19/10/2017, 12.40
ASIA DEL SUD-EST
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Pechino crocevia della vendita di armi nel sud-est asiatico

Incassati 125milioni di euro per la fornitura di 49 carri armati all’esercito thai. La Malaysia ha acquistato 18 fregate per la difesa costiera. L’Indonesia ha stipulato contratti d’acquisto per i sistemi radar e di comando prodotti in Cina. Pechino è il più grande fornitore di armi per il Myanmar.

Bangkok (AsiaNews/AsiaTimes) – Sempre più Paesi dell'Asia sudorientale si rivolgono alla Cina per rinnovare i propri armamenti militari. La Thailandia ha sottoscritto accordi commerciali per l’acquisto di carri armati, mentre la Malaysia è interessata alle fregate cinesi.

Resoconti dei media di entrambi i Paesi riferiscono che, questo mese, navi da cargo di Pechino hanno consegnato all'esercito reale thailandese 28 carri armati da battaglia VT-4. I vertici militari di Bangkok intendono sostituire i vecchi veicoli blindati da ricognizione M41 Walker Bulldog, di produzione statunitense ed in servizio dalla Seconda guerra mondiale. Nel 2016, la China North Industries Corp (Norinco), compagnia statale produttrice di macchinari pesanti, ha vinto con un'offerta al ribasso la concorrenza ucraina, russa e singaporiana per la fornitura di 49 carri armati, una commessa dal valore di 4,9 miliardi di baht (125milioni di euro). La consegna del primo lotto è avvenuta la scorsa settimana, sei mesi prima del previsto.

L’esercito thai era un acquirente di vecchia data dei carri armati ucraini. Tuttavia, a causa delle difficoltà economiche che investono quella nazione, negli ultimi tre anni Kiev è riuscita a consegnare solo 10 T-84, anziché un battaglione completo. Lo scorso anno, il governo guidato dal gen. Prayut Chan-ocha ha acquistato tre sottomarini prodotti in Cina, per poco più di 1 miliardo di dollari (circa 850 euro). L'accordo per acquistare i tre sommergibili Yuan ha suscitato molta critiche e polemiche nel Paese.

La Thailandia non è l'unica nazione nella regione ad interessarsi alle armi e alle attrezzature militari cinesi. Un anno fa, durante una visita di Stato a Pechino del Primo ministro Najib Razaka, la Malaysia ha acquistato 18 fregate per la difesa costiera. Il premier malaysiano ha riferito di aver consegnato alla controparte cinese una “lista dei desideri” di attrezzature militari. In aprile, la China Shipbuilding Industry Corp e la marina malaysiana hanno sottoscritto un accordo per la costruzione delle navi nei cantieri di Kuala Lumpur, utilizzando tecnologia cinese.

Nel frattempo, anche l’Indonesia ha stipulato l'anno scorso contratti d’acquisto per i sistemi radar e di comando prodotti in Cina.

Pechino è pure il più grande fornitore di armi per il Myanmar. Quando il Congresso statunitense ha impedito la vendita di 26mila fucili d’assalto M4 alle Filippine, come protesta contro la violenta guerra alla droga del presidente Rodrigo Duterte, Pechino ha colto l’occasione per fornire i propri fucili alle Forze di sicurezza di Manila.

Le aziende statunitensi continuano ad incassare ingenti somme di denaro per le vendite di armi in Asia orientale e sudorientale, soprattutto dagli alleati regionali di lunga data come il Giappone, la Corea del Sud, Taiwan e Singapore. Tuttavia, le altre nazioni con industrie di difesa domestiche inesperte si rivolgono altrove per rinnovare i propri apparati bellici, sia per ragioni economiche sia per avere maggiore leva durante le negoziazioni con Washington. Questo ha aperto le porte nella regione per i fornitori cinesi.

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