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  • » 28/12/2017, 09.35

    EGITTO

    Parlamentare islamico vuole criminalizzare l’ateismo. P. Rafic: Scelta politica liberticida



    Il vice-presidente della commissione per gli Affari religiosi vuole punire un fenomeno “sbagliato” che insulta “le religioni abramitiche”. La proposta sostenuta da alte personalità di al-Azhar. Portavoce Chiesa cattolica: norma “sbagliata” che colpisce le libertà personali. Le celebrazioni natalizie “senza incidenti”, ma “resta alta l’allerta”. 

    Il Cairo (AsiaNews) - Una norma “sbagliata” frutto di una campagna “politicizzata” che mira a colpire “la libertà di pensiero, di coscienza e di religione”, valori che rappresentano “un bene assoluto” non solo per i cristiani, ma per tutta la popolazione. È quanto sottolinea ad AsiaNews p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, commentando la proposta di legge di un parlamentare musulmano che vuole criminalizzare l’ateismo. In una nazione di quasi 95 milioni di persone a larga maggioranza musulmana (i cristiani copti sono il 10% circa), il numero degli atei si aggira attorno ai due milioni e provengono perlopiù da famiglie musulmane.

    L’emendamento presentato nei giorni scorsi porta la firma di Amr Hamroush, vice-presidente della commissione per gli Affari religiosi; egli si scaglia contro un fenomeno “diffuso nella società come libertà di pensiero, ma che in realtà è totalmente sbagliato”.

    Per Hamroush, che ha già riscosso il parere favorevole dell’ala fondamentalista islamica e dell’università di al-Azhar, la più importante istituzione sunnita al mondo, gli atei “vanno perseguiti” per legge. Essi, aggiunge, vanno considerati alla stregua di quanti “disprezzano la religione”, perché “non hanno una dottrina e cercano di insultare le religioni abramitiche”.

    Il promotore della legge afferma che non vi sono “ostacoli legali” a una sua introduzione “in breve tempo” nell’ordinamento giuridico del Paese. Il codice, prosegue, prevede già l’incriminazione per quanti negano l’esistenza di Dio in pubblico. Inoltre, la norma non contrasta i principi costituzionali perché non viola, a suo dire, la libertà religiosa.

    In questi giorni è arrivato anche il parere favorevole di un alto esponente di al-Azhar. Intervenendo sulla questione Mohamed Zaki, capo dell’International Islamic Council for Da'wah and Relief, sottolinea che “è necessario emanare leggi che dissuadano le persone dal violare gli istinti naturali dell’uomo” e “punire quanti sono sedotti dall’ateismo”. Il leader islamico precisa che “il deterrente deve essere duro” per “impedire” al “pensiero velenoso” di “diffondersi fra musulmani e giovani”.

    Immediata la rivolta di attivisti per i diritti umani e personalità della società civile, che criticano con toni durissimi una [proposta di] legge liberticida e contraria ai dettami costituzionali. Un parere condiviso anche dal portavoce della Chiesa cattolica egiziana, che non condivide una legge che finisce per punire il pensiero e l’espressione personale. “Gli atei - spiega - sono circa due milioni e vengono considerati una minaccia, per questo si vuole reprimere la loro libertà di coscienza”.

    “Noi cattolici - prosegue p. Rafic - ribadiamo con forza che deve esserci per tutti libertà di coscienza e religione. Nessuno ha il diritto di imporre il proprio pensiero”. In realtà, aggiunge, vi è un tentativo di “politicizzare” una questione che riguarda l’ambito personale per evidenti finalità elettorali e di consenso. “Alcuni vogliono mostrare - avverte - che sono dalla parte della religione”.

    Una battuta conclusiva il sacerdote la riserva alla situazione generale dell’Egitto, colpito nell’ultimo anno da una serie di attentati che hanno coinvolto anche la comunità cristiana. L’escalation di violenze aveva fatto temere anche la cancellazione del viaggio apostolico di papa Francesco in Egitto, in programma nell’aprile scorso. Tuttavia, il pontefice ha rispettato il programma incontrando il presidente della Repubblica, il grande imam di al-Azhar e celebrato una messa davanti a decine di migliaia di fedeli. “Il Natale cattolico si è svolto fra grandi misure di sicurezza, ma non si sono registrati incidenti e le chiese erano gremite di fedeli” conclude. “Ora vi è attesa e speranza perché anche i festeggiamenti della Chiesa copta ortodossa si possano svolgere con regolarità. L’attenzione è elevata, ma non si può mai escludere un tentativo di attacco”.(DS) 

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