Città del Vaticano (AsiaNews) - La “finanziarizzazione” dell’economia come origine della crisi mondiale, che ha colpito soprattutto i Paesi più deboli, la conferma della natura “essenzialmente etica” dell’economia e la necessità di un maggiore intervento pubblico nella materia e, infine, la possibilità di “un nuovo trattato per assicurare meglio i fondamenti della moneta comune” europea, emersa in seguito alla crisi della Grecia. Sono i punti principali emersi dalla XVI sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze sociali, che si è svolta dal 30 aprile al 4 maggio sul tema: "Crisis in a Global Economy. Re-planning the Journey", illustrati oggi ai giornalisti dal presidente della Pontificia accademia, Mary Ann Glendon.
La Glendon ha detto che i lavori hanno seguito l’indicazione offerta da Benedetto XVI ai partecipanti all’assemblea, che la crisi “ha anche mostrato l’errore della convinzione che il mercato è capace di autoregolamentarsi, senza interventi pubblici e il sostegno di standard morali intranazionali. Questa convinzione – ha proseguito – è basata su una nozione povera della vita economica, come una sorta di meccanismo che si auto-calibra, guidato dal proprio interesse e la ricerca di profitto. Si evidenzia così la natura essenzialmente etica dell’economia come un’attività di e per l’uomo”. Dal che deriva la necessità di maggiore intervento pubbblico per “assicurare maggiore trasparenza negli strumenti finanziari e evitare il rischio morale di problemi derivanti dai salvataggi”.
“L’attuale crisi economica – ha proseguito - ha la sua origine nel settore finanziario. Uno dei nostri oratori invitati, il dottor Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Ferrari e Fiat e già presidente della Confindustria ha illustrato lo spostamento da un’economia basata sulla reale produzione di beni a una economia dominata dalle attività speculative guidate dall’avidità. La fragilità del sistema economico è parzialmente conseguenza di una eccessiva fiducia sulle attività speculative finanziarie, separate dall’attività produttiva di economia reale. Due membri della nostra Accademia, la professoressa Margaret Archer e il professor Partha Dasgupta hanno illustrato ampiamente il pericolo di una “finanziarizzazione” dei rapporti umani, nei quali le attività umane, anche all’interno della famiglia, sono ridotte alla mera dimensione commerciale”. Persino i gruppi, “cessano di essere associazioni di persone e divengono una utilità”. Così, l’approccio “finanziarizzato” nell’ordine sociale non restringe solo la visione della persona umana, ma crea instabilità in economia”.
A soffrire particolarmente delle conseguenze della crisi sono stati i “maggiormente vulnerabili”, ossia i Paesi poveri. “Per la prima volta il nostro mondo avrà presto un miliardo di persone malnutrite. Se, ad esempio, si paragonano i costi relativi ai salvataggi finanziari con quanto è necessario per il nutrimento di base non si può evitare la conclusione che la crisi ha grandemente distratto da urgenti questioni di sviluppo. Nella nostra attenzione alle questioni della fame e della salute, l’Accademia ha sottolineato che andare incontro alle necessità fondamentali, specialmente per i bambini, fin dal grembo materno, offre un deciso contributo alla produttività economica. L’attenzione sullo strumento finanziario non può distrarre dalla politica di sviluppo di base e di investimento sul fondamentale capitale umano – nutrizione, salute e istruzione di base”.
L’assemblea, ha detto ancora la Glendon “si è tenuta durante la crisi greca, mostrando che la questione che stavamo esaminando era rilevante” e della questione si sono occupati in particolare alcuni dei presenti: Lucas Papademos della Banca centrale europea, Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell’Istituto per le opere di religione, Hans Tietmeyer, già presidente della Deutsche Bundesbank e Luis Ernesto Derbez Bautista, già ministro dell’economia del Messico.
“In riferimento alla crisi della Grecia – ha riferito la Glendon - i nostri ospiti si sono riferiti al recente pacchetto di misure di soccorso e anche alla possibilità che nuove strutture europee potrebbero essere necessarie, non escludendo la possibilità di un nuovo trattato per assicurare meglio i fondamenti della moneta comune”.