18 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 06/09/2017, 12.12

    MYANMAR

    Rohingya, Aung San Suu Kyi: ‘Un enorme iceberg di disinformazione’



    “Messo in atto per creare problemi tra le diverse comunità e promuovere l'interesse dei terroristi”. Le prime dichiarazioni del premio Nobel dall’inizio delle ultime violenze. Il comunicato rilasciato dopo una telefonata con il presidente turco Erdogan. Gli scontri in Rakhine hanno ucciso almeno 400 persone. Circa 125mila Rohingya hanno cercato rifugio nel confinante Bangladesh. Più di 25mila residenti non musulmani sono stati evacuati.

    Yangon (AsiaNews/Agenzie) – L'indignazione della comunità internazionale per il trattamento del Myanmar verso i Rohingya è alimentata da “un enorme iceberg di disinformazione”. È quanto afferma oggi Aung San Suu Kyi, consigliere di Stato e leader de facto birmano, che risponde all’invito delle Nazioni Unite a porre fine alle violenze nel nord del Paese.

    L’ultima crisi nello stato di Rakhine è iniziata lo scorso 25 agosto, quando i militanti dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) hanno attaccato decine di posti di polizia e una base militare. Gli scontri e una contro-offensiva militare hanno ucciso almeno 400 persone ed hanno scatenato l'esodo degli abitanti dai villaggi della regione. Circa 125mila Rohingya hanno cercato rifugio nel confinante Bangladesh, mentre più di 25mila residenti non musulmani sono stati evacuati con l’assistenza dello Stato.

    Il governo del Myanmar afferma che le sue forze di sicurezza stanno combattendo una legittima campagna contro i “terroristi bengali”, responsabili di una serie di attacchi contro polizia ed esercito dall'ottobre scorso. Le autorità ed i gruppi etnici locali accusano i militanti Rohingya per gli incendi delle abitazioni e le morti tra i civili buddisti ed indù.

    Nelle sue prime dichiarazioni ufficiali dall’inizio dell’ultimo conflitto armato, Aung San Suu Kyi afferma che la “disinformazione” con cui media e governi internazionali trattano il caso Rohingya “è calcolata per creare molti problemi tra le diverse comunità, con l'obiettivo di promuovere l'interesse dei terroristi”.

    L’ufficio del consigliere di Stato ha rilasciato il comunicato dopo una conversazione telefonica tra  “la Signora” ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale aveva sostenuto l’esistenza di un “genocidio” nei confronti dei Rohingya. Come esempio della mancanza di valide informazioni sull’argomento, la leader birmana sottolinea la pubblicazione di alcune immagini su internet da parte del vice primo ministro turco Mehmet Simsek. “Scattate altrove e non in Burma”, le fotografie ritraevano diversi cadaveri, attribuiti in maniera erronea a musulmani Rohingya.

    Aung San Suu Kyi difende le azioni del suo governo, dicendo che la sua amministrazione “sta tutelando tutta la popolazione dello stato di Rakhine nel miglior modo possibile”. “Sappiamo molto bene – chiarisce il premio Nobel – che cosa significa essere privati dei diritti umani e della protezione democratica. Per questo ci assicuriamo che a tutte le persone nel nostro Paese venga assicurata la tutela dei diritti e una difesa non solo politica, ma sociale ed umanitaria”.

    Negli ultimi giorni, “la Signora” ha ricevuto dure critiche da comunità internazionale e Paesi islamici per il suo silenzio di fronte all’inasprirsi della crisi umanitaria. Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice di un premio Nobel per la pace, ha lanciato ieri un appello per la fine della “persecuzone” dei Rohingya, invitando Aung San Suu Kyi a condannare le violenze.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    06/09/2017 15:29:00 MYANMAR
    Rakhine, i gruppi etnici raccontano le violenze subite: ‘Impossibile la pace con i Rohingya’

    Nella regione i tribali (buddisti e indù) sono un decimo dei musulmani. In 25mila sono sfollati nei campi allestiti dall’esercito. Le ripetute violenze compromettono la coesistenza pacifica. Diffuso un sentimento di paura per possibili infiltrazioni islamiste nel Paese. Mizzima: “L’Isis dietro gli attacchi alle postazioni dell’esercito birmano”. Il tentativo di sabotare il processo di pace di Aung San Suu Kyi.



    07/09/2017 12:11:00 MYANMAR
    Rakhine, Yangon: ‘Mosca e Pechino per bloccare la risoluzione Onu’

    Negoziazioni in corso con i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Il consulente per la sicurezza nazionale Thaung Tun: “La questione non andrà avanti”. Il governo respinge le accuse di pulizia etnica e denuncia “disinformazione”. I militanti Rohingya hanno dato alle fiamme 59 villaggi. Più di 26mila tribali in fuga dal Rakhine.



    26/09/2017 08:56:00 ONU - MYANMAR
    Il Myanmar all’Assemblea dell’Onu: ‘Nessuna pulizia etnica o genocidio in Rakhine’

    L’ambasciatore birmano: “La questione è estremamente complessa”. Stati membri e comunità internazionale esortati ad un’analisi “oggettiva ed imparziale”. Il “fattore paura” e “la tattica della terra bruciata” adottata dai terroristi sono le ragioni per l’esodo Rohingya. La priorità del governo è la risoluzione dell’emergenza umanitaria. Avviati programmi di assistenza agli sfollati in collaborazione con la Croce Rossa.



    11/09/2017 09:01:00 MYANMAR
    Rakhine, il governo respinge il cessate il fuoco offerto dai militanti Rohingya

    Il portavoce della leader birmana Aung San Suu Kyi: “Non negoziamo con i terroristi”. L'Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) annuncia la tregua fino al 9 ottobre per fini umanitari. Esercito: uccisi finora quasi 400 militanti islamici. L'esodo di circa 300mila Rohingya verso il Bangladesh. Gli sfollati tra i gruppi etnici sono 30mila.



    27/09/2017 11:50:00 MYANMAR
    Rakhine, il card. Bo: ‘Con la giustizia, la pace è possibile’

    Il cardinale difende Aung San Suu Kyi da critiche e pressioni della comunità internazionale. Accolte con favore le proposte della Commissione di Kofi Annan. Continuano le inchieste del governo sulle violenze dei militanti islamici dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa).





    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®