09/12/2010, 00.00
CINA

Pechino, ultimo attacco alla Commissione del Nobel

Dopo la guerra diplomatica per allontanare gli ambasciatori dalla cerimonia di consegna del Premio a Liu Xiaobo, prevista per domani a Oslo, il governo cinese usa media e portavoce governativi per l’ultimo attacco: “Odiate la Cina”. E inventa il Premio Confucio per la pace, assegnato al presidente onorario del taiwanese Kuomintang, Lien Chan.

Pechino (AsiaNews) - Alla vigilia della cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, autore del manifesto democratico “Carta ‘08”, il regime cinese torna a protestare contro l’attribuzione del prestigioso riconoscimento all’attivista. Secondo Pechino, “la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta è contraria alla decisione del comitato di assegnazione”. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Jiang Yu.

“Quelli del comitato del Nobel – ha detto la Jiang - debbono ammettere che sono in minoranza. Il popolo cinese, e la stragrande maggioranza delle persone al mondo, si oppongono a quello che essi fanno. Qualsiasi tentativo di esercitare pressioni sulla Cina non è in grado di riuscire”. Due giorni fa la stessa portavoce aveva definito i membri del comitato di Oslo “pagliacci”, accusandoli di “orchestrare un trambusto anti-cinese”.

Feroce anche la campagna sui media statali. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale di Pechino, la Xinhua, “l’Occidente ha lanciato una nuova ondata di odio nei confronti della Cina, nonostante Liu sia un criminale che ha fatto di tutto per sovvertire il governo cinese”. Il Global Times, edizione internazionale del Quotidiano del Popolo, aggiunge: “Guardate quante divisioni ha creato questo Premio! Questa non è pace, è soltanto odio nei confronti della Cina”. 

Liu Xiaobo, 54 anni, non potrà ritirare il premio nè ci si aspetta che intervenga qualcun altro a farlo per suo conto: l’intellettuale dissidente è infatti in carcere, dove si trova dal dicembre 2009 per scontare una condanna a undici anni di carcere per sovversione; la moglie Liu Xia è agli arresti domiciliari dallo scorso ottobre, quando fu annunciata l’onorificenza al marito, e familiari, amici e compagni di lotta sono sotto costante minaccia. In rappresentanza di Liu sarà presente Yiang Jianli, dissidente che vive negli Stati Uniti e che è stato indicato dalla moglie del dissidente.

Molti Paesi, piegandosi alle insistenze di Pechino, hanno inoltre stabilito di non inviare propri rappresentanti alla cerimonia di consegna: da ultimo le Filippine, dove si sono accese polemiche infuocate tra le forze politiche.

Oltre alle accese critiche formali, in risposta al Comitato norvegese la Cina ha deciso di conferire il Premio Confucio per la pace all’ ex-vicepresidente di Taiwan Lian Chen. “È una risposta pacifica al Premio Nobel per la pace 2010, che spiega la visione della pace che ha il popolo cinese”, affermano gli organizzatori in un comunicato diffuso oggi. La cerimonia di consegna del Premio Confucio è stata fissata per domani.

Lian Chen, che oggi è presidente onorario del Kuomintang, il Partito Nazionalista favorevole alla riunificazione di Taiwan con la Cina, ha tuttavia dichiarato di “non saperne nulla”. Ironicamente, dunque, neanche lui sarà presente alla cerimonia di consegna del Premio. In ogni caso, gli organizzatori hanno sostenuto che in futuro “il Comitato del premio Confucio e quello del premio Nobel potranno collaborare e assegnare i due premi alla stessa persona”.  

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