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    » 29/12/2016, 15.06

    PAKISTAN

    Punjab, alcol tossico a Natale. Commissione Giustizia e pace prega per le 43 vittime

    Shafique Khokhar

    I morti, in maggioranza cristiani, avevano consumato alcol fatto in casa. In Pakistan il consumo di bevande alcoliche è proibito ai fedeli musulmani. Gli unici esenti dal divieto sono le minoranze e i turisti. Stretti controlli e povertà fanno proliferare le soluzioni “fai-da-te”, che spesso contengono metanolo.

    Toba Tek Singh (AsiaNews) – La Commissione nazionale Giustizia e pace del Pakistan (Ncjp) ha espresso profondo dolore per le 43 persone decedute, in maggioranza cristiani, dopo aver consumato alcol tossico artigianale ad una festa di Natale. L’incidente è avvenuto nel Punjab, nel distretto di Toba Tek Singh. Oltre alle persone morte per avvelenamento, almeno altre 120 sono ricoverate in condizioni critiche in vari ospedali della provincia.

    Mons. Joseph Arshad, presidente della Ncjp e vescovo di Faisalabad, ha visitato i parenti delle vittime e ha portato loro le condoglianze dell’intera comunità cristiana. “Questo tragico evento – ha detto – ha trasformato la gioiosa festività del Natale in un lutto, con molte vite appese ad un filo e in gravi condizioni”. Il vescovo si è recato nell’ospedale della sua città e ha pregato per un veloce recupero dei malati e per le anime dei defunti e le loro famiglie. “La vita è incerta – ha aggiunto – ma tale morte prematura e atroce è difficile da affrontare. Possa Dio concedervi la forza per superare questa terribile perdita”. Mons. Arshad, a nome della Commissione che presiede e insieme a p. Emmanuel Yousaf e Cecil Chaudhry – rispettivamente direttore nazionale e direttore esecutivo della Ncjp – ha chiesto che “la magistratura conduca un’inchiesta, per assicurare i colpevoli alla giustizia” e che le autorità “diano risarcimenti alle famiglie delle vittime”.

    I deceduti appartenevano in prevalenza alla comunità cristiana, e tra di loro ci sarebbero anche coloro che hanno procurato l’alcol tossico. In Pakistan, Paese a maggioranza islamica, per i fedeli musulmani il consumo di bevande alcoliche è proibito dal 1977. Gli unici esenti dal divieto sono le minoranze e i turisti, che possono acquistare liquori, vino e birra solo in negozi autorizzati e con un permesso.

    Data l’estrema povertà della popolazione e i controlli serrati, spesso le bevande vengono prodotte in casa in maniera artigianale e possono contenere sostanze nocive come il metanolo, utilizzato come antigelo e carburante.

    Aneel Thomas, attivista cristiano, riferisce che la “maggior parte dei cristiani non ha risorse a sufficienza per acquistare liquori di buona qualità, testati e approvati dalle autorità. Il risultato è che essi preferiscono una via alterativa per il consumo degli alcolici e ingeriscono bevande approvate per scopi medici, che provocano effetti dannosi sulla salute, e in diversi casi anche la morte”. “Chiediamo – conclude – che in Pakistan sia abolito il commercio di alcolici al di sotto degli standard [di sicurezza]”.

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