25/11/2013, 00.00
CINA
Invia ad un amico

Qingdao, sale ancora il numero delle vittime dopo lo scoppio dell'oloeodotto

Il disastro ha causato finora 52 morti, 11 dispersi e 130 feriti. Il presidente Xi Jinping visita l'area e chiede indagini accurate e punizioni severe. Tra le autorità coinvolte, fra cui la potentissima Sinopec, parte lo scaricabarile.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - È salito a 52 il numero delle vittime causate dall'esplosione di una condotta petrolifera nella città di Qingdao. Il presidente cinese Xi Jinping si è recato sulla zona del disastro, nella parte nord-orientale del Paese, e ha "invitato con forza" le autorità locali a "non abbassare mai la guardia" rispetto alla sicurezza sui posti di lavoro. Nel frattempo, 11 persone sono ancora irreperibili mentre gli ospedali annunciano di aver ricoverato altri 130 sopravvissuti.

L'esplosione della condotta è avvenuta lo scorso 22 novembre; lo scoppio ha squarciato un'intera strada. I danni causati hanno bloccato le forniture di gas ed elettricità, mentre la temperatura rischia di scendere sotto lo zero: le autorità hanno avvertito gli 8,7 milioni di cittadini che per le riparazioni e la ripresa del servizio di riscaldamento "potrebbero richiedere settimane". Al momento sono decine di migliaia le persone senza acqua ed elettricità.

Xi ha chiesto un'indagine "accurata" e una punizione "severa" per i responsabili del disastro, ma le aziende coinvolte hanno iniziato lo scaricabarile. Guo Jishan, vice segretario generale del Partito di Qingdao, ha dichiarato che è la Sinopec - nota anche come China Petroleum - la responsabile della sicurezza dei propri impianti. Da parte sua, la compagnia ha puntato il dito contro le sacche di metano presenti nel sistema fognario, che avrebbero dato il via allo scoppio.

Da parte sua, il governo centrale ha deciso di punire tutti. Secondo Yang Dongliang, direttore dell'Amministrazione statale per la sicurezza del lavoro, lo scoppio "è da imputare a un errore umano. Quindi il governo deve punire con severità sia la Sinopec, che ha la gestione dell'impianto, che i funzionari locali che hanno mancato di compiere le opportune verifiche di sicurezza".

Per Yang, le problematiche "sono tantissime. Si passa da un disegno sbagliato del sistema delle tubature al sistema di drenaggio inefficace. Inoltre c'è la negligenza dei dirigenti dell'ufficio sicurezza, una cattiva manutenzione della condotta e il fiasco delle autorità locali, che non sono riuscite a bloccare la falla e fa evacuare la popolazione prima che il danno si trasformasse in tragedia".

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Ningbo: 51 arresti per le proteste della popolazione contro l'inquinamento
30/10/2012
Shanxi, esplosione in miniera: 17 morti e decine di dispersi
06/11/2006
L'Angola è il primo fornitore di petrolio per la Cina
04/04/2006
Papa: Leader del mondo energetico, abbiate cura dei poveri e dell’ambiente
09/06/2018 12:21
Il disastro di Tianjin, una congiura per rovesciare Xi Jinping
09/09/2015