Skin ADV
08 Febbraio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 26/06/2012, 00.00

    INDIA

    Raghuvanshi: il Bjp manipola il candidato cristiano alla presidenza

    Nirmala Carvalho

    PA Sangma, tribale cattolico del Congress, ha dichiarato che "non ci sono prove" per dire che il Bharatiya Janata Party (Bjp, partito radicale indù) sia responsabile dei pogrom anticristiani di Kandhamal. Secondo Lenin Raghuvanshi, attivista per i diritti umani, il Bjp sta sfruttando il politico per ottenere i voti dei tribali.

    Mumbai (AsiaNews) - Affermazioni "ridicole" e "da condannare in pieno", segno evidente che "gli ultranazionalisti indù del Bharatiya Janata Party (Bjp) stanno manipolando PA Sangma". La pensa così Lenin Raghuvanshi, attivista ateo per i diritti umani e direttore esecutivo del People's Vigilance Committee on Human Rights (Pvchr), in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate da PA Sangma, membro tribale cattolico del Congress (partito al governo). Intervistato da una televisione indiana, il politico ha detto: "Dove sono le prove che il Bharatiya Janata Party (Bjp) è responsabile dei pogrom anticristiani del Kandhamal? Non saltiamo alle conclusioni... Non lanciamoci in simili accuse". Parole che hanno colpito l'opinione pubblica indiana (cristiana, e non), per due ragioni: perché di recente, la Federazione delle Chiese dell'Andhra Pradesh (Apfc) ha nominato Sangma "suo" candidato alle prossime elezioni presidenziali (luglio 2012); perché il Bjp, primo partito dell'opposizione, ha avallato la sua candidatura.

    Il Bjp sostiene i movimenti radicali indù del Sangh Parivar, responsabili dei tanti episodi di violenza contro cristiani, dalit e minoranze che avvengono in India. Non ultimi, anche i pogrom anticristiani che nel 2008 hanno insanguinato l'Orissa.

    "Le forze indù - spiega Raghuvanshi - hanno già perso l'appoggio dei dalit, e cercano di sfruttare Sangma per ottenere i voti dei tribali. Nel Kandhamal, gli ultranazionalisti hanno fomentato tensioni preesistenti tra tribali e dalit cristiani per creare conflitti all'interno della comunità, e prendere il potere. Ma il Sangh Parivar è responsabile dei pogrom anticristiani del Kandhamal. Ogni casa bruciata o distrutta, ogni chiesa violata, porta il segno delle bandiere zafferano [arancioni, colore simbolo dei nazionalisti indù, ndr]".

    Secondo Raghuvanshi, con le sue dichiarazioni Sangma "tenta di ripulire l'immagine dei nazionalisti indù, sperando di attirare per sé la simpatia e i voti dei tribali. Se [Sangma] è davvero capace di sostenere cose del tutto infondate, lasciamolo andare di persona dalle vittime: quelli che hanno visto le loro case distrutte; che hanno subito violenze e portano ancora i traumi. Lasciamolo andare a dire loro che le forze fasciste indù non sono responsabili".

    Il 23 agosto 2008 l'uccisione - da parte di un gruppo maoista - di Lakshmananda Saraswati, leader indù, ha prodotto un'ondata di violenze inaudite contro la comunità cristiana del Kandhamal (Orissa). Protrattesi fino all'ottobre di quell'anno, le violenze hanno lasciato più di 56mila persone - per lo più dalit panos e tribali kondhs, quasi tutti cristiani - senza una casa, costretti a vivere diversi mesi nelle foreste senza cibo, né acqua, prima di poter raggiungere in sicurezza i campi profughi. Per la Chiesa indiana, circa 6mila case sono state saccheggiate, demolite o bruciate. Quasi 300 chiese distrutte, oltre a conventi, scuole, ostelli e istituti di assistenza. Le autorità dell'Orissa non hanno mai negato la responsabilità delle violenze dei nazionalisti indù, contando circa 50 morti. I dati raccolti da attivisti cristiani parlano invece di 91 vittime: 38 morte sul colpo, 41 per ferite subite durante le violenze, 12 in azioni di polizia.

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    30/09/2011 INDIA
    Orissa, continua il calvario dei cristiani fra violenze e ingiustizie
    Una petizione del Global Council of Indian Christians alla Commissione nazionale per i diritti umani stila un lungo elenco di crimini, ingiustizie e complicità dell’amministrazione locale e dello Stato a danno delle vittime dei pogrom anticristiani del 2008. I radicali indù continuano a perseguitare cattolici e pentecostali, aiutati dalla polizia.

    17/05/2010 INDIA
    Violenza senza fine contro le donne cristiane del Kandhamal
    Dopo i pogrom anticristiani del 2008-2009, le donne cristiane del Kandhamal hanno difficoltà a tornare nei loro villaggi e riprendere la loro vita. Il Centro Sociale di Mumbai studia il loro disagio per vedere come aiutarle. Il continuo aiuto della Chiesa verso i perseguitati.

    23/03/2011 INDIA
    Orissa, un altro cristiano ucciso in Kandhamal
    Angad Digal, cattolico di Mondasoro, è stato ucciso lo scorso 10 marzo. L’uomo si era recato in un villaggio vicino insieme a due conoscenti indù. La polizia ha arrestato uno dei due sospettati, ma non ha ancora trovato il corpo di Digal. Sacerdote denuncia il clima di impunità dovuto all’inerzia delle forze dell’ordine.

    29/07/2010 INDIA
    Orissa: Cristiani e indù, Dalit e tribali di Kandhamal in marcia per la pace
    Oltre mille persone in marcia per le strade di Bhubaneswar per chiedere alle autorità locali di garantire pace, giustizia e tranquillità dopo i pogrom anticristiani del 2008. Dalit e tribali lamentano continue discriminazioni da parte degli indù.

    09/02/2011 INDIA
    Timori di violenze al raduno di 2 milioni di estremisti indù in Madhya Pradesh
    Il Narmada Samajik Kumbh, preceduto da una campagna contro le pretese conversioni forzate al cristianesimo. L'arrivo di militanti armati. L’arcivescovo di Bhopal: Nella propaganda indù contro i cristiani vi sono interessi politici e personali.



    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Intervista al Papa sulla Cina: entusiasmo e scetticismo fra i cattolici cinesi. Alcuni sacerdoti sotto il torchio della polizia

    Maria Chen

    Giornali e radio di Stato hanno dato notizia dell’intervista di papa Francesco ad Asia Times. Vi è chi sogna che il pontefice possa visitare la Cina al più presto. Sacerdoti sotterranei sotto interrogatorio. Apprezzamenti per “il ramo d’ulivo” teso dal pontefice e per aver sottolineato il valore della cultura cinese. Ma si è scettici verso la risposta della leadership di Pechino. Il dialogo fra Cina e Vaticano non porta a risultati perché vi sono interessi diversi: politici e religiosi. Non avere fretta di stabilire relazioni diplomatiche per non sacrificare la libertà della Chiesa e il sacrificio dei suoi martiri. La Chiesa cinese è in crescita.


    VATICANO-CINA
    Papa Francesco ridice il suo amore alla Cina e a Xi Jinping



    Il pontefice elogia la “saggezza” e la “grandezza” della Cina e fa gli auguri a Xi Jinping per il Nuovo Anno cinese della Scimmia. Non bisogna “temere” la Cina, ma entrare in dialogo con essa per mantenere la pace nel mondo. Avere “misericordia” per il recente passato del Paese e “andare avanti” per cambiare la realtà. Nell’intervista, per scelta del giornalista, non si parla dei dialoghi fra Vaticano e Cina o di temi religiosi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    Terra Santa Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®