08/03/2018, 12.57
VATICANO
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Papa: un dialogo sincero e aperto con i governi per le sfide poste dalle migrazioni

Ricevendo la Commissione internazionale cattolica per le migrazioni, Francesco ha affermato che “dobbiamo incoraggiare gli Stati a concordare risposte più adeguate ed efficaci alle sfide poste dai fenomeni migratori; e possiamo farlo sulla base dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Serve un dialogo “sincero e aperto” con chi governa per rispondere alle sfide poste dalle migrazioni, che vedono milioni di persone sottoposte a vessazioni di ogni genere. L’ha detto oggi papa Francesco nel saluto che ha rivolto ai membri della Catholic Migration Commission (ICMC), ricevuti in occasione del Consiglio plenario (nella foto),

Francesco ha definito disumane le condizioni in cui versano milioni di migranti e rifugiati. Chi è costretto a lasciare la propria patria è, troppo spesso, vittima “di inganni, violenza e abusi di ogni genere”. “Così come accadde al tempo del popolo di Israele schiavo in Egitto, il Signore ascolta il loro grido e conosce le loro sofferenze (cfr Es 3,7). La liberazione dei miseri, degli oppressi e dei perseguitati è parte integrante, oggi come ieri, della missione che Dio ha affidato alla Chiesa. E il lavoro della vostra Commissione rappresenta un’espressione tangibile di tale impegno missionario. Sono cambiate molte cose dal 1951, data della sua fondazione: i bisogni sono diventati sempre più complessi; gli strumenti per rispondervi si sono resi più sofisticati; il servizio è andato facendosi via via più professionale. Nessuno di questi cambiamenti, però, è riuscito – grazie a Dio – a scalfire la fedeltà della Commissione alla sua missione”.

Il Signore, ha proseguito, inviò Mosè “al suo popolo oppresso per asciugare le lacrime e ridare speranza”. Oggi un altro popolo, formato da milioni di oppressi, attende di essere liberato. “Per liberare gli oppressi, gli scartati e gli schiavi di oggi, è essenziale promuovere un dialogo aperto e sincero con i governanti, un dialogo che fa tesoro dell’esperienza vissuta, delle sofferenze e delle aspirazioni del popolo, per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità. I processi avviati dalla comunità internazionale verso un patto globale sui rifugiati e un altro per una migrazione sicura, ordinata e regolare rappresentano uno spazio privilegiato per realizzare tale dialogo”.

“Il lavoro non è concluso. Insieme dobbiamo incoraggiare gli Stati a concordare risposte più adeguate ed efficaci alle sfide poste dai fenomeni migratori; e possiamo farlo sulla base dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa. Dobbiamo altresì impegnarci per assicurare che alle parole – codificate nei due Patti citati – seguano impegni concreti nel segno di una responsabilità globale e condivisa. Ma l’impegno della Commissione va oltre. Chiedo allo Spirito Santo di continuare a illuminare la vostra importante missione, manifestando l’amore misericordioso di Dio ai nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati”.

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