03/11/2010, 00.00
CINA
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Si è chiusa l’Expo mondiale di Shanghai, tra luci e ombre

Gran successo di visitatori e complimenti da tutto il mondo. Forse i guadagni non hanno coperto le forti spese, peraltro la città ha nuove infrastrutture all’avanguardia. Si attendono grandi guadagni dalla vendita delle aree espositive, ottenute cacciando i residenti.

Shanghai (AsiaNews/Agenzie) – La Cina celebra il successo di pubblico ed economico dell’Expo mondiale di Shanghai, conclusa domenica 31 ottobre dopo 6 mesi. Ma al di là dei dati, esperti si chiedono se questi eventi siano davvero utili per la popolazione, o soddisfino soltanto il desiderio autocelebrativo dei leader cinesi.

La mostra ha avuto oltre 73 milioni di visitatori nei padiglioni di oltre 240 Paesi e organizzazioni, battendo il precedente record di 64 milioni di Osaka 1970 e ha ricevuto complimenti da autorità di tutto il mondo: Jean-Pierre Lafon, presidente dell’International Exhibitions Bureau, che organizza queste esposizioni, l’ha definita “l’evento più meraviglioso nella storia delle Expo mondiali”.

Anche le altre cifre che riguardano la mostra sono da record, dagli eventi culturali tenuti per la mostra al numero di giornalisti che le hanno dedicato articoli. Anche se i critici osservano che ai cittadini di Shanghai sono stati distribuiti circa 10 milioni di biglietti gratuiti, con numerose persone che hanno visitato la mostra più volte: Mei Haixing, insegnante in pensione, dice di esserci stato 28 volte. I giornali locali ed esteri hanno riportato continui commenti di cinesi entusiasti per avere potuto ammirare le bellezze di altri Paesi mai visitati.

I leader politici avevano intenzione, oltre ad essere centro di un altro evento mondiale dopo le Olimpiadi del 2008 a Pechino, di favorire lo sviluppo di infrastrutture e commerci a Shanghai. Yu Zhengsheng, capo del Partito comunista di Shanghai, prima dell’apertura della mostra aveva previsto di recuperare i miliardi di yuan spesi per padiglioni e infrastrutture, tramite la vendita dei biglietti, l’incremento del turismo e dei commerci locali, gli sponsor. Anche se ora fonti ufficiali non confermano che ci sia stato un profitto. Esperti indicano una spesa di almeno 60 miliardi di dollari (42,7 milirdi di euro), per opere, personale e infrastrutture, ma le autorità cinesi indicano cifre molto minori. Al 1° maggio, giorno dell’inaugurazione, Shanghai dice che aveva speso 18 miliardi di yuan (1,9 miilardi di euro) per le sole opere realizzate sui 5,28 chilometri quadrati dell’esposizione. Per la vendita dei biglietti si parla di un ricavo di circa 12 miliardi di yuan (1,28 miliardi euro), mentre non sono stati comunicati i dati relativi agli affitti percepiti dai venditori presenti nell’Expo e agli sponsor. Pure difficili da stimare sono i maggiori guadagni di alberghi, ristoranti, trasporti, telecomunicazioni e altri settori beneficiati. E la città si trova con nuove infrastrutture, tra cui un aeroporto e una metropolitana all’avanguardia.

L’Amministrazione nazionale del turismo parla di maggiori guadagni per 80 miliardi di yuan, soprattutto a favore di alberghi e trasporti aerei. Il governo municipale parla di miliardi di yuan incassati per imposte e di 627mila nuovi posti di lavoro, anche se non chiarisce quanti ne rimarranno dopo la chiusura.

Peraltro, altri costi non figurano nei bilanci ufficiali: come le migliaia di guardie di sicurezza assunte per regolare l’afflusso e controllare la mostra, pagate dal governo distrettuale e non dall’Expo. O i molti dipendenti pubblici distaccati a lavorare nell’organizzazione della mostra. Yu ha detto che per le infrastrutture dell’Expo sono stati spesi almeno 300 miliardi di yuan (32 miliardi euro), persino più dei 40 miliardi di dollari (28,5 miilardi euro) spesi per le Olimpiadi 2008.

Anche l’organizzazione ha avuto problemi, dalle file di ore per l’ingresso nella mostra e ai principali padiglioni, agli elevati prezzi per il cibo.

Il governo prevede ora di ottenere almeno mille miliardi di yuan vendendo i terreni occupati dall’esposizione. Ma pochi ricordano che i residenti sono stati cacciati con la forza e con bassi indennizzi, per realizzare le opere.

L’Expo ha anche portato maggiori controlli e repressioni contro i dissidenti locali. Feng Zhenghu, noto per le critiche contro la corruzione e gli espropri forzati, che in occasione dell’Expo voleva rendere pubblici vari problemi del sistema legale della città,  metà aprile, poco prima dell’inaugurazione del 1° maggio, si è visto sequestrare dalla polizia il computer ed è stato ammonito a non fare interventi pubblici, se non voleva “sparire”.  

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