24 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  •    - Mongolia
  •    - Russia
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 09/05/2017, 08.55

    A. SAUDITA - RUSSIA

    Riyadh e Mosca pronte a prolungare i tagli alla produzione di greggio



    Il ministro russo dell’Energia solidale con gli “sforzi” dei partner impegnati a “riequilibrare il mercato”. Egli aggiunge che l’iniziativa è “efficace”. L’omologo saudita “fiducioso” che l’accordo possa essere “esteso” per la seconda metà dell’anno. Si attendono le decisioni Opec nella prossima riunione in programma il 25 maggio. 

     

    Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Arabia Saudita e Russia, due dei più importanti leader mondiali nel settore petrolifero, hanno raggiunto ieri un accordo di massima sul prolungamento del taglio della produzione di greggio in vista del summit Opec in programma entro fine mese. Il ministro russo dell’Energia Alexander Novak sottolinea che Mosca “è solidale” con gli “sforzi dei nostri partner” nel tentativo di “riequilibrare il mercato” e considera che “l’iniziativa congiunta” volta a “stabilizzare” il mercato mondiale del greggio “è efficace”.  

    “Stiamo discutendo - aggiunge - le diverse opzioni e riteniamo che una estensione per un periodo più lungo  aiuterà ad accelerare il ritorno dei mercati a condizioni più favorevoli”. 

    Intervenendo a un incontro a Kuala Lumpur, capitale della Malaysia, il ministro saudita dell’Energia Khalid Al-Falib si dice “abbastanza fiducioso” che l’accordo possa essere “esteso” per tutta la seconda metà dell’anno e “possibilmente anche oltre”. Egli aggiunge che il gruppo dei Paesi produttori è “determinato” nel fare tutto quanto è possibile per “raggiungere l’obiettivo” di riportare i livelli “in corrispondenza della media quinquennale di riferimento”. 

    Nel novembre scorso il cartello dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) ha deciso di tagliare la produzione di greggio di 1,2 milioni di barili al giorno nei sei mesi successivi, per stimolare l’aumento del prezzo, in picchiata dal 2014. Il provvedimento sarebbe dovuto rimanere in vigore per sei mesi a partire da gennaio.

    La mossa è stata seguita, almeno in parte, da nazioni che non appartengono all’Opec e sono guidate dalla Russia. Resta ora da vedere se il cartello deciderà di prolungare il provvedimento per altri sei mesi nel contesto del prossimo summit che si terrà il 25 maggio. 

    La scorsa settimana i prezzi del petrolio sono scesi sotto i 50 dollari al barile. A determinare il prezzo, le preoccupazioni globali circa l’efficacia dei tagli in un’ottica di riduzione dei livelli di magazzino. Su scala mondiale domanda e offerta di greggio hanno iniziato a riallinearsi, col contributo determinante di Russia e Opec; tuttavia, secondo gli analisti nella seconda metà dell’anno è previsto un calo deciso delle scorte.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    01/12/2016 09:01:00 ASIA
    Opec: accordo per ridurre la produzione di greggio. E' la prima volta in otto anni

    L’intesa è stata raggiunta a Vienna. I Paesi esportatori di petrolio taglieranno la produzione giornaliera di greggio di 1,2 milioni di barili. Anche la Russia, non Opec, toglierà dal mercato 300mila barili. Accordo finale possibile grazie all’assenso di iraniani e sauditi.



    07/09/2016 08:59:00 ASIA
    Sauditi, russi e iraniani per l’aumento del prezzo del petrolio. Ma non sanno come

    Al G20 i ministri dell’energia Khaled Al-Falih e Alexander Novak hanno deciso di formare “gruppo di monitoraggio comune” insieme ad altri produttori per prevenire fluttuazioni nei prezzi. Anche l’Iran sarebbe disposto a collaborare per aumentare il prezzo del greggio a 50-60 dollari. Ma nessuno sembra voler ridurre la produzione.



    14/01/2016 ASIA
    Il petrolio scende sotto i 30 dollari al barile, tremano le oligarchie del mondo
    Il brent crude rimbalza dopo poche transazioni a 30,22 dollari, ma il prezzo continua a scendere da 15 mesi di fila. Pesano il calo della domanda energetica in Cina e le tensioni geopolitiche internazionali, ma il punto centrale rimane la sovrabbondanza di petrolio a fronte di una richiesta in calo continuo. Mosca annuncia una revisione del budget per il 2016; Washington si affida alle trivellazioni offshore. L’Arabia Saudita rischia più di tutti e interviene per calmierare il settore idrico e i carburanti. Unico superstite, l’Iran.

    19/01/2005 ASIA
    L'Asia aspetta con preoccupazione l'aumento dei prezzi del greggio

    La scarsa efficienza energetica fa sì che la Cina per ogni centesimo di aumento del petrolio sopporta un incremento dei costi di produzione pari a tre volte quello degli Stati Uniti. Divergono gli interessi di Arabia Saudita e Iran.



    16/02/2016 11:59:00 ARABIA SAUDITA - RUSSIA
    Rivali in Siria, Mosca e Riyadh fanno fronte comune per arginare il crollo del petrolio

    Arabia Saudita e Russia hanno deciso di congelare la produzione di greggio sui livelli di gennaio. Una quota ritenuta “adeguata” e che permetterà di rispondere al fabbisogno. Dal giugno 2014 il prezzo del petrolio era crollato del 70%. Domani l’incontro con i rappresentanti di Iran e Iraq.





    In evidenza

    VATICANO
    Papa: Lettera per i 100 anni della Maximum Illud sull’attività svolta dai missionari nel mondo



    Per l’ottobre 2019, papa Francesco lancia un Mese Missionario Straordinario per risvegliare l’impegno della missione ad gentes e per trasformare in modo missionario la pastorale ordinaria, sfuggendo alla stanchezza, al formalismo e all’autopreservazione. Il “compito imprescindibile della missione ad gentes da Benedetto XV al Concilio Vaticano II, a papa Giovanni Paolo II, fino all’Evangelii Gaudium.


    CINA-VATICANO
    Wang Zuoan: Papa Francesco è sincero, ma deve sottostare a due condizioni

    Li Yuan

    In un’intervista alla Commercial Radio, il direttore dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi ribadisce l’urgenza di tagliare i rapporti con Taiwan e di non interferire negli affari interni della Cina, nemmeno quelli religiosi. Grandi elogi al discorso di Xi Jinping da parte dei due vescovi ospiti del Congresso del Partito, Fang Xinyao e Ma Yinglin. “Falsi pastori, ma reali schiavi”. I timori di un cattolico sotterraneo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®