo particolare la preghiera – anima di ogni missione – l’annuncio del Vangelo, la riflessione biblica e teologica sulla missione, le opere di carità cristiana e le azioni concrete di collaborazione e di solidarietà tra le Chiese, così che si risvegli e mai ci venga sottratto l’entusiasmo missionario”.

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