10/02/2020, 08.50
CINA
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Sale il numero dei morti per coronavirus: 97 in un solo giorno

di Wang Zhicheng

Le cifre ufficiali: 909 morti; i casi confermati 40235; i casi sospetti 23589. Ormai superati i morti a causa della Sars. Continua la carenza di materiale sanitario. Oggi ritornano al lavoro milioni di cinesi. A Pechino verifiche sanitarie per tutti coloro che rientrano in città. Nuova visita dell’Oms in Cina. Per Guo Wengui i morti da virus sono 50mila; gli infetti sono 1,5 milioni.

Pechino (AsiaNews) – Il numero dei morti per l’epidemia di coronavirus continua a salire. Alle 10 di stamane il loro numero era di 909: la cifra ha ormai superato il numero totale di morti per la Sars  (813 morti nel 2002-2003). Nella sola giornata di ieri vi sono stati 97 morti, l’incremento più alto di tutto il periodo. I casi confermati di infezione sono saliti a 40235; quelli sospetti a 23589; i guariti sono 3283. Molti però dubitano sulla consistenza delle cifre ufficiali: i casi confermati sono “pochi” perché vi è carenza di test-kit per verificare la malattia. Allo stesso modo vi è carenza di materiale sanitario (maschere, tute protettive, occhiali, …) che frena l’impegno di dottori e infermieri.

Oggi in tutta la Cina – meno che nell’Hubei, epicentro dell’infezione – si riprende il lavoro. A causa dell’epidemia, e per evitare contatti fra persone, la vacanza del Capodanno era stata allungata di una settimana.

Per evitare una maggiore diffusione del virus, il ritorno al lavoro di milioni di persone è sottoposto ad allerta e controlli. Le autorità affermano che tutto deve avvenire in una “maniera ordinata”. A Pechino, per esempio, si è stabilito che tutte le persone che ritornano nella capitale siano esaminate per verificare che non siano infettate. Secondo i media statali, stamane con la metropolitana della capitale ha viaggiato il 50% delle persone che di solito affollano le stazioni.

Ieri sera l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha inviato un team internazionale in Cina per aiutare a coordinare una risposta all’epidemia nel Paese e nel mondo.

Giorni fa, il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha messo in guardia sulle fake news che vengono diffuse a proposito del virus. Ma la sobrietà con cui il governo cinese diffonde notizie sull’epidemia e il silenzio tenuto all’inizio non facilita la fiducia verso di esso.

Ieri, Guo Wengui, magnate auto-esiliatosi negli Usa per sfuggire ad accuse di corruzione in patria, ha dichiarato di avere notizie dirette da Wuhan secondo cui i morti sarebbero almeno 50mila e che oltre 1,5 milioni di cinesi sarebbero infetti. Il governo, secondo Guo, brucia i cadaveri per nascondere la vera entità della crisi epidemica.

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