24/09/2021, 12.08
CINA-TAIWAN
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Scontro tra Pechino e Taipei sul possibile ingresso nella Cptpp

Il grande accordo di libero scambio, boicottato da Trump, è l’erede della Tpp promossa da Obama in chiave anti-cinese. La Cina chiede ai Paesi membri di rifiutare la domanda d’ingresso taiwanese. Governo dell’isola: i cinesi sono degli “arcibulli”, senza i requisiti per aderire al patto commerciale. Il Giappone accoglie con favore la richiesta di Taipei. Pechino avrà difficoltà a essere accettata.

Pechino (AsiaNews) – Si apre un nuovo fronte di scontro tra Cina e Taiwan dopo che i due governi hanno presentato la propria domanda per entrare nella Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Cptpp). L’accordo di libero scambio è l’erede della Trans-Pacific Partnership (Tpp) voluta dall’ex presidente Usa Barack Obama per contrastare l’ascesa geopolitica della Cina.

Dopo il ritiro di Trump nel 2017, fanno parte della Cptpp Giappone, Australia, Brunei, Canada, Cile, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. A fine mese il gruppo aprirà i negoziati per l’adesione della Gran Bretagna.

Taipei ha inoltrato la sua richiesta il 22 settembre, sei giorni dopo quella consegnata da Pechino. Il ministero cinese degli Esteri ha detto ieri che la Cina si oppone con forza a ogni tentativo di Taiwan di aderire a un accordo multilaterale o di entrare in un’organizzazione ufficiale. Pechino ha invitato i Paese Cptpp a respingere la candidatura taiwanese, una mossa che il governo dell’isola ha detto essere degna di un “arcibullo”.

La Cina considera Taiwan una provincia “ribelle”; Xi Jinping non ha escluso di riconquistarla con la forza se necessario. Il governo taiwanese ha fatto notare che Pechino ha lanciato subito un segnale di forza. Ieri 24 aerei militari cinesi sono entrati nella zona d’identificazione aerea difensiva di Taiwan. Il raid aereo è stato compiuto in due sortite a sud-ovest dell’isola, vicina alle isole Dongsha (Pratas), controllate da Taipei. Secondo il ministero taiwanese della Difesa, Pechino ha inviato jet da combattimento e bombardieri strategici, oltre a velivoli anti-sottomarino, per la guerra elettronica e di trasporto. Le incursioni aeree cinesi vicino a Taiwan si sono intensificate nell’ultimo anno.

L’eventuale accettazione di Pechino nel mega-blocco commerciale ridurrebbe quasi a zero le possibilità di una partecipazione dell’isola. I negoziatori di Taipei mostrano però fiducia; fanno notare che la natura opaca e dirigista del sistema economico cinese non è in linea con le norme e gli standard della Cptpp: un aspetto già evidenziato dal Giappone, che con l’uscita degli Usa è il socio di maggioranza del patto commerciale. Al contrario Taiwan ha un libero mercato di stampo occidentale, con politiche trasparenti e alla base uno Stato di diritto.

Per essere accolto nella Cptpp, uno Stato richiedente deve ottenere l’approvazione di tutti i suoi membri. Come notato però da Greg Poling, direttore dell’Asia Maritime Transparency Initiative, Brunei e Malaysia non hanno al momento diritto di voto, non avendo ancora ratificato il trattato. I due Paesi, nota Poling, sono molto “vulnerabili” alle pressioni della Cina, e la loro assenza in sede di accettazione aumenta le chance d’ingresso di Taiwan.

Il Giappone ha già chiarito che non vede problemi tecnici per l’adesione di Taiwan, dato che l’accordo Cptpp prevede la possibile partecipazione anche di “territori doganali separati”, la formula con cui Taipei è entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio (di cui fa parte anche la Cina). Rispondendo a un tweet della presidente taiwanese Tsai Ing-wen, l’ex premier nipponico Shinzo Abe ha detto che Tokyo deve sostenere la candidatura di Taiwan; il ministro giapponese degli Esteri Toshimitsu Motegi ha sottolineato che il governo accoglie con favore la domanda di Taipei.

Anche la Cina avrà problemi a ottenere il via libera delle nazioni Cptpp. Con molte di loro (su tutte Giappone, Australia, Canada e Vietnam), Pechino ha delicate dispute territoriali, commerciali o politiche. Secondo gli analisti, la Cina vuole partecipare alla Cptpp per guadagnare ancora più centralità nella regione Asia-Pacifico e prevenire l’eventuale adesione di Taiwan e degli Stati Uniti.

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