11/04/2017, 13.44
RUSSIA

Rinviato il processo ai Testimoni di Geova, secondo gli studiosi accusa priva di base

Il Giudice ha rinviato il processo al 12 aprile. Gli avvocati del Ministero della Giustizia non hanno risposto alle domande, e sono apparsi “impreparati”. La difesa contesta l’accusa di estremismo. 

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – La Corte suprema russa si riunirà di nuovo domani alle ore 10 locali, per decidere sull’accusa di estremismo mossa dal Ministero della giustizia al centro amministrativo dei Testimoni di Geova (TdG). Questo quanto deciso dal giudice Yury Ivananeko lo scorso 7 aprile, durante la prima udienza. Nell’udienza di domani verranno sentiti quattro testimoni per la difesa e diverso materiale scritto.

Se la causa, mossa lo scorso 15 marzo, avrà successo, l’attività religiosa dei Testimoni di Geova sarà proibita in tutta la Russia e la proprietà del centro amministrativo verrà confiscata dallo Stato. Alle comunità TdG sarà vietato riunirsi e i trasgressori verranno perseguiti penalmente come dediti ad “attività estremiste”.

All’udienza del 7 aprile hanno assistito diverse persone, e molte sono rimaste fuori. Secondo le fonti, già un’ora prima dell’inizio del processo, fuori dalle porte della Corte vi era una fila di 50 metri. Fra di essi, fedeli TdG e giornalisti.

La principale accusa del Ministero di giustizia è che i TdG rappresentano una minaccia alla protezione dei diritti e degli interessi della società e della sicurezza pubblica. In particolare, fra gli elementi riportati vi sono il materiale scritto dei TdG iscritto alla “Lista federale di materiale estremista”, la convinzione di “eccezionalismo” della propria religione e il divieto di trasfusioni di sangue.

La prima udienza si è aperta con diverse domande del giudice Yury Ivanenko agli avvocati del Ministero: fra queste, ha destato clamore in aula la domanda sulle basi per le quali il Ministero accusa i TdG di “importare materiale estremista”, se tali materiali sono stati inseriti nella Lista solo in un momento successivo al loro arrivo. La decisione del giudice ad accettare come prova un estratto del Rossiiskaia Gazeta, riportante la data di iscrizione alla lista di alcuni testi, ha avuto il plauso di molti presenti.

Diversa reazione quella scatenata dal capo dell’organo amministrativo dei TdG in Russia, Vasily Kalin. Sopravvissuto all’esilio in Siberia, e certificato come vittima riabilitata di persecuzione politica sotto il governo sovietico, Kalin si è rivolto all’avvocato del Ministero chiedendo: “quale tipo di certificazione vuole presentare il ministro alle persone che dichiara essere estremiste?” La domanda è stata posta nel silenzio totale dell’aula.

L’avvocato per la difesa Viktor Zhenkov si è scagliato contro l’accusa di estremismo sottolineando che a discapito dei testi etichettati come tali, non c’è alcuna componente estremista nelle attività dei TdG. Inoltre, Zhenkov ha aggiunto che se il criterio di estremismo utilizzato per i materiali dei TdG venisse applicato in maniera estesa, allora “la Russia potrebbe rimanere presto senza alcun libro”. L’avvocato ha citato, a prova, l’argomentazione della procura sulla proibizione della Bibbia tradotta dai TdG: “Presa come un libro, la Bibbia smette di essere la Bibbia, perché lo è solo in Chiesa”. La citazione ha scatenato l’ilarità del pubblico, costringendo il giudice al richiamo all’ordine.

In più, la difesa ha richiesto alla Corte di tenere conto del fatto che l’accusa non è stata in grado di portare una singola vittima delle “attività estremiste” dei TdG.

Molte critiche sono arrivate da parte di intellettuali, esperti religiosi e attivisti.

Mikhail Roshchin, dell’Accademia russa delle scienze, ha sottolineato che la “natura eccezionale” di una religione è condivisa da molte fedi e rappresenta una posizione normale e ragionevole in un credo monoteista. In più, ha aggiunto che il Ministero della giustizia non ha una posizione chiara su “quali azioni sono considerate estremiste”, dimostrandosi “non preparato al processo”, e che nessun esperto religioso è stato invitato a partecipare.

Il direttore del centro per i diritti Sova, Alexander Verkhovsky, ha criticato la base giuridica dell’accusa di “eccezionalismo religioso”, una tesi secondo lui “compresa nella gran parte delle religioni del mondo” di cui non è stato tenuto conto “durante la compilazione della legge sull’estremismo. Arriva da vecchie norme legislative, che erano state abbozzate senza attenzione quando il problema era proibire eccezionalismi nazionali. Ma razza e religione non sono la stessa cosa. C’è una differenza enorme fra affermare che certe persone sono meglio di altre per caratteristiche innate, piuttosto che dichiarare di essere eccezionali sulla base delle virtù del proprio punto di vista.”

Parlando del mancato coinvolgimento degli esperti religiosi, Verkhovsky ha commentato che “non è normale, ma tipico”. Nella maggior parte dei casi in cui la legge sull’estremismo si applica a organizzazioni religiose le analisi non sono fatte da esperti di studi religiose: “Questo sistema è, senza dubbio, perverso”.

Per Lev Levinson, esperto dell’Istituto dei diritti umani, il giudice Ivanenko sta conducendo il processo con obiettività: “Il giudice pone domande interessanti agli avvocati del Ministero, nello specifico quale conseguenze hanno seguito la distribuzione di materiale stampato (in seguito dichiarato estremista)”. Tuttavia, Levinson afferma di “avere l’impressione che il processo non finirà in favore dei TdG”, che in caso di esito negativo si potrà far appello alla Corte europea per i diritti umani, ma che questo non “fermerà le misure repressive.”

Non è da escludere che una decisione a favore del Ministero della giustizia sia causa di maggior inasprimento dei rapporti già tesi con gli Stati Uniti, dove per tradizione ogni azione contro chiunque si dichiari predicatore di insegnamenti evangelici è da considerarsi “persecuzione contro i Cristiani”.

Nel Paese, i TdG hanno almeno 172mila membri. Durante la Commemorazione della morte di Gesù, l’evento più importante dell’anno, il numero di fedeli cresce fino a circa 300mila. Al presente, in Russia vi sono 397 organizzazioni registrate; più di 2500 non sono approvate dal governo.

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