25/06/2016, 11.08
CINA-TAIWAN
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Pechino interrompe le comunicazioni con Taipei a causa della “unica Cina” e delle frodi taiwanesi

Sotto accusa il silenzio sul principio dell’unica Cina durante la cerimonia di insediamento della presidente Tsai Ing-wen lo scorso 20 maggio. Ieri la Cambogia ha deportato in Cina taiwanesi accusati di frodi telefoniche. Quest’anno anche Kenya e Malaysia hanno deportato in Cina decine di taiwanesi sospettati perché vengano processati da Pechino.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Il meccanismo di comunicazione “fra le due sponde dello Stretto” è stato sospeso”: lo ha dichiarato An Fengshan, portavoce dell’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan.

La conferenza stampa aveva a tema il problema dei sospetti taiwanesi di frode telefonica, arrestati in Cambogia e inviati in Cina per il processo (v. foto). Ma An ha sottolineato che il motivo della sospensione del rapporto è l’aver mancato da parte del nuovo governo di Taipei a riconoscere il principio della “unica Cina”.

In effetti lo scorso 20 maggio, all’insediamento della nuova presidente Tsai Ing-wen, non è stato citato questo principio, anche se Tsai ha sottolineato di voler continuare i buoni rapporti con la Cina popolare.

Il principio della “unica Cina” è stato stilato nel 1992 dai politici di Pechino e di Taipei con cui si riconosce che vi è una sola Cina lasciando però ad ogni parte l’interpretazione di come intenderla. E in effetti, la Cina pensa che Taiwan appartenga all’unica Cina, e l’isola è in una posizione di “ribellione”. Taipei, da parte sua, pensa che la vera Cina è la Repubblica di Cina, con l’idea che prima o poi essa sarà riunificata al governo dell’isola.

In realtà Pechino teme che con la salita al potere del Partito democratico - che in passato ha espresso visioni indipendentiste – Taiwan diventi covo di inimicizia verso il governo della Repubblica popolare.

L’occasione per piegare Taiwan è stata data dalla Cambogia dove sono stati scoperti 39 cinesi e taiwanesi implicati in frodi telefoniche. Phnom Penh ha deciso ieri  di trasferire tutti a Wenzhou (Zhejiang) per un loro processo, anche se Taiwan ha di continuo domandato che i taiwanesi accusati di crimini possano essere portati sull’isola per essere processati.

Durante quest’anno, decine di taiwanesi implicati sempre in frodi telefoniche in Kenya e Malaysia sono stati trasferiti in Cina, creando aspre critiche del governo di Taipei, a sua volta criticato come incapace dalla sua stessa popolazione.

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