16/05/2019, 08.48
YEMEN - A. SAUDITA - IRAN
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Raid di aerei sauditi in risposta agli attacchi Houthi agli oleodotti

Colpite almeno nove postazioni militari in centro a Sana’a e nella prima periferia della capitale. Ieri si sono registrati pesanti scontri fra ribelli e governativi filo-sauditi nella città portuale di Hudaydah. Fonti lealiste, non confermate, annunciano l’uccisione di un centinaio di combattenti. 

Sana’a (AsiaNews/Agenzie) - Questa mattina la coalizione araba a guida saudita ha compiuto una serie di raid aerei nella regione di Sana’a (capitale dello Yemen) contro obiettivi Houthi, in risposta agli attacchi dei ribelli contro impianti petroliferi del regno avvenuti nei giorni scorsi. La notizia è confermata da diversi abitanti dell’area e da fonti Houthi, rilanciate in queste ore dal canale satellitare degli Emirati al-Arabiya

Una fonte diretta ha riferito di una “forte esplosione” nel centro di Sana’a. La catena televisiva Al-Massirah, controllata dagli Houthi, ha parlato di bombardamenti sferrati da “aerei dell’aggressore” saudita. Secondo diverse testimonianze i raid aerei hanno centrato nove postazioni militari dei ribelli sciiti - sostenuti dall’Iran - in città e nella prima periferia. 

Nella giornata di ieri gli scontri fra i due fronti hanno riguardato anche la città portuale di Hudaydah, teatro di un accordo di pace mediato dalle Nazioni Unite ma rimasto sinora disatteso. I combattimenti hanno rappresentato l’ennesima violazione al cessate il fuoco e rischiano di complicare ancor più le operazioni di ritiro delle truppe come previsto dall’accordo stesso. 

L’11 maggio scorso i ribelli Houthi hanno iniziato le operazioni di ritirata da tre porti strategici del Paese, compreso quello di Hudaydah. Da qui entrano beni primari come cibo, aiuti umanitari e medicine, per sfamare milioni di yemeniti ridotti minacciati dalla carestia e dal conflitto. 

In queste ore i media governativi sauditi rivendicano l’uccisione di un centinaio di Houthi da parte delle forze lealiste fedeli a Riyadh. A questo si aggiunge la cattura di almeno 120 combattenti, durante un attacco a sorpresa nella regione centrale di Dali. Tuttavia, le informazioni non sono verificabili in maniera indipendente e gli Houthi non hanno sinora voluto confermare né smentire la notizia. 

Questo avviene all’indomani dell’annuncio da parte degli insorti di aver colpito e danneggiato con un attacco sferrato dai droni una serie di oleodotti in Arabia Saudita. Un segnale ulteriore dell’inasprimento della tensione nella regione fra l’Iran e gli Stati Uniti, e i loro rispettivi alleati nella regione mediorientale. Intanto i ribelli Houthi minacciano nuove operazioni contro obiettivi economici strategici per Riyadh.

La guerra in Yemen divampata nel 2014 come conflitto interno fra governativi filo-sauditi e ribelli Houthi vicini all’Iran, degenerato nel marzo 2015 con l’intervento della coalizione araba guidata da Riyadh, ha fatto registrare oltre 10mila morti e 55mila feriti. Organismi indipendenti fissano il bilancio (fra gennaio 2016 e fine luglio 2018) a circa 57mila decessi. Per l’Onu il conflitto ha innescato “la peggiore crisi umanitaria al mondo”, circa 24 milioni di yemeniti (pari all’80% della popolazione) hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria. I bambini soldato sarebbero circa 2500.

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