11 Febbraio 2012         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. |




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 27/02/2010 11:17
IRAQ
Reintegrati 20 mila ufficiali del tempo di Saddam
Erano stati dimessi nel 2003 dall’Autorità provvisoria della coalizione guidata dagli Usa. Accuse ad al-Maliki di volere accaparrarsi i loro voti. Continua la campagna di pulizia contro gli ex membri del Baath (sunniti), voluta dagli sciiti. Sospetti di influenza iraniana.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Il ministero della Difesa ha dichiarato ieri che 20 mila ufficiali, che avevano servito sotto Saddam Hussein, saranno reintegrati nell’esercito a partire da domani. Essi erano stati allontanati dai loro posti nel 2003, con una decisione molto controversa dell’Autorità provvisoria della coalizione guidata dagli Stati Uniti.
 
Secondo il ministero, la decisione è divenuta possibile perché ora si sono trovati i fondi per finanziare i loro stipendi. Ma osservatori e personalità politiche irakene fanno notare che l’annuncio, a pochi giorni dalle elezioni del 7 marzo, sembra una mossa per assicurare più voti al premier Nouri al-Maliki.
 
Maysoun al-Damlouji, candidato del partito laico legato ad Ayad Allawi – molto critico verso al-Maliki – dichiara che “non c’è alcun dubbio, questa mossa è legata alle elezioni e tende ad acquisire voti”.
 
Alla caduta di Saddam Hussein, centinaia di migliaia di ufficiali e membri del partito Baath sono stati eliminati dalle cariche. Ciò ha portato alla disgregazione della struttura sociale irakena e alla rivolta del mondo sunnita, creando molti problemi di insicurezza, terrorismo e povertà.
 
Ora, a poco a poco, molti vengono reintegrati, in molte città irakene (soprattutto a maggioranza sciita) vi sono manifestazioni per chiedere condanne e licenziamenti per antichi membri del partito di Saddam. Alcuni mesi fa circa 500 ex membri del partito Baath sono stati esclusi dal candidarsi alle elezioni. La purga è stata condotta da un comitato presieduto da due parlamentari sciiti, anch’essi candidati, sospettati di essere al servizio dell’Iran.
 
Per protestare contro la purga, alcuni gruppi sunniti si sono ritirati dalla competizione elettorale facendo temere per una nuova stagione di scontri. Ma il 25 febbraio scorso, uno di loro, Saleh al-Mutlaq, ha annunciato che il suo partito, il Fronte del dialogo nazionale, sarebbe rientrato nelle elezioni.
 
Ma ieri, il comitato “della purga”, ha diramato una denuncia contro al-Mutlal, sospettato di violenze e uccisioni nelle rivolte sunnite di questi anni.
 
Al-Mutlal nega da tempo ogni coinvolgimento con gli insorti sunniti e afferma di aver lasciato il partito Baath già negli anni ’70.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
03/03/2010 IRAQ
Fra attentati e divisioni, l’Irak va al voto
di Layla Yousif Rahema
04/02/2008 IRAQ
Approvata la legge che reintegra i baathisti di basso livello
15/05/2010 IRAQ
Elezioni in Iraq: nessuna frode dopo il conteggio manuale dei voti
08/03/2010 IRAQ
Le violenze non fermano gli irakeni alle urne
di Layla Yousif Rahema
04/03/2010 IRAQ
Tutti i partiti dell’Iraq al voto
di Layla Yousif Rahema

In evidenza
CINA - VATICANO
Qual è il vero bene per la Chiesa in Cina
di Card. Joseph Zen Ze-kiunAlla vigilia di un importante incontro a Roma su “Gesù nostro contemporaneo”, il card. Zen chiede a tutti i cattolici di aiutare la Chiesa in Cina (e soprattutto i suoi vescovi ufficiali) di uscire dall’ambiguità, seguendo Benedetto XVI e di “disfarsi” di organismi nemici della fede (v. Associazione patriottica, ufficio affari religiosi, ecc.), che controllano e soffocano i fedeli. La Chiesa cinese è sull’orlo di uno scisma dovuto a “mercanteggiamenti” fra la fede cattolica e il potere politico. Il sottotitolo di questo articolo (voluto dall’autore) è:”In dialogo con la Comunità di Sant’Egidio e con Gianni Valente di 30Giorni”.
CINA – VATICANO
Mons. Savio Hon: Libertà per i vescovi e i sacerdoti arrestati, fa bene anche alla Cina
di Bernardo CervelleraAnche se il governo non dà risposte né alla Santa Sede, né ai diplomatici, né ad amici del Vaticano e della Cina, è importante che “nessuno li dimentichi”. La risposta ufficiale del governo cinese quando si chiedono notizie è sempre: “Non sappiamo”. “Occorre anzitutto pregare”, “ma occorre anche appellarsi a coloro che li detengono”.
CINA - VATICANO
Appello: Vescovi e sacerdoti scomparsi o detenuti in prigione, a casa per il Capodanno cinese
di Bernardo CervelleraIn occasione dell’Anno del Dragone, AsiaNews chiede al presidente Hu Jintao e all’ambasciatore Ding Wei la liberazione di tre vescovi e sei sacerdoti cinesi scomparsi nelle mani della polizia o nei campi di lavori forzati.

Dossier


Libri
Augusto Colombo. Apostolo dei paria
di Piero Gheddo
pp. 320

Matteo Ricci: missione e ragione. Una biografia intellettuale
di Gianni Criveller
pp. 132

Bioetica religioni missioni
di Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432

Matteo Ricci e Giulio Aleni, due vite incrociate
di Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176

Missione Bengala
155 anni del Pime in India e Bangladesh EMI 
di Piero Gheddo
pp. 480

La Cina di Mao processa la Chiesa
di Angelo S.Lazzarotto
pp. 528


Il rovescio delle medaglie
di Bernardo Cervellera
pp. 240


Il Vescovo partigiano
EMI 2007 pp. 448
di Piero Gheddo


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate