02/11/2013, 00.00
PAKISTAN
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Punjab, cristiani ricercati per blasfemia: fuochi d'artificio avvolti in pagine del Corano

di Jibran Khan
I due cristiani e le loro famiglie sono fuggite per timore di essere uccise. I due venditori di fuochi d'artificio si dichiarano innocenti: essi li hanno comprati da una fabbrica di proprietà di musulmani.

Islamabad (AsiaNews) - Due cristiani pakistani e le loro famiglie sono in fuga per essere stati accusati di blasfemia contro il Corano. I due proclamano la loro innocenza e temono per la loro vita.

Arif Masih e Tariq Masih sono proprietari di un negozio dove vendono fuochi d'artificio a Thatta Faqirullah (Wazirabad, Punjiab). Lo scorso 27 ottobre essi hanno venduto un set di fuochi per celebrare il matrimonio di Muhammad Zahid. Siccome alcuni di essi non si sono accesi, alcuni degli invitati alle nozze li hanno aperti per vedere cosa non ha funzionato e hanno scoperto che le polveri erano state avvolte in pagine contenenti scritte del Corano. La scoperta ha scioccato gli sposi e gli invitati che hanno subito hanno distrutto il negozio dei due cristiani e denunciato i due alla polizia.

Tariq Masih ha dichiarato ad AsiaNews: "Noi non fabbrichiamo i fuochi d'artificio; li compriamo da una fabbrica vicino a Gujranwala e non sappiamo che materiali usano. Oltretutto, queste fabbriche sono proprietà di musulmani e nessun cristiano vi lavora dentro".

Tariq aggiunge: "Noi non abbiamo nemmeno toccato le pagine del Corano. Usare queste pagine per vendere i fuochi è al di là di ogni immaginazione perché siamo coscienti delle conseguenze che potrebbero derivare".

La popolazione di Thatta Faqirullah non crede ai due cristiani e ha intimato alla polizia di arrestarli e trattarli in modo esemplare per condannare coloro che insultano l'islam.  Diversi hanno minacciato che se la polizia non agirà, essi daranno la caccia ai due blasfemi e li uccideranno.

Arif Masih e Tariq Masih, insieme alle loro famiglie, sono fuggiti dalla zona, temendo per la loro vita.

P. George James, della diocesi di Sialkot, commenta: "Questo è un tristissimo incidente in cui gli emarginati sono dei capri espiatori. Dei poveri venditori sono accusati per qualcosa che non hanno commesso, mentre una folla violenta e aggressiva dà loro la caccia per ucciderli. Fino a quando le minoranze dovranno subire questi abusi della legge? Le autorità dovrebbero garantire la legge e tenere l'ordine perché nessun innocente debba soffrire".

In Pakistan, la legge sulla blasfemia è spesso usata contro le minoranze cristiane, sikh, ahmadi, ma anche contro i musulmani per perseguire vendette personali. Il mese scorso un cristiano è stato sgozzato a Karachi, accusato di blasfemia, ma con motivi legati a rivalità professionali.

 

 

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