12/03/2007, 00.00
LIBANO
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Patriarchi e vescovi cercano di dare il loro aiuto per uscire dalla crisi politica

di Youssef Hourany
Tutte le componenti della Chiesa cattolica riunite oggi per una assemblea straordinaria. Solana arriva a Beirut, prima tappa di un tour che lo porterà anche a Damasco, dove cercherà di convincere la Siria ad accettare la formazione del tribunale internazionale per l’assassinio di Hariri.

Beirut (AsiaNews) – E’ in fermento la situazione libanese: oggi arriva il responsabile della politica estera della Ue, Javier Solana – che si recherà anche a Riyadh e Damasco – e si apre l'Assemblea straordinaria dei patriarchi e dei vescovi cattolici del Libano, mentre il presidente del Parlamento Nabih Berri ed il leader dell’opposizione Saad Hariri affermano ottimismo, preannunciando un prossimo terzo incontro bilaterale.

Alla vigilia della riunione dei patriarchi e dei vescovi cattolici, convocata dal suo presidente, il patriarca maronita, cardinale Nasrallah Sfeir, lo stesso Sfeir ha voluto lanciare, ieri, un nuovo monito a tutti i responsabili politici del Paese. “Finché – ha detto - i responsabili non cercheranno, in totale disinteresse, l’interesse di tutti i cittadini, senza eccezioni, i nostri problemi non saranno risolti e la nostra speranza di vedere il Paese uscire dalla crisi resterà lontana”. “E’ possibile trovare una soluzione ai problemi – ha aggiunto - solo se il dibattito si fonda sul bene di tutta la nazione e di tutti i suoi figli. Ciò presuppone di mettere da parte tutti gli interessi privati, tutti gli obiettivi personali e tutti i fini a carattere unicamente settario”.Fonti vicini al patriarcato maronita hanno sottolineato ad AsiaNews la forte preoccupazione del patriarca nel caso di fallimento dell'iniziativa lanciata dal Regno Saudita in accordo con l'Iran ed hanno confermato la fondazione di un nuovo Circolo politico. Dovrà svolgere il ruolo di catalizzatore fra tutte le parti politiche cristiane; ne farà parte il vicario patriarcale mons Guy-Paul Noujeim, come accompagnatore dei membri, senza svolgere alcun ruolo politico, come ha confermato ad AsiaNews lo steso vescovo maronita, che Giovanni Paolo II aveva voluto, nel 1994, come segretario speciale dell'assemblea del Sinodo dei vescovi sul Libano.L'assemblea straordinaria dei patriarchi e dei vescovi cattolici in Libano vede la partecipazione di più di 50 membri. Fra essi i  patriarchi delle quattro Chiese cattoliche, tutti i vescovi cattolici, i superiori generali degli otto ordini religiosi maschili, degli ordini latini e delle congregazioni femminili. Mons Bechara Rahi, vescovo di Jbeil dei maroniti, ha definito la convocazione dell'Assemblea in questo periodo come una “espressione di solidarietà della Chiesa cattolica in Libano verso tutti i cittadini” e “una nuova iniziativa per trovare un punto comune fra tutti le parti”.

Sul fronte internazionale, i tre giorni della visita di Solana in Medio Oriente, hanno l’obiettivo dichiarato di un aiuto alla soluzione della crisi libanese e di incoraggiamento alla riconciliazione tra le fazioni palestinesi. Solana, dopo Beirut – dove sono previsti incontri con Berri ed il premier Fouad Siniora - andrà a Riyadh e Damasco. Quest’ultima tappa segnerà una ripresa di colloqui ufficiali tra Ue e Sira, congelati dal 14 febbraio 2005, quando un attentato provocò la morte dell’ex primo ministro libanese Rafic Hariri. In proposito An Nahar cita oggi fonti ufficiali libanesi, secondo le quali Solana vorrebbe premere sulla Siria per l’accettazione del tribunale internazionale che dovrebbe giudicare i responsabili dell’uccisone di Hariri. Osteggiato dal regime siriano – preoccupato di essere coinvolto nelle accuse – il tribunale internazionale è, probabilmente, la causa principale della crisi politica libanese. Nei giorni scorsi è stato detto che proprio nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi libanese, l’Arabia Saudita avrebbe cercato di rassicurare la Siria, garantendo che il tribunale non cercherà le responsabilità politiche dell’uccisione di Hariri e degli altri omicidi politici avvenuti in Libano.

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