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  • » 05/01/2018, 11.44

    MYANMAR

    Presidente birmano: Cambiare la Costituzione voluta dai militari



    La Carta garantisce alle Forze armate un quarto dei seggi in parlamento ed i ministeri di Difesa, Interni ed Affari di frontiera. Libertà, giustizia, uguaglianza e diritto all'autodeterminazione per tutti i gruppi etnici indigeni. Nel nord del Paese si riaccendono i conflitti tra ribelli e Tatmadaw.

    Naypyitaw (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente della repubblica Htin Kyaw invoca riforme alla Costituzione del Paese, redatta dai militari nel 2008 e che consente al Tatmadaw [l’esercito birmano, ndr] di mantenere un controllo significativo sul governo civile. Nel discorso tenuto ieri in occasione del Giorno dell'Indipendenza del Myanmar, il primo civile eletto a ricoprire la carica dal colpo di Stato del 1962 lancia un appello anche per la giustizia verso tutte le minoranze etniche riconosciute nell'ambito di un sistema federale.

    Modificare la Carta per rimuovere il dominante peso politico delle forze armate è uno dei problemi più acuti che affliggono il Paese, che dal 2011 cerca di emergere da quasi mezzo secolo di rigido governo militare. Il dibattito sulla riforma costituzionale ha subito un arresto dopo l'assassinio, avvenuto nel gennaio dello scorso anno, di Ko Ni, avvocato e consulente sulla materia per la National League for Democracy (Nld), partito di Aung San Suu Kyi oggi al potere.

    “Dal momento che stiamo costruendo una repubblica federale democratica, in accordo con i risultati dei dialoghi politici, abbiamo tutti bisogno di lavorare insieme per creare una Costituzione adeguata”, dichiara il presidente nel suo intervento per il 70mo anniversario dell'indipendenza dalla Gran Bretagna.

    La Costituzione impedisce alla leader democratica Aung San Suu Kyi di diventare presidente perché esclude i candidati con un coniuge o un figlio straniero. Il defunto marito della Signora era britannico, così come i suoi due figli. L’ordinamento riserva ai militari un quarto dei 440 seggi in parlamento e diversi importanti ministeri, inclusi quello alla Difesa, agli Interni e agli Affari di frontiera. Ciò consente al Tatmadaw di porre un veto effettivo al cambiamento costituzionale ed il controllo di tutte le questioni in materia di sicurezza. Al momento, la Nld di Aung San Suu Kyi conta sul 58% dei deputati. Tuttavia, cambiare la Costituzione richiede una maggioranza del 76% in un parlamento influenzato dalle forze armate e dai loro alleati.

    Nel suo discorso, Htin Kyaw chiede anche il rispetto dei diritti umani, ma non fa riferimento alla crisi umanitaria dei Rohingya, né alla condanna internazionale che essa ha generato. “Stiamo lavorando per l'emergere di uno Stato democratico basato sui principi di libertà per tutte le razze etniche nazionali, la giustizia, l'uguaglianza e il diritto all'autodeterminazione”, afferma il presidente. “Razza nazionale” è un termine usato dal Myanmar per riferirsi ai gruppi etnici indigeni. I Rohingya, minoranza musulmana che risiede nello Stato occidentale del Rakhine, sono considerati immigrati clandestini del Bangladesh.

    Htin Kyaw chiede infine la fine del conflitto con i ribelli di varie minoranze etniche, a forte presenza cristiana e cattolica, che da decenni combattono per l'autonomia. Scontri si sono intensificati nelle ultime settimane tra l'esercito e la guerriglia negli Stati settentrionali di Kachin e Shan. Le minoranze del Myanmar reclamano da lungo tempo l'autodeterminazione sotto un sistema federale. Alcuni analisti sostengono che l’esercito birmano sfrutti il conflitto per affermare di volta in volta il proprio potere, ponendosi come unica istituzione che impedisce la disintegrazione del Paese e custodisce la tradizione buddista nazionale.

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