19 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 09/12/2010, 00.00

    CINA

    Pechino, ultimo attacco alla Commissione del Nobel



    Dopo la guerra diplomatica per allontanare gli ambasciatori dalla cerimonia di consegna del Premio a Liu Xiaobo, prevista per domani a Oslo, il governo cinese usa media e portavoce governativi per l’ultimo attacco: “Odiate la Cina”. E inventa il Premio Confucio per la pace, assegnato al presidente onorario del taiwanese Kuomintang, Lien Chan.

    Pechino (AsiaNews) - Alla vigilia della cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, autore del manifesto democratico “Carta ‘08”, il regime cinese torna a protestare contro l’attribuzione del prestigioso riconoscimento all’attivista. Secondo Pechino, “la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta è contraria alla decisione del comitato di assegnazione”. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Jiang Yu.

    “Quelli del comitato del Nobel – ha detto la Jiang - debbono ammettere che sono in minoranza. Il popolo cinese, e la stragrande maggioranza delle persone al mondo, si oppongono a quello che essi fanno. Qualsiasi tentativo di esercitare pressioni sulla Cina non è in grado di riuscire”. Due giorni fa la stessa portavoce aveva definito i membri del comitato di Oslo “pagliacci”, accusandoli di “orchestrare un trambusto anti-cinese”.

    Feroce anche la campagna sui media statali. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale di Pechino, la Xinhua, “l’Occidente ha lanciato una nuova ondata di odio nei confronti della Cina, nonostante Liu sia un criminale che ha fatto di tutto per sovvertire il governo cinese”. Il Global Times, edizione internazionale del Quotidiano del Popolo, aggiunge: “Guardate quante divisioni ha creato questo Premio! Questa non è pace, è soltanto odio nei confronti della Cina”. 

    Liu Xiaobo, 54 anni, non potrà ritirare il premio nè ci si aspetta che intervenga qualcun altro a farlo per suo conto: l’intellettuale dissidente è infatti in carcere, dove si trova dal dicembre 2009 per scontare una condanna a undici anni di carcere per sovversione; la moglie Liu Xia è agli arresti domiciliari dallo scorso ottobre, quando fu annunciata l’onorificenza al marito, e familiari, amici e compagni di lotta sono sotto costante minaccia. In rappresentanza di Liu sarà presente Yiang Jianli, dissidente che vive negli Stati Uniti e che è stato indicato dalla moglie del dissidente.

    Molti Paesi, piegandosi alle insistenze di Pechino, hanno inoltre stabilito di non inviare propri rappresentanti alla cerimonia di consegna: da ultimo le Filippine, dove si sono accese polemiche infuocate tra le forze politiche.

    Oltre alle accese critiche formali, in risposta al Comitato norvegese la Cina ha deciso di conferire il Premio Confucio per la pace all’ ex-vicepresidente di Taiwan Lian Chen. “È una risposta pacifica al Premio Nobel per la pace 2010, che spiega la visione della pace che ha il popolo cinese”, affermano gli organizzatori in un comunicato diffuso oggi. La cerimonia di consegna del Premio Confucio è stata fissata per domani.

    Lian Chen, che oggi è presidente onorario del Kuomintang, il Partito Nazionalista favorevole alla riunificazione di Taiwan con la Cina, ha tuttavia dichiarato di “non saperne nulla”. Ironicamente, dunque, neanche lui sarà presente alla cerimonia di consegna del Premio. In ogni caso, gli organizzatori hanno sostenuto che in futuro “il Comitato del premio Confucio e quello del premio Nobel potranno collaborare e assegnare i due premi alla stessa persona”.  

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    13/10/2010 CINA
    Il Nobel a Liu Xiaobo e la repressione contro gli altri dissidenti
    Il governo teme che, spinti dal prestigioso riconoscimento, gli attivisti cinesi per i diritti umani possano organizzare manifestazioni o nuove proteste. Per questo ha scatenato la polizia, che ha compiuto un’ondata di arresti e piantona praticamente tutte le abitazioni “sensibili”. Nel frattempo Liu Xia, moglie dell’autore di Charta ’08, denuncia: “I domiciliari contro di me sono illegali”.

    11/10/2010 CINA
    Liu Xiaobo: “Il Nobel è per le vittime di Tiananmen”
    Il dissidente, condannato a 11 anni di carcere, è riuscito finalmente a vedere la moglie. Liu Xia, dopo la visita in carcere al marito, è stata messa agli arresti domiciliari; le autorità impediscono alla delegazione dell’Ue di incontrarla. Le critiche del Dalai Lama: “Pechino ha un atteggiamento retrogrado”.

    10/11/2010 CINA
    Oslo a Pechino: “Mandate Liu Xia a ritirare il Nobel del marito”
    La Commissione che assegna il prestigioso riconoscimento “spera” in un ripensamento delle autorità cinesi. L’alternativa è quella di assegnare il Premio a un delegato del dissidente, che sta scontando 11 anni di galera. I Paesi Ue sfidano la Cina: parteciperanno alla cerimonia del 10 dicembre.

    09/11/2010 CINA
    A un mese dal Nobel a Liu Xiaobo, nuovi arresti fra i dissidenti cinesi
    Pechino “festeggia” la ricorrenza arrestando altri membri della dissidenza. Fermato alla dogana Mo Shaoping, che ha difeso in tribunale quasi tutte le personalità contrarie al regime.

    07/12/2010 STATI UNITI - CINA
    Liu Xiaobo “è il simbolo degli sforzi cinesi per la democrazia”
    In un discorso tenuto alla Columbia University Yang Jianli, dissidente cinese che rappresenterà l’autore di “Carta 08” alla cerimonia di Oslo, sottolinea: “Grazie a lui, quello che prima era un compito per eroi oggi è alla portata di tutti. Ha urlato al governo che il popolo non rimarrà più in silenzio”. Intanto, 19 nazioni annunciano che non parteciperanno alla cerimonia.



    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®