02/10/2007, 00.00
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Pyongyang, storica stretta di mano fra i leader coreani

Kim Jong-il, dittatore nordcoreano, ha incontrato fuori programma il presidente di Seoul Roh Moo-hyun, che inizia oggi una visita di Stato ufficiale della durata di 3 giorni. Fra i temi in agenda, diritti umani e questione nucleare. Opposizione sudcoreana scettica, mentre i media del Nord ignorano la visita.
Pyongyang (AsiaNews) – Il presidente sudcoreano Roh Moo-hyun è arrivato questa mattina in Corea del Nord ed ha incontrato, per la prima volta, la sua controparte nordcoreana, il dittatore Kim Jong-il. I due, secondo la televisione di Stato del governo di Seoul, sono stati accolti “da folle festose che agitavano fiori e cartelli di benvenuto”. Questo primo incontro, avvenuto nella capitale nordcoreana, non era previsto dall’agenda ufficiale.
 
Inizia così il primo dei 3 giorni di visita ufficiale della delegazione presidenziale di Seoul nella parte settentrionale della penisola, la seconda in quasi 60 anni di separazione. La prima si era svolta nel 2000, quando l’allora presidente sudcoreano Kim Dae-jung era atterrato a Pyongyang ed aveva definito “prossima” la riunificazione del Paese.
 
Secondo diversi esperti, questo incontro non apre la strada ad una riunificazione imminente, ma porta diversi vantaggi ad entrambi i Paesi. Sono previsti almeno 5 incontri ufficiali fra i due leader, che dovranno discutere di aiuti umanitari (al Nord) e di cooperazione economica (nella parte Sud). Inoltre, è previsto un confronto sul nucleare – anche in vista del prossimo round dei colloqui a 6 sul disarmo nucleare, che si terranno a Pechino subito dopo la conclusione del meeting presidenziale – e sui diritti umani.
 
Tuttavia, molti analisti sudcoreani sottolineano il carattere storico della visita, che potrebbe portare ad una conclusione della guerra di secessione del 1950, ancora formalmente in corso. Inoltre, va aggiunto che la Corea del Nord sembra essere oramai economicamente allo stremo: se la diplomazia di Seoul riesce a gestire il carattere di Kim Jong-il (senza alcun erede designato), si potrebbe assistere ad una reale svolta decisiva nella questione della riunificazione della penisola coreana.
 
In ogni caso, sono ancora molte le polemiche che accompagnano l’incontro. L’opposizione sudcoreana si è scagliata contro la decisione presidenziale di assistere ai giochi di massa “Arirang”, ma lo staff di Roh ha chiarito che si tratta di un gesto “di cortesia, che verrà sfruttato proprio per affrontare il tema degli abusi ai diritti della popolazione”. Tuttavia, il Parlamento di Seoul ha chiesto al capo dell’esecutivo di “non farsi prendere dall’emozione, facendo concessioni inutili nella speranza di firmare un accordo significativo”.
 
Più eloquente la gestione dell’incontro da parte dei media nordcoreani, che hanno ignorato quasi completamente l’evento. Sul bollettino dell’agenzia di stampa ufficiale del regime nordcoreano, campeggiano le congratulazioni del regime di Pyongyang al presidente della Guinea “in occasione del 49esimo anniversario dell’indipendenza del suo Paese”. Della visita di Roh, nessuna traccia.
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