09 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 07/08/2014, 00.00

    IRAQ


    Patriarca di Baghdad: 100mila cristiani in fuga dalla piana di Ninive, catastrofe umanitaria

    Joseph Mahmoud


    I miliziani dell’Isis hanno attaccato villaggi a maggioranza cristiana, fra cui la cittadina di Qaraqosh, la più importante del nord. Appello di Mar Sako, che parla di “rischio genocidio”. Chiese profanate e manoscritti antichi distrutti. Il “vuoto di potere” a Baghdad funzionale alle mire espansioniste degli islamisti.

    Baghdad (AsiaNews) - "Nella notte fra il 6 e il 7 agosto i miliziani dell'Isis hanno attaccato con colpi di mortaio molti dei villaggi della piana di Ninive, e ora hanno assunto il controllo dell'area. I cristiani, 100mila circa, in preda all'orrore e al panico hanno abbandonato i loro villaggi e le loro case, con niente in mano se non i vestiti che avevano indosso". È il drammatico appello lanciato ad AsiaNews dal Patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako, che parla di "esodo, una vera via crucis, con i cristiani che in marcia a piedi, nella torrida estate irakena, verso [la salvezza] nelle città curde di Erbil, Duhok e Soulaymiya". Sua Beatitudine aggiunge inoltre che "fra loro vi sono anche malati, anziani, bambini e donne incinte. Essi stanno affrontando una catastrofe umanitaria e vi è un rischio concreto di genocidio. Hanno bisogno di cibo, acqua e riparo...". 

    Con il passare dei giorni, e delle ore, si fa sempre più tragica la situazione dei cristiani irakeni, cacciati dalle loro case e dalla loro terra in seguito all'avanzata inarrestabile dei miliziani dello Stato Islamico (ex Isis, Stato islamico dell'Iraq e del Levante). La prima città a cadere nelle mani degli estremisti sunniti è stata Mosul, seguita poi da diverse altre città del nord, nella piana di Ninive, come Sinjar, Telkef, Batnaya e Telleskuf. Le milizie hanno imposto di fatto un Califfato dove vige una rigida sharia, costringendo le minoranze alla fuga o al pagamento di una tassa (la jizya, da imporre a tutti gli "infedeli").

    In una escalation di violenze e terrore, nella notte gli jihadisti dell'autoproclamato califfato islamico hanno preso il controllo di Qaraqosh, la più importante città cristiana nel nord dell'Iraq, e le aree limitrofe. A facilitare l'avanzata dell'Isis, il progressivo ritiro dai territori dei Peshmerga, le truppe paramilitari curde che finora avevano rallentato l'avanzata degli islamisti. Mons. Joseph Thomas, arcivescovo caldeo di Kirkuk, conferma che "le città di Qaraqosh, Tal Kayf, Bartella e Karamlesh sono state svuotate della loro popolazione originaria". Il prelato parla di "catastrofe, situazione tragica" e lancia un appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché "intervenga immediatamente. Decine di migliaia di persone in preda al panico sono sfollate, una scena indescrivibile".  

    Secondo fonti dell'Ong francese Fraternité in Iraq i miliziani dell'Isis avrebbero anche sparato una serie di colpi di mortaio, provocando la morte di tre persone, fra cui un bambino di soli dieci anni. 

    Le nuove notizie che provengono dal Paese arabo rendono ancora più urgente e attuale l'appello lanciato ieri dal Patriarca caldeo a Papa Francesco, in cui punta il dito contro gli "egoismi" delle superpotenze che hanno aggravato il dramma irakeno. Riguardo alle chiese e alle proprietà della Chiesa nei villaggi adesso occupati dall'Isis, scrive oggi Mar Sako, "abbiamo notizie di distruzione e profanazione". "Sono stati bruciati - aggiunge - vecchi manoscritti e documenti (1500)". 

    Il Patriarca di Baghdad parla di un governo centrale "incapace di far rispettare la legge e l'ordine, in questa zona del Paese". Sua Beatitudine nutre anche "dubbi" sulla effettiva capacità delle autorità curde di fermare "l'avanzata degli jihadisti". Egli parla di "evidente mancanza di cooperazione" fra Baghdad e il governo autonomo della regione; questo "vuoto di potere", aggiunge, è funzionale alle truppe dell'Isis per "imporre il loro dominio col terrore. Vi è un crescente bisogno di un sostegno internazionale e di un esercito professionale e ben addestrato. La situazione va di male in peggio". 

    "Facciamo appello con tristezza e dolore alle coscienze di tutti - conclude Mar Sako - e di tutte le persone di buona volontà, alle Nazioni Unite e all'Unione europea, per salvare la vita di queste persone innocenti da una morte certa. E speriamo anche che non sia troppo tardi!". 

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    06/08/2014 IRAQ

    Baghdad: cristiani e musulmani irakeni pregano insieme per la pace e la libertà religiosa
    In un momento drammatico per la storia del Paese, i membri delle due religioni si incontrano nella chiesa di san Giorgio per un momento comune di preghiera: "Non esiste un Iraq senza i cristiani". Mar Sako ricorda le sofferenze dei cristiani, in particolare a Mosul, e invita i cittadini a rimanere uniti e a mostrare solidarietà: "Servono azioni decise dai leader islamici".

    25/08/2014 IRAQ
    Patriarca di Baghdad: Mentre la politica discute, i cristiani irakeni continuano a soffrire e morire
    Visitando i campi profughi di Erbil e Dohok, Mar Sako parla di situazione “al di là di ogni immaginazione”. Egli si appella alla comunità internazionale e al mondo musulmano “che non hanno ancora compreso la gravità della situazione”. I miliziani sequestrano una bambina cristiana di tre anni, due uomini morti in casa di fame. Baghdad e Teheran per un piano congiunto di azione.

    19/08/2014 IRAQ
    Vescovo del Kurdistan: al via la liberazione della piana di Ninive, aspettiamo Papa Francesco
    Mons. Rabban Al-Qas, vescovo di Amadiyah, avverte: servono artificieri e squadre per la bonifica dei terreni. I terroristi dello Stato islamico hanno nascosto mine nei terreni, che rallentano l’avanzata di peshmerga ed esercito di Baghdad. Dal governo curdo 12 milioni per i rifugiati cristiani. Attesa e speranza per una possibile visita del Pontefice.

    18/08/2014 IRAQ
    Baghdad: ripresa la diga di Mosul, gli islamisti smentiscono. Appello della Chiesa caldea pro sfollati
    I peshmerga e le truppe dell'esercito, con il sostegno dei raid Usa, avrebbero riconquistato il mega-impianto, strategico per i rifornimenti nel nord. Le milizie dello Stato islamico affermano di aver respinto l’offensiva. Dall’area giungono voci di nuovi combattimenti. Berlino contraria alla creazione di un Kurdistan indipendente. Il Patriarca Sako e il card Filoni incontrano i rifugiati.

    15/08/2014 IRAQ
    Arcivescovo di Mosul: dalle violenze islamiste, nuova “unità” fra i cristiani d’Iraq
    Per mons. Nona in questo momento buio resta viva “la speranza”. Fra i segni positivi un ritrovato legame fra fedeli della Chiesa caldea. Occorre restituire dignità e prospettive di lungo periodo agli sfollati. Un ringraziamento speciale per l’iniziativa di solidarietà promossa da AsiaNews. Al Maliki lascia campo libero per la formazione di un esecutivo di unità nazionale.



    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®