13/09/2014, 00.00
INDONESIA
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Seguendo papa Francesco, sacerdoti, suore e frati indonesiani rinnovano la sfida vocazionale

di Mathias Hariyadi
A Malino si è tenuta la conferenza nazionale Koptari 2014, associazione che riunisce i gruppi religiosi indonesiani formata da sacerdoti, suore e frati. Obiettivo diventare sempre più "testimoni" del corpo mistico di Cristo ed essere profeti in questa epoca moderna. Dal Pontefice un modello positivi di sacerdozio.

Jakarta (AsiaNews) - Diventare sempre più "testimoni" del corpo mistico di Cristo ed essere profeti in questa epoca moderna, seguendo l'esempio e le orme tracciate da Papa Francesco durante il pontificato. È questo lo spirito che ha animato la conferenza nazionale Koptari 2014, che si è svolta la scorsa settimana a Malino, nella provincia delle South Sulawesi, sotto la guida del locale arcivescovo di Makassar mons. John Liku Ada; all'incontro annuale dell'associazione che riunisce i gruppi religiosi indonesiani hanno partecipato 105 fra sacerdoti, suore e frati. Obiettivo del seminario potenziare la collaborazione fra i vertici dei movimenti religiosi e rafforzarne il ruolo di guida all'interno delle rispettive comunità.

Presente all'iniziativa anche mons. Aloysius Sudarso, arcivescovo di Palembang, in qualità di delegato della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi), con il compito di mantenere i collegamenti con l'associazione. Fra le personalità ecclesiastiche intervenute anche il nunzio in Indonesia mons. Antonio Guido Filipazzi, che ha celebrato la solenne funzione eucaristica - a chiusura dell'incontro - nella cattedrale di Makassar.

P. Albertus Sujoko, teologo del Seminario maggiore di Pineleng, nelle Sulawesi del Nord, spiega ad AsiaNews che l'associazione Koptari è formata dai membri del Masi (i sacerdoti), Mabri (religiosi) e Ibsi (le suore). Per l'edizione 2014 si è scelta Malino quale località dell'incontro, per l'elevato potere simbolico che racchiude la località: essa è stata teatro della tregua che ha messo fine alle violenze confessionali ad Ambon e nelle Molucche del 2001; e, prima ancora, nel 1946 ha ospitato la conferenza che ha sancito il passaggio di consegne fra i coloniali olandesi e l'amministrazione locale indipendente.

Suor Carolina CB, neo eletta alla guida di Ibsi, descrive la conferenza quale un "gran momento" per ciascuno dei partecipanti per conoscere a fondo "sfide e opportunità"; lo spirito, aggiunge la superiora provinciale delle Suore di San Carlo Borromeo di Java, è quello di "unire", per compiere al meglio la "missione" comune di "annuncio dell'opera di Dio". Suor Taviana conferma l'importanza di "condividere e scambiare" esperienze e punti di vista e ravvivare la vocazione.

I partecipanti all'incontro di Malino hanno inoltre rinnovato il proprio impegno ad esercitare un buon governo e a mantenere una leadership "pulita" da scandali e corruzioni di varia natura. Un richiamo essenziale, in un Paese in cui i politici sono spesso accusati di corruttela e anche all'interno dei gruppi religiosi, anche fra i cattolici, si registra un numero crescente di persone che lasciano l'abito talare o abbandonano la vita consacrata.

Da qui l'urgenza di richiamare modelli positivi di sacerdozio, fra cui l'attuale pontefice che fin dai tempi in cui era a capo dell'arcidiocesi di Buenos Aires era "esempio" di "buon sacerdote" per la sua comunità. Seguiamo l'esempio di Papa Francesco, ha esortato mons. Aloysius Sudarso, arcivescovo di Palembang, modello di "sacerdote, persona mistica e profeta dei tempi moderni".

 

 

 

 

 

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