14/10/2017, 12.56
VATICANO
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Papa: preghiera e impegno personale per aiutare gli sforzi del papa per la pace

E’ la richiesta che papa Francesco ha rivolto questa mattina incontrando i membri della Lega di preghiera del beato imperatore Carlo per la pace tra i popoli. ““Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Prendere parre con la preghiera e l’impegno personale agli sforzi del papa per la pace. E’ la richiesta che papa Francesco ha rivolto questa mattina incontrando i membri della Lega di preghiera del beato imperatore Carlo per la pace tra i popoli, a Roma per l’annuale assemblea internazionale.

Un’assemblea, ha osservato Francesco, che “si colloca nel contesto del centenario dell’iniziativa di pace intrapresa dal Papa Benedetto XV e, fra i responsabili politici, appoggiata unicamente dal beato imperatore Carlo, nel forte desiderio di porre fine alla strage della Prima guerra mondiale”.

Gli obiettivi della Lega di preghiera - cercare e osservare la volontà di Dio, impegnarsi a favore della pace e della giustizia, espiare l’ingiustizia della storia – sono stati, per così dire – ha proseguito il Papa - il motivo ricorrente nella vita del Beato Carlo come statista, come marito e padre di famiglia e come figlio della Chiesa. Consegnandosi alla volontà di Dio, egli accettò la sofferenza e offrì la propria vita in sacrificio per la pace, sostenuto sempre dall’amore e dalla fede di sua moglie, la Serva di Dio Zita”.

“Le sfide del nostro tempo richiedono la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà e, in particolare, la preghiera e il sacrificio. Vi invito, quindi, a mantenere la vostra promessa di prendere parte, con la preghiera e l’impegno personale, ai molteplici sforzi del Papa a favore della pace. Senza il sostegno della preghiera dei fedeli, il Successore di Pietro non può compiere la sua missione nel mondo. Conto anche su di voi”.

Carlo, ultimo imperatore d’Austria, nato nel 1887, come capo di Stato si unì all’iniziativa di Benedetto  XV contro la “inutile strage”. Esiliato nell'isola di Madeira, negli ultimi periodi della sua vita ha conosciuto la povertà e ha accettato la malattia come sacrificio per la pace e l'unità dei suoi popoli. Morì il 1° aprile del 1922 con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento. Questo Il motto della sua vita: “Tutto il mio impegno è sempre, in tutte le cose, conoscere il più chiaramente possibile e seguire la volontà di Dio, e questo nel modo più perfetto”.

 

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