21 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/09/2012
LIBANO - VATICANO
Papa: Vengo in Libano come pellegrino di pace, amico di tutti gli abitanti della regione
Benedetto XVI arriva all'aeroporto Rafic Hariri, accolto da politici e personalità religiose cristiane e musulmane. Nessun accento politico nel suo discorso, ma la sottolineatura che la convivenza fra diverse religioni e culture è possibile. Il modello libanese per il Medio oriente e tutto il mondo. Il suo fondamento è la "presenza di Dio" nella vita personale e sociale, senza sbandamenti laicisti. I vescovi siriani di Aleppo impossibilitati a lasciare il Paese per recarsi a incontrare il papa.

Beirut (AsiaNews) - "Vengo in Libano come pellegrino di pace, come amico di Dio, e come amico degli uomini": Benedetto XVI, nel suo primo discorso dopo il suo arrivo, testimonia da subito il motivo della sua presenza nel Paese dei cedri, che è la testimonianza della pace. Ripete due volte il saluto di Cristo, "Salàmi ō-tīkum" (Vi do la mia pace)", un volta riferito al Libano; una volta riferita a tutto il Medio oriente: "Vengo oggi idealmente anche in tutti i Paesi del Medio Oriente come pellegrino di pace, come amico di Dio, e come amico di tutti gli abitanti di tutti i Paesi della regione, qualunque sia la loro appartenenza e il loro credo. Anche a loro Cristo dice: «Salàmi ō-tīkum»".

L'aereo papale è atterrato all'aeroporto Rafic Hariri alle ore 13.45. Scendendo dall'airbus, il pontefice è stato accolto dal presidente Michel Sleiman, con la moglie, dallo sciita Nabih Berri, presidente del parlamento, e dal sunnita Naguib Miqati, presidente del consiglio. Presenti anche il patriarca Béchara Boutros Raï e molte personalità ortodosse e musulmane, oltre a gruppi di giovani a una discreta distanza.

Il presidente Sleiman, nel suo discorso di benvenuto ricorda le grandezze del Libano, il contributo dei cristiani alla cultura del Medio oriente, il dramma della guerra e dei profughi palestinesi che hanno invaso il piccolo Stato negli anni '70. Benedetto XVI non accenna a nessun aspetto politico, ma si mostra attento al dramma umano della popolazione della regione:  "Le vostre gioie e i vostri dolori sono continuamente presenti nella preghiera del Papa e chiedo a Dio di accompagnarvi e di consolarvi. Posso assicurarvi che prego particolarmente per tutti coloro che soffrono in questa regione, e sono molti".

Il papa era stato invitato varie volte ad andare in Libano. Lo stesso presidente lo aveva invitato nel 2008 e nel 2011, quando in Vaticano è stata benedetta una grande statua di san Marone, che "mi ricorda  - ha detto - ciò che vivete e sopportate".

Oltre alla risposta a questo invito, il pontefice aggiunge un altro motivo per la sua venuta: "la firma e la consegna dell'Esortazione apostolica post-sinodale dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, Ecclesia in Medio Oriente". Per questo egli saluta "tutti i vescovi del Libano, come pure quelli che hanno viaggiato per pregare con me e ricevere dalle mani del Papa questo documento". A questo proposito bisogna sottolineare che all'appello di tutti i vescovi della regione mancano i vescovi siriani di Aleppo, impossibilitati a viaggiare a causa della guerra che infiamma il Paese da oltre 16 mesi.

L'Esortazione apostolica, pur destinata al mondo intero, per i cristiani del Medio oriente  è "una tabella di marcia per gli anni a venire". Essa deve servire a far maturare i cristiani nella "comunione e nella missione" all'interno delle società medio-orientali.

Benedetto XVI sembra suggerire il modello libanese con un esempio di comunione ed impegno sociale: "La felice convivenza tutta libanese, deve dimostrare a tutto il Medio Oriente e al resto del mondo che all'interno di una nazione possono esistere la collaborazione tra le varie Chiese, tutte parti dell'unica Chiesa cattolica, in uno spirito di comunione fraterna con gli altri cristiani, e, al tempo stesso, la convivenza e il dialogo rispettoso tra i cristiani e i loro fratelli di altre religioni. Voi sapete come me che questo equilibrio, che viene presentato ovunque come un esempio, è estremamente delicato. Esso rischia a volte di rompersi allorquando è teso come un arco, o sottoposto a pressioni che sono troppo spesso di parte, interessate, contrarie ed estranee all'armonia e alla dolcezza libanesi".

Per il papa, il fondamento di una convivenza armonica si fonda sulla dimensione religiosa della vita, a livello personale e sociale, senza le storture di un laicismo esagerato che si vive in occidente. "Vengo - ha spiegato il pontefice - anche per dire quanto sia importante la presenza di Dio nella vita di ognuno e come il modo di vivere insieme, questa convivenza di cui il vostro Paese vuole dare testimonianza, sarà profonda solo se si basa su uno sguardo accogliente e un atteggiamento di benevolenza verso l'altro, se è radicata in Dio che vuole che tutti gli uomini siano fratelli. Il famoso equilibrio libanese che vuole continuare ad essere una realtà, può prolungarsi grazie alla buona volontà e all'impegno di tutti i Libanesi. Solo allora sarà un modello per gli abitanti di tutta la regione, e per il mondo intero. Non si tratta di un'opera solamente umana, ma di un dono di Dio che occorre domandare con insistenza, preservare a tutti i costi e consolidare con determinazione".

Nessun accenno alle tensioni provocate in questi giorni dal film anti-islamico da parte di un fantomatico ebreo-americano, né delle violenze che ne sono seguite. Ma nel sottolineare la "presenza di Dio" e lo "sguardo accogliente" e di "benevolenza verso l'altro", il papa dice quale è la via possibile per superare il conflitto di civiltà che tanti temono e fomentano.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
14/09/2012 LIBANO - VATICANO
Papa: Sì alla primavera araba; no al fondamentalismo e alle armi
di Amina Makhlouf
14/09/2012 LIBANO - VATICANO
Il papa firma l'Esortazione apostolica sul Medio oriente, atto di fede nella vittoria della Croce
16/09/2012 LIBANO - VATICANO
Musulmani libanesi al Papa : Colpire una chiesa è come colpire una moschea
di Fady Noun
20/09/2012 LIBANO - VATICANO
P. Samir: Per il Papa il Libano è un modello per Oriente e Occidente
di Samir Khalil Samir
15/09/2012 VATICANO - LIBANO
Ecclesia in Medio Oriente: è urgente la fede e la testimonianza dei cristiani
di Bernardo Cervellera

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate