18/10/2004, 00.00
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Pastore protestante, convertito dall'islam, rischia la pena di morte per apostasia

Ministro dell'Educazione: ogni giorno 50 giovani iraniani si convertono in modo segreto al cristianesimo.
Teheran (AsiaNews) – Hamid Pourmand, un pastore protestante delle Assemblee di Dio, convertito dall'islam, è in carcere da settembre in una località sconosciuta del paese: rischia la pena di morte per "apostasia dall'islam", che la legge iraniana punisce con la pena capitale. Pourmand è stato arrestato il 9 settembre a Karaj, 30 km a ovest di Teheran, in un raid della polizia contro una riunione del Consiglio generale della chiesa di cui è parte. Il reverendo Pourmand (nella foto), 47 anni, laico, sposato con 2 figli, è colonnello dell'esercito iraniano nella città di Bandar-i Bushehr (380 km sud di Teheran). Se condotto di fronte a una corte marziale, può essere accusato di "spionaggio militare" e per questo condannato a morte. Pourmand ha continuato il suo lavoro di ufficiale sebbene la legge iraniana proibisca ai non musulmani di ricoprire incarichi di responsabilità nell'esercito. "Hamid non ha mai tenuto nascosta la sua conversione al cristianesimo" ha dichiarato un suo amico all'agenzia Compass. "Ma è un uomo onesto, i suoi colleghi lo amano e lo rispettano".

Insieme a Pourmand sono stati arrestati altri 86 leader protestanti che partecipavano all'incontro religioso del 9 settembre; 76 di loro sono stati rilasciati la sera stessa, 9 tre giorni dopo. Secondo testimoni oculari, la polizia iraniana disponeva di informazioni specifiche su ciascun partecipante al meeting religioso. Di tutti gli arrestati Pourmand è l'unico ad essere ancora in carcere: ha avuto la possibilità di parlare per breve tempo al telefono con sua moglie (una cristiana assira), dicendole che "va tutto bene". Al momento dell'arresto del marito, la moglie di Pourmand si trovava con i figli a Teheran in visita a parenti. Ritornata a Bushehr, ha trovato la loro casa perquisita: tutti i documenti di famiglia e le fotografie erano stati rimossi.

La retata contro l'assemblea protestante di settembre viene dopo una serie di numerosi arresti di cristiani nel nord del paese avvenuti fra maggio e giugno.

Nel luglio 1994 Mehdi Dibaj, un altro pastore delle Assemblee di Dio convertito dall'islam, è stato ucciso dopo aver scontato una pena di 9 anni per aver rifiutato di abiurare la sua fede cristiana e ritornare all'islam. La legge iraniana prevede la pena capitale per l'apostasia, l'omicidio, la rapina armata, il traffico di droga.

Alcuni mesi fa il religioso sciita Hasan Mohammadi, funzionario del ministero dell'Educazione, parlando in una scuola superiore di Teheran ha ammesso che "ogni giorno circa 50 giovani iraniani si convertono in modo segreto al cristianesimo".

I cristiani in Iran sono 360mila su una popolazione di 65milioni di abitanti; i cattolici sono 25mila. (LF)

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