08/05/2009, 00.00
PAKISTAN
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Premier pakistano: i talebani una minaccia per tutto il Paese

di Qaiser Felix
Raza Gilani spiega che l’intervento dell’esercito è l’unica soluzione per difendere la pace la l’integrità nazionale. L’esercito sostiene la campagna del primo ministro, difesa anche dal fronte politico. Commissione per i diritti umani chiede una “unità di crisi” per affrontare l’emergenza sfollati.
Islamabad (AsiaNews) – “L’esercito è intervenuto a riaffermare la santità e l’integrità della nazione”, per eliminare “la minaccia dei talebani” e garantire “la sicurezza della popolazione”. È quanto ha affermato ieri sera il premier pakistano Syed Yusuf Raza Gilani in un discorso alla nazione. Il pugno di ferro deciso dal governo contro gli estremisti islamici nello Swat raccoglie i consensi degli schieramenti politici del Paese; la Commissione per i diritti umani, intanto, lancia l’allarme profughi e chiede “una unità di crisi” per affrontare l’emergenza.
 
In diretta radio e tv, il primo ministro ha spiegato che è giunto il tempo di prendere seri provvedimenti contro le milizie, colpevoli di aver infranto la pace e la tranquillità nella North West Frontier Province (Nwfp). Gilani ricorda che, in base agli accordi che hanno portato all’introduzione della Sharia, i fondamentalisti avrebbero dovuto deporre le armi: “Questo non è avvenuto – continua – e nello Swat e nella divisione di Malakand la violazione dell’accordo da parte dei militanti ha causato una fuga di centinaia di migliaia di persone. Civili innocenti e disarmati vivono sotto una costante minaccia”. La presa di posizione del governo segue il vertice a Washington fra Stati Uniti, Afghanistan e Pakistan, in cui si è parlato di sicurezza e aiuti. Il premier ha invocato “coesione e unità”, promettendo finanziamenti fino a un miliardo di rupie (circa 9 milioni di euro) “per affrontare l’emergenza sfollati”.  
 
Esercito e parlamento mostrano compatti il loro sostegno al premier. Il gen. Ashfaq Kayani, capo delle forze armate, parla di “mobilitazione generale” per lanciare una “operazione decisiva” volta a sradicare le milizie talebane. Dal fronte politico arriva il sostegno di tutti i principali partiti: dal Muttahida Qaumi Movement (Mqm) – l’unico a votare contro la legge islamica nello Swat – che definisce la decisione “coraggiosa”, all’Awami National Party, che la ritiene “giusta”. Il Pakistan Muslim League-Quaid (PML-Q) reputa “assai logico” il discorso del premier e Mian Iftikhar Hussain, Ministro dell’informazione del governo della Nwfp, sottolinea che “non c’erano altre soluzioni” rispetto alla campagna militare.
 
La Commissione pakistana per i diritti umani (Hrcp) invita il governo ad allestire una “unità di crisi” per prestare soccorso agli sfollati, il cui numero “potrebbe raggiungere il milione”. I profughi hanno bisogno di aiuti “urgenti e sostanziali” e il governo provinciale, da solo, non è in grado di far fronte alla richiesta. Gli attivisti di Hrcp chiedono un programma elaborato e di lungo periodo che vada oltre i bisogni immediati.  
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