12/11/2018, 08.54
ISRAELE - PALESTINA
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Scontri a Gaza: sette palestinesi - fra cui un leader di Hamas - e un soldato israeliano uccisi

Fonti palestinesi parlano di azione sotto copertura dell’esercito israeliano. I militari sarebbero penetrati 3 km all’interno del territorio. Razzi da Gaza verso il sud di Israele. L’aviazione ha risposto con raid dei caccia. Netanyahu interrompe la visita a Parigi per le celebrazioni del centenario della fine della Grande guerra. 

 

Gaza (AsiaNews/Agenzie) - È di sette palestinesi - fra cui un leader locale di Hamas - e un soldato delle forze speciali israeliane il bilancio delle vittime di una operazione lanciata ieri da Israele nella Striscia di Gaza. Gli scontro sono avvenuti a Khan Younis, nella parte meridionale del territorio, e rischiano di riaccendere la tensione - e vanificare un recente finalizzato alla tregua - in un’area già segnata da conflitti e violenze.

A conferma della gravità della situazione, la decisione del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu di interrompere la visita a Parigi. Egli si trovava in Francia assieme a capi di Stato e di governo, per assistere agli eventi promossi in occasione del centenario per l’armistizio della Prima guerra mondiale.

Nel sud di Israele le sirene di allarme hanno suonato a più riprese per segnalare il lancio di razzi e missili da Gaza. Secondo quanto riferiscono fonti dell’esercito con la stella di David, dalla Striscia sono partiti almeno 17 vettori tre dei quali sono stati abbattuti. Al momento non vi sono notizie di danni materiali. 

In una nota ufficiale i militari israeliani precisano che “un soldato è stato ucciso e un secondo ha riportato ferite leggere” in uno scambio di colpi avvenuto durante l’operazione delle forze speciali. Immediata la risposta di Hamas, secondo cui si è trattato di “un attacco codardo di Israele”. Una delle vittime sarebbe Sheikh Nur Barakeh, un funzionario di primo piano del movimento estremista islamico che controlla Gaza. 

Secondo fonti della Striscia, all’origine dello scontro vi sarebbe una operazione sotto copertura delle forze speciali israeliane, che si sono infiltrate a  a est di Khan Younis a bordo di un veicolo civile, penetrando per oltre 3 km in territorio palestinese. Alcuni miliziani avrebbero scoperto la vettura e cercato di fermarla, innescando la risposta (anche aerea) di Israele che ha sferrato attacchi e provocato la morte di “diverse persone”.

Analisti ed esperti sottolineano l’anomalia dell’operazione lanciata da Israele, che giunge in un periodo di apparenti “progressi” nel difficile cammino di dialogo fra le parti mediato dall’Egitto su impulso delle Nazioni Unite. La scorsa settimana Israele ha concesso al Qatar l’invio di 15 milioni di dollari in aiuti nella Striscia; in risposta Hamas ha assicurato di diminuire l’intensità delle dimostrazioni del venerdì lungo la frontiera.

Dal marzo scorso i palestinesi promuovono proteste settimanali nell’area, che in alcuni casi sfociano in incidenti o violenze. Dietro le manifestazioni, promosse dai leader di Hamas, il sostegno alle rivendicazioni dei rifugiati palestinesi che chiedono di tornare nelle loro case che, oggi, si trovano in un territorio annesso da Israele. Oltre 200 i palestinesi uccisi dall’esercito, la maggior parte dei quali nel contesto di dimostrazioni di piazza.

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