19/06/2007, 00.00
PALESTINA
Invia ad un amico

Parroco di Gaza: “Scempio” e “barbarie” contro le suore del Rosario

P. Manuel Musallam racconta ad AsiaNews la distruzione del convento e della cappella delle suore, ad opera di sconosciuti proprio durante la guerra fra Hamas e Fatah. La solidarietà di cristiani e musulmani. Un appello: “Pregate per noi. Basta con la violenza: i palestinesi hanno sofferto ormai troppo”.

Gaza (AsiaNews) – “Un gesto barbarico”: così p. Manuel Musallam, parroco a Gaza, bolla la razzia contro il convento delle suore del Rosario, che ha distrutto mobili, sedie, porte, violando la cappella e bruciando immagini e libri sacri.

P. Manuel, 69 anni, è parroco alla chiesa latina della Sacra Famiglia a Gaza, unico sacerdote cattolico nella Striscia. Mentre parla con AsiaNews, la voce del muezzin invita alla preghiera di mezzogiorno: “Le persone che hanno compiuto questi gesto barbarico stanno cercando di implicare noi cristiani dentro la lotta fra Hamas e Fatah, ma noi non li temiamo”.

Il saccheggio del convento è avvenuto il 14 giugno scorso, mentre nella Striscia di Gaza si consumava la guerra fra i due gruppi. Il convento si trova molto vicino a un edificio della sicurezza, ora occupato da Hamas.

“Un gruppo di sconosciuti  - racconta p. Manuel - ha attaccato e distrutto l’interno dell’edificio delle suore. Hanno distrutto ogni cosa dentro la casa e rubato i computer. Poi sono entrati nella cappella e hanno rotto i mobili, bruciando le immagini sacre e i libri sacri. Hanno buttato per terra le Sacre specie e hanno distrutto ogni cosa trovassero al loro passaggio: letti, sedie, tavoli, tende, sparando e bruciando i muri. Finora non conosciamo gli autori, perché hanno agito nel buio e le suore non erano presenti in quel momento”.

P. Manuel è restio a parlare di persecuzione: “I nostri rapporti coi musulmani non sono solo buoni, ma eccellenti. Non penso che quanto è successo provenga da un ordine preciso di Hamas o Fatah. In passato, quando la Chiesa ha avuto difficoltà, essi sono intervenuti a difesa. Ad esempio, durante le manifestazioni qui a Gaza sulla questione delle vignette contro Maometto, o nelle manifestazioni seguite al discorso del papa a Regensburg”.

A riprova, egli elenca tutte le persone, cristiane e musulmane, che gli esprimono solidarietà:

“Solo stamattina mi hanno visitato almeno 100 persone, cristiane e musulmane. Mi ha anche telefonato il presidente Abou Mazen da Ramallah per esprimermi amicizia e sdegno.

L’intera comunità di Gaza ci è vicina. Due ministri di Hamas sono venuti anche a visitare il convento e la scuola delle suore e hanno promesso di riparare ogni danno. Oggi  sono venuti anche alcuni sheikh religiosi. Chi ha fatto quello scempio era ben equipaggiato con armi: hanno distrutto la porta con un razzo. Ciò mostra il loro altissimo livello di barbarie e il loro tentativo di creare difficoltà fra cristiani e musulmani”.

A Gaza vi sono 5 suore del Rosario. Tre di loro curano una scuola – asilo e scuola elementare – che raccoglie circa 500 bambini. “È un servizio molto apprezzato dalle famiglie”, commenta p. Manuel.

“Nella nostra parrocchia – continua - abbiamo anche una scuola che serve 1200 bambini, di qualunque estrazione. Perfino i fondamentalisti presenti qui a Gaza mandano i loro figli alla nostra scuola, considerata la migliore in tutta l’area”.

Fra le presenze significative della Chiesa di Gaza, il sacerdote elenca 4 Piccole Sorelle di de Foucald e 6  Missionarie della Carità, l’ordine di Madre Teresa.

“Come cristiani – continua il padre - abbiamo una discreta presenza a Gaza.  Ma mi preme affidarvi questo messaggio: pregate per noi. Abbiamo bisogno di un sostegno spirituale, ma anche di una risposta alle difficoltà che la gente soffre: fame, mancanza di lavoro, di tranquillità, siamo ormai stanchi. La pressione che soffriamo tutti i giorni è anzitutto nel cuore, poi nelle famiglie e infine nelle violenze all’esterno. Per costruire la pace, bisogna cominciare a guarire e dare la pace ai cuori.

I palestinesi hanno sofferto ormai troppo e abbiamo bisogno di una situazione stabile. Abbiamo vissuto sotto l’occupazione, sotto difficoltà e pressioni e tutto questo crea violenza. Siamo in una spirale di violenza che non si ferma e che cresce giorno per giorno perché in questa nazione manca la pace. Basta con la guerra, basta con gli assassini, basta con l’occupazione, l’umiliazione di questa gente!”.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Gaza passerà sotto il controllo dell’Autorità palestinese entro il 1 dicembre
12/10/2017 16:05
Fatah arriva a Gaza, primo passo verso la riconciliazione con Hamas
02/10/2017 14:55
Hamas verso la riconciliazione con Fatah. Dai vertici palestinesi invito alla cautela
18/09/2017 08:59
Il Cairo dona un milione di litri di carburante per evitare il collasso di Gaza
22/06/2017 08:59
Israele riduce la fornitura elettrica a Gaza. Le autorità palestinesi si accusano l’un l’altra
13/06/2017 09:10