11/08/2015, 00.00
CINA
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Sacerdoti di Wenzhou: Basta rimanere in silenzio! Gridiamo per salvare le nostre croci!

I sacerdoti della diocesi del sud-est invitano “tutti coloro che hanno a cuore la giustizia” a intervenire in maniera pacifica e secondo la legge per fermare la campagna di demolizioni in corso nel Zhejiang. I funzionari che la portano avanti “agiscono per vendetta” e “devono essere portati davanti alla giustizia”. I sacerdoti “pronti a tutto, anche alla morte, per fare ciò che è giusto”. Dove viene demolita una croce “là ne sorgeranno a milioni”.

Wenzhou (AsiaNews) – I funzionari comunisti che portano avanti la campagna di demolizioni delle croci nel Zhejiang “agiscono per vendetta” e abusano dei propri diritti e delle proprie prerogative. Per questo “vanno portati davanti alla giustizia prima che il pacifico sviluppo della Cina venga una volta di più messo a rischio”. Per questa “giusta causa” e per proteggere il simbolo sacro del cristianesimo, il clero cattolico della diocesi di Wenzhou “è pronto a tutto, anche a morire”. Il testo completo della lettera pubblicata a fine luglio 2015.

Gridiamo! Basta rimanere in silenzio!

Una lettera aperta dal clero cattolico della diocesi di Wenzhou a tutti i cristiani e i cittadini cinesi

Lo scorso anno il governo della provincia del Zhejiang ha lanciato una campagna [chiamata] “Tre rettifiche e una demolizione”; nel tempo è peggiorata sempre di più, e ora la natura di questa campagna è cambiata del tutto. Al momento, è un chiaro tentativo di abbattere le croci da ogni singola chiesa. In tutta la nostra diocesi non siamo stati servili né sottoposti – siamo stati propositivi, abbiamo pregato in maniera ardente, comunicato in maniera razionale e abbiamo osservato con calma, tutto in attesa che le nubi nere passassero.

Ma alcune persone non solo non hanno rallentato, ma sono divenute più aggressive; come se pensassero di dover affrontare un nemico mortale mentre avevano nel mirino un simbolo dell’amore universale – la Croce. Hanno disatteso i desideri delle masse e hanno presentato i “Regolamenti della provincia del Zhejiang per gli edifici religiosi”, che non si accordano neanche con la giurisprudenza basilare; hanno preso in giro la popolazione e cercato di portare avanti senza sosta la loro campagna di buttare giù ogni singola croce.

Non solo. Le nostre petizioni pacifiche, così come le manifestazioni di sostegno portate avanti dai nostri parrocchiani, sono state trattate come condotta illegale. È proprio vero l’antico proverbio cinese: “Il funzionario [governativo] può appiccare incendi, ma la gente normale non può neanche accendere una lampada”. Ma “ferma l’acqua di un ruscello e ci sarà un’inondazione disastrosa; metti a tacere le voci della popolazione e ci sarà un disastro ancora peggiore”. È davvero il caso che un governo che dichiara di servire il popolo porti la nazione indietro a quello che Liang Qichao definì “un governo che non eccelle in nulla se non nella repressione dei propri cittadini”?

Più cercano di sopprimere le richieste di giustizia, più dimostrano la serietà della crisi sociale, la fragile fiducia nel loro dominio e la loro incapacità di gestire la questione. Se continuano a colpire la croce come se fosse una malattia grave, allora la Cina – che dopo il Grande balzo in avanti e la disastrosa Rivoluzione culturale è sulla via dello sviluppo pacifico – verrà gettata in una nuova calamità.

In quanto individui con i diritti umani concessi da Dio, ogni singola persona ha la libertà di credere. Per salvaguardare la croce e preservare il nostro basilare diritto alla libertà di credo, continueremo a vigilare e difenderci l’un l’altro, approntando una resistenza razionale e ragionevole.

Come cittadini della Cina aneliamo a una democrazia più profonda e più inclusiva, e a uno stato di diritto. Quei dirigenti anziani che costringono i propri subordinati a partecipare [alle demolizioni], emanando ordini che impongono loro di distruggere; coloro che violano la Costituzione; coloro che volontariamente infrangono la dignità della legge, violano procedure amministrative, usano il proprio potere per confondere il diritto e di fatto minano lo stato di diritto… Tutte queste persone vanno denunciate in maniera risoluta, ed è necessario resistere loro. Devono essere portate davanti alla giustizia.

Come figli e figlie della Cina, tutti noi aneliamo a una situazione di pace e stabilità a lungo termine. Non possiamo in alcun modo tornare indietro là dove “la gente ordinaria soffre sia in tempo di prosperità che di crisi”; non permetteremo a nessuno di andare contro lo sviluppo armonioso.

Tutti i cristiani della Cina portano dentro un senso di missione, onorando il Signore e facendo il bene nei confronti del prossimo. Allo stesso tempo, abbiamo desiderato per tanto tempo una situazione culturale, religiosa e sociale che fosse tollerante, nella quale adattare la religione cristiana alla cultura cinese. Le autorità della provincia del Zhejiang hanno demolito le croci per vendetta. È questo il vostro modo di intendere la “cinesizzazione della religione” annunciata qualche tempo fa da Xi Jinping?

In un momento in cui "il vento sta soffiando attraverso la torre e annuncia una tempesta in aumento in montagna", prenderemo ancora di più su di noi la grande responsabilità di ringiovanire il popolo cinese, e crederemo con sempre più fermezza che anche noi siamo la spina dorsale e la benedizione della nazione cinese. Guardando uno croce abbattuta dopo l'altra, abbiamo gridato con rabbia e versato lacrime di dolore. Ma useremo con saggezza e con attenzione ogni metodo disponibile per ri-erigere le croci. Quando una croce viene rimossa, verranno costruite un milione di croci: nel cuore di ogni uomo, lungo i viali e nei vicoli, e nella casa di ogni famiglia.

La Chiesa nel corso di tutta la sua storia è cresciuta e ha prosperato sotto la persecuzione o il favore del sovrano. Noi supplichiamo ardentemente la misericordia del Signore, che ci conceda il coraggio di morire per ciò che è giusto, per la pace della nazione, per la vera crescita della nazione cinese, pronti a fare qualsiasi sacrificio venga richiesto.

Come è scritto nella Bibbia (Amos 5,24): "Lasciate che la giustizia scorra come un fiume, la giustizia sia come un torrente perenne!". Per la libertà di religione, per la dignità della legge, per il continuo sviluppo della Cina, per il benessere a lungo termine del popolo cinese, tutti i credenti attraverso tutta la Cina, quelle decine di milioni [di persone] riempite dal senso di giustizia – Basta rimanere in silenzio! Gridiamo!

L'intero corpo del clero cristiano della diocesi di Wenzhou

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