04/01/2017, 11.53
VIETNAM

Saigon: raccogliendo l’invito del papa, i cattolici rilanciano il dialogo interreligioso

di Tran Viet

Da sette anni il Comitato per il dialogo interreligioso di Ho Chi Minh City promuove incontri, seminari, attività caritative e pastorali. Un’opportunità per sacerdoti, religiosi e laici per condividere esperienze e approfondire le conoscenze. L’opera dei cattolici nei centri di carità buddisti e il contributo della Chiesa.

 

Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Raccogliendo l’invito di papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della pace, il primo gennaio, il Comitato per il dialogo interreligioso di Ho Chi Minh City rilancia le attività pastorali con buddisti, musulmani e rappresentanti di altre fedi. Iniziative che si inseriscono nello spirito del Concilio Vaticano II e che intendono, come ha ricordato il pontefice, sottolineare che “il terrorismo non ha religione” e la violenza profana il nome di Dio e che “solo la pace è Santa e non la guerra”.

Da sette anni il Comitato, fondato dal cardinale vietnamita jean Baptiste Phạm Minh Mẫn il 5 dicembre 2009, promuove incontri e seminari di approfondimento delle dottrine delle altre religioni presenti nella ex Saigon. Non solo buddisti, in maggioranza nel Paese, ma pure i fedeli Cao Đài, gli Hòa Hảo e i membri della minoranza Haha’i.

I membri del gruppo legato all’arcidiocesi del sud hanno promosso rapporti regolari con gli altri fedeli, facendo nascere anche solidi legami di amicizia e di fratellanza. Nel tempo si sono sviluppati progetti comuni e collaborazioni nel campo della caritativa e nel sociale, a beneficio delle comunità più povere e disagiate. Questi incontri con i membri delle altre fedi sono inoltre un’opportunità anche per gli stessi sacerdoti, per i religiosi e i laici, in un’ottica di condivisione delle esperienze, di vita religiosa e nella rimozione dei contrasti e delle incomprensioni sorte nel passato.

Secondo il calendario vietnamita (e cinese) il 2017 è l’Anno del gallo, simbolo di corsa, agilità, dinamismo ed è questo il principio ispiratore delle attività dei prossimi mesi del Comitato per il dialogo interreligioso di Saigon. Una condivisione di esperienze, per aiutare i cattolici a comprendere meglio le altre religioni e le attività compiute dai loro fedeli, rafforzando i legami di amicizia e fratellanza.

Il giovane Đỗ, alunno della scuola di Don Bosco, racconta ad AsiaNews che negli anni passati ha visitato “alcuni centri per disabili, bambini orfani, minorenni sieropositivi e cliniche mediche gratuite” gestite da buddisti. Alcuni cattolici operano in centri in cui avviene la distribuzione di cibo per i poveri e diverse chiese cattoliche hanno contribuito con “materie prime e risorse” alle attività caritative promosse da realtà buddiste.

Al contempo, fedeli Cao Đài e buddisti sono stati invitati a parlare a giovani studenti dei centri per la pastorale dell’arcidiocesi di Saigon sulle diverse “pratiche di fede”. Il tutto all’insegna della “armonia” fra religioni e a “beneficio” del pubblico. Fra i vari incontri e visite di cortesia si ricorda quella compiuta dall’attuale arcivescovo di Saigon mons. Paul Bùi Văn Đọc al Consiglio amministrativo buddista in occasione del 2558 compleanno del Buddha.

Nell’occasione il venerabile maestro buddista Thích Trí Quang ha espresso la “speranza” di rafforzare questi “legami” unici con i cristiani sotto la leadership del vescovo. In risposta, il prelato ha ricordato l’importanza della religione nella salvaguardia dell’ambiente “morale e sociale” della metropoli meridionale del Vietnam.

 

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