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  • » 20/12/2017, 10.59

    VATICANO

    Papa: ‘insegnate ai bambini a fare bene il segno della croce’



    Il sacerdote “saluta l’altare con un inchino e, in segno di venerazione, lo bacia e lo incensa. Perché? Perché l’altare è Cristo e quando noi guardiamo l’altare guardiamo Cristo”. “Non è una buona abitudine guardare l’orologio e dire ‘dopo il sermone vado e così ho esaudito il precetto’. Non è così”.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – “Avete visto come tanti bambini fanno il segno della croce?”, “non sanno cosa fanno”, fanno un gesto che “sembra un disegno”, “insegnate ai bambini a fare bene il segno della croce”. E’ la raccomandazione che per due volte, oggi, papa Francesco, parlando a braccio, ha rivolto nel corso della catechesi per l’udienza generale.

    Alle ottomila persone presenti nell’aula Paolo VI, Francesco, proseguendo nelle meditazioni sulla messa, ha parlato dei “riti di introduzione”.

    “Introdotta da alcuni riti preparatori e conclusa da altri”, la celebrazione è “un unico corpo e non si può separare, ma per una comprensione migliore cercherò di spiegare i suoi vari momenti, ognuno dei quali è capace di toccare e coinvolgere una dimensione della nostra umanità. È necessario conoscere questi santi segni per vivere pienamente la Messa e assaporare tutta la sua bellezza”.

    “Quando il popolo è radunato, la celebrazione si apre con i riti introduttivi, comprendenti l’ingresso del celebrante, il saluto ‘la pace sia con voi’, l’atto penitenziale ‘io confesso…’, il Kyrie eleison, l’inno del Gloria e l’orazione colletta, si chiama colletta non perché si fa la colletta delle offerte, ma perché si fa la colletta delle preghiere che sale al cielo. Il loro scopo è di far sì «che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con fede la parola di Dio e a celebrare degnamente l’Eucaristia» (Ordinamento Generale del Messale Romano, 46). Non è una buona abitudine guardare l’orologio e dire ‘dopo il sermone vado e così ho esaudito il precetto’. Non è così”.

    “Mentre normalmente si svolge il canto d’ingresso, il sacerdote con gli altri ministri raggiunge processionalmente il presbiterio, e qui saluta l’altare con un inchino e, in segno di venerazione, lo bacia e lo incensa. Perché? Perché l’altare è Cristo e quando noi guardiamo l’altare guardiamo Cristo. Questi gesti, che rischiano di passare inosservati, sono molto significativi, perché esprimono fin dall’inizio che la Messa è un incontro di amore con Cristo”.

    “Vi è poi il segno della croce. Il sacerdote che presiede lo traccia su di sé e lo stesso fanno tutti i membri dell’assemblea, consapevoli che l’atto liturgico si compie «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». E qui un’altra piccola cosa: voi l’avete visto come i bambini fanno il segno della croce? Non sanno cosa fanno, fanno un disegno. Per favore genitori, nonni, insegnate fin da piccolini a fare il segno della croce”.

    “Il sacerdote, quindi, rivolge il saluto liturgico con l’espressione: «Il Signore sia con voi» o un’altra simile; e l’assemblea risponde: «E con il tuo spirito». Siamo all’inizio della Messa e dobbiamo pensare al significato di tutti questi gesti e parole. Stiamo entrando in una ‘sinfonia’, nella quale risuonano varie tonalità di voci, compreso tempi di silenzio, in vista di creare l’‘accordo’ tra tutti i partecipanti, cioè di riconoscersi animati da un unico Spirito e per un medesimo fine. In effetti «il saluto sacerdotale e la risposta del popolo manifestano il mistero della Chiesa radunata» (Ordinamento Generale del Messale Romano, 50). Si esprime così la comune fede e il desiderio vicendevole di stare con il Signore e di vivere l’unità con tutta la comunità”.

    “La sinfonia orante che si sta creando presenta subito un momento molto toccante, perché chi presiede invita tutti a riconoscere i propri peccati. Tutti siamo peccatori. Per questo all’inizio della messa chiediamo perdono. E’ l’atto penitenziale. Non si tratta solamente di pensare ai peccati commessi, ma molto di più: è l’invito a confessarsi peccatori davanti a Dio e ai fratelli, con umiltà e sincerità, come il pubblicano al tempio. Se veramente l’Eucaristia rende presente il mistero pasquale, vale a dire il passaggio di Cristo dalla morte alla vita, allora la prima cosa che dobbiamo fare è riconoscere quali sono le nostre situazioni di morte per poter risorgere con Lui a vita nuova. Questo ci fa comprendere quanto sia importante l’atto penitenziale. E per questo riprenderemo l’argomento nella prossima catechesi. Andiamo passo passo. Ma mi raccomando, insegnate bene ai bambini a fare il segno della croce”.

     

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