02/08/2018, 08.55
TURCHIA-USA
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Sanzioni Usa per il pastore protestante arrestato. Erdogan: Mentalità evangelista e sionista

di Osman Demir

E' forse la prima volta di sanzioni Usa verso un Paese alleato Nato. Le sanzioni colpiscono personalità dei ministeri della giustizia e degli interni. Una dichiarazione sulla libertà religiosa in Turchia firmata dal patriarca Bartolomeo I, il vicario armeno Aram Atesyan, il rabbino capo Ishak Haleva. Erdogan usa il pastore come “merce di scambio” per ottenere l’estradizione di Feithullah Guelen.

Istanbul (AsiaNews) – Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni sui ministeri turchi della giustizia e degli interni per la continua detenzione del pastore americano Andrew Brunson.

Brunson, cristiano evangelico del North Carolina, è stato in prigione per quasi due anni e ora è agli arresti domiciliari per motivi di salute. Per la giustizia turca è accusato di avere legami con il leader religioso Fethullah Guelen, ora in esilio e in fuga in Pennsylvania. Per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Guelen è la mente dietro il fallito colpo di Stato di due anni fa, che ha portato all’arresto di decine di migliaia di persone di tutti gli strati sociali. Il pastore ha sempre negato ogni coinvolgimento con Guelen.

Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha detto che gli Usa esigono che il pastore Brunson possa ritornare al suo Paese perché “non vediamo prove che egli abbia fatto qualcosa di sbagliato”

Le sanzioni prevedono il blocco negli Usa di ogni proprietà o interesse di membri dei due ministeri responsabili dell’arresto, e il divieto a ogni cittadino americano di effettuare transazioni commerciali con loro.

È forse la prima volta che le sanzioni Usa colpiscono un Paese alleato nella Nato.

Minacce di sanzioni erano venute nei giorni scorsi anche da Donald Trump e dal vicepresidente Mike Pence, che ha accusato la Turchia di violazione nella libertà religiosa.

Ieri Erdogan ha criticato questo linguaggio “minaccioso” e ha rivendicato che la Turchia “non ha il minimo problema verso le minoranze religiose”.

Quasi a sostegno delle sue affermazioni, poco tempo prima, alcuni leader religiosi in Turchia hanno diffuso una dichiarazione comune negando che nel Paese vi siano pressioni contro i loro seguaci.

Secondo il giornale Hurriyet, vicino al partito al potere, la dichiarazione è stata firmata dal patriarca greco-ortodosso Bartolomeo I di Costantinopoli, dal Vicario patriarcale armeno, arcivescovo Aram Atesyan, dal rabbino capo in Turchia Ishak Haleva.

Rifiutando la posizione Usa, Erdogan l’ha definita come proveniente da una mentalità “evangelista, sionista”.

Due giorni fa, un tribunale ha rifiutato la richiesta di liberazione di Brunson da parte del suo avvocato. La prossima udienza del processo sarà il 12 ottobre.

Molti osservatori riconoscono che il pastore Brunson è usato come “merce di scambio”. Molto spesso lo stesso Erdogan ha detto che egli scambierebbe il pastore protestante con “il prete”, ossia Guelen, che gli Usa non vogliono estradare.

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