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  • » 12/02/2018, 08.49

    IRAN

    Rouhani propone 'un anno di unità' e apre al referendum



    Nel celebrare i 39 anni della rivoluzione khomeinista, il presidente esalta l'unità del Paese e la costituzione. La rivoluzione è stata vittoriosa quando il popolo era unito. I conservatori devono permettere a tutti di candidarsi alle elezioni. Tutti gli iraniani di tutte le religioni sono rivoluzionari.

    Teheran (AsiaNews/Agenzie) – “Vi chiedo che il 40mo anno della rivoluzione, quest’anno che viene, sia un anno di unità. Chiedo a conservatori, riformisti, moderati e a tutti i partiti e popoli di stare insieme”. E' l’appello che il presidente iraniano Hassan Rouhani ha rivolto ieri alla folla radunata a Teheran, durante un discorso per il 39mo anniversario dalla rivoluzione islamica di Khomeini.

    La richiesta di Rouhani arriva dopo un inizio d’anno turbolento per la repubblica islamica, sconvolta da manifestazioni in cui hanno perso la vita almeno 25 persone. Da giorni, il presidente iraniano preme sui conservatori perché le proteste e il malcontento nel Paese siano un motore di cambiamento: “Dovremmo fidarci del popolo. Dobbiamo permettere a tutte le inclinazione di partecipare alle elezioni”, ha continuato Rouhani. “La nostra rivoluzione era vittoriosa quando  eravamo tutti insieme… Tutte le razze iraniane, tutte le religioni iraniane, musulmani sciiti e sunniti, cristiani, ebrei e zoroastriani – chiunque crede nella costituzione, questo è il nostro criterio. È un rivoluzionario e va rispettato”.

    Rouhani apre anche alla possibilità di indire un referendum – permesso dall’art. 59 della costituzione, ma in disuso da decenni – sulle “divergenze di opinioni”: “Si portino le urne e si agisca in ottemperanza di quanto dice il popolo, in base a quanto sancito dall’art. 59”. Le sue parole hanno trovato sostegno immediato sui social media, dove numerosi tweet sono apparsi con l’hashtag #referendum. Il presidente non ha specificato quali questioni potrebbero essere affrontate per via referendaria, sebbene sia probabile il riferimento al dibattito sulle libertà sociali, acceso dalla protesta delle donne iraniane contro il velo obbligatorio.

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