22/06/2007, 00.00
ARABIA SAUDITA
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Per la prima volta sotto processo agenti della polizia religiosa

Sono coinvolti nella morte di un arrestato, ufficialmente deceduto per cause naturali. Si avviano a conclusione anche le indagini legate alle accuse di un uomo secondo il quale suo figlio, trovato in possesso di alcol, è stato ucciso a bastonate.

Riyadh (AsiaNews) – Per la prima volta, tre membri della polizia religiosa saudita, la muttawa, saranno processati, sabato prossimo, per il loro coinvolgimento nella morte di un uomo che avevano arrestato.

La vicenda è accaduta nella città di Tabuk, nel nord del Paese. Come racconta Arab News, i tre agenti della “Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”, denominazione ufficiale della polizia religiosa, hanno visto una donna salire sull’automobile di Ahmed Al-Bulawi. Ritenendo di trovarsi di fronte ad un caso di “isolamento illegale” (le donne possono salire solo sulle automobili dei parenti stretti o dell’autista di famiglia) hanno arrestato i due. Portati nella centrale della Commissione, l’uomo è morto per cause che una dichiarazione del Governatorato di Tabuk sostiene essere “naturali” in base ad analisi mediche.

L’uomo, un saudita, è peraltro risultato innocente, in quanto era l’autista di famiglia della donna.

Dopo una prima inchiesta, tre dei cinque membri della muttawa coinvolti nell’arresto saranno processati, per vedere se e quali diritti hanno violato.

Intanto il governatore di Tabuk, principe Fahd ibn Sultan, dopo aver affermato che “nessuno è al sopra della legge”, ha offerto di tasca sua un risarcimento alla famiglia di Bulawi – una moglie e 11 figli – di 50mila riyal (circa 10mila euro).

E si avvia verso la conclusione anche un secondo caso che vede sotto accusa agenti della muttawa. La vicenda è accaduta nella capitale: sospettando che nella casa di Sulaiman Al-Huraisi ci fossero alcolici, la polizia religiosa vi ha fatto irruzione. Il Governatorato di Riyadh ha affermato che l’alcol è stato trovato, che 11 persone che erano nella casa sono state arrestate e che l’uomo è morto. Per le bastonate che ha ricevuto, sostiene il padre, che ha sporto denuncia.

Sono annunciati prossimi i risultati delle indagini.

Al di là delle conclusioni delle singole vicende, è decisamente nuovo il fatto che accuse e critiche vengano mosse all’interno dell’Arabia Saudita verso la potentissima Commissione. Lo stesso filogovernativo Arab News afferma che “vari articoli di giornali locali” hanno parlato della necessità di considerare le responsabilità degli agenti della muttawa e una giornalista ha scritto di “abuso di autorità”. Una decina di giorni fa, il presidente della Commissione, Sheikh Ibrahim Al-Ghaith, per replicare alle accuse di comportamenti illegali, ha annunciato la creazione di un “Dipartimento delle leggi e dei regolamenti”, “per essere consultato da membri della Commissione se non sono sicuri di qualcosa o hanno bisogno di pareri legali”.

 

 

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