Si allarga il conflitto in Cecenia
La repressione russa rischia di favorire il fondamentalismo islamico
Tbilisi (AsiaNews) Se la Russia non metterà fine al conflitto ceceno, c'è il rischio che esso possa estendersi in tutto il Nord Caucaso. È quanto ha lasciato intendere Akhmed Zakaïev, l'emissario in Europa di Aslan Maskhadov, il presidente ceceno, in un'intervista rilasciata oggi alla radio Echo di Mosca. Maskhadov è stato eletto presidente della Cecenia nel 1997, ma non è riconosciuto dal governo russo. Zakaïev ha precisato che la decisione politica di estendere il conflitto fuori dai confini della Cecenia non è di Maskhadov.
Nella notte fra lunedì e martedì, in Inguscezia un attacco da parte dei ribelli ceceni ha causato la morte di 48 persone, tra cui il ministro dell'Interno inguscezio, Abukar Kostoyev. Sul sito internet del capo dei separististi ceceni, Chamil Bassaiev www.kavkazcenter.com - si legge che "mujahidin ceceni e ingusciezi" facevano parte del commando.
Dall'inizio della guerra in Cecenia nel 1994, le autorità russe hanno sempre cercato di evitare un "effetto domino" del conflitto contro Mosca che coinvolgesse l'Inguscezia e il Daghestan. A differenza della Cecenia, queste due repubbliche russe non si sono proclamate indipendenti.
Nel corso della prima guerra cecena nel 1994, l'avanzata dei carri russi verso Grozny era stata rallentata dalle popolazioni di queste repubbliche vicine. Decine di volontari si erano schierati a fianco degli indipendentisti, come nei primi decenni del '900, quando questi popoli montanari e musulmani si erano ribellati all'armata russa.
Secondo alcuni analisti, in questo complesso puzzle del Caucaso del Nord i combattimenti del 21 e 22 giugno favoriscono i militari russi che possono ora avere un pretesto per allargare le cosiddette "operazioni antiterrorismo" al di fuori dei confini ceceni.
La scelta russa potrebbe favorire lo sviluppo dell'islam fondamentalista. Il Cremlino ha più volte fatto appello al pericolo "islamico" per giustificare la violenza delle sue azioni in Cecenia. Il terrorismo non è la causa della guerra in Cecenia. Le atrocità commesse dai russi e la necessità di denaro nelle azioni di resistenza possono spingere una parte dei ribelli ceceni sulla via del fanatismo terrorista. (FC)




