04/03/2019, 11.25
CINA
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Si apre la sessione politica e consultiva del Partito. Le tensioni interne

di Bernardo Cervellera

Ieri è iniziata la Conferenza politica consultiva del popolo cinese; domani si apre l’Assemblea nazionale del popolo. Per la popolazione il tutto è “inutile e noioso”. Crescita economica, guerra dei dazi, lotta alla povertà, la conquista dello spazio… Ma due temi non vengono affrontati: le riforme economiche e le critiche a Xi Jinping.

Roma (AsiaNews) – Domani si raduna nella Grande sala del popolo l’Assemblea nazionale del popolo (l’Anp), il parlamento cinese. Con l’apertura ieri della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc), si tratta della stagione politica più intensa del Partito e del governo. L’Anp dovrebbe discutere problemi, politiche e leggi da attuare per la società, ma alla fine essa avalla tutto ciò che il Comitato del partito ha già deciso.

La Cpcpc riunisce tutti i rappresentanti della società civile (anche quelli religiosi) per offrire consigli all’Anp e al Partito su come migliorare le sue politiche, ma in realtà essa tende a sottomettere la società civile alle decisioni del Partito.

Per almeno due settimane sono presenti a Pechino 2mila rappresentanti del Cpcpc e 3mila parlamentari dell’Anp. La popolazione se ne sta lontana in parte per le misure di sicurezza che circondano la Grande sala del popolo in piazza Tiananmen, in parte perché essa trova “inutile e noioso” ascoltare ciò che è già deciso dall’alto.

Ma quest’anno è probabile che la gente vorrà ascoltare e vedere quanto succede e si decide perché all’Anp si dà un prospetto della situazione economica e del modo in cui il governo vorrà potenziarla. Dallo scorso anno, l’economia cinese soffre di un rallentamento, in parte dovuto a una crisi mondiale, in parte alla cosiddetta “guerra dei dazi” fra Cina e Stati Uniti che sta rallentando l’export e creando disoccupazione in molti settori.

Alla conferenza stampa tenuta oggi per l’apertura dell’Anp, il portavoce Zhang Yesui ha sottolineato l’importanza del dialogo fra Pechino e Washington, per giungere a una soluzione positiva per le due parti.

Il problema è che l’economia cinese ha bisogno di riforme, richieste da molti, ma che la leadership non vara (revisione e sfoltimento delle industrie statali; pari trattamento di privato e pubblico, di straniero e locale, ecc..). Secondo diversi economisti, la “guerra dei dazi” viene usata per “distrarre” il pubblico dai problemi effettivi dell’economia cinese.

Un altro problema di cui non si parla in pubblico sono le tensioni interne legate alla critica verso Xi Jinping, segretario del Partito, capo della Commissione militare e delle riforme, presidente della repubblica (a vita).

A gennaio, il Comitato centrale del Partito ha emesso un documento in cui si afferma che il problema più urgente è la costruzione politica del Partito, riaffermando la sua leadership in tutti gli aspetti della vita della nazione e mantenendo Xi Jinping come “cuore” della leadership.

E Xi ha messo in guardia da “cigni neri e rinoceronti grigi”, cioè problemi improvvisi e problemi di lunga data, che mettono insieme i rapporti tesi con gli Stati Uniti con l’insoddisfazione interna, minata dalla mancanza di libertà di espressione, dal controllo, dal poco aiuto alle industrie private.

Intanto, la sessione consultiva politica si è aperta con toni di forte nazionalismo, predicando i grandi successi spaziali del Paese - con la conquista della faccia nascosta della luna e una sonda su Marte per il 2020 - e la conferma della modernizzazione dell’esercito, di cui non si dà il budget complessivo. Per il 2020 il governo ha anche programmato la fine della povertà in Cina, sebbene circolino cifre diverse su quanti siano i poveri attuali: se 16 milioni o oltre 30 milioni.

Ma per il 2019 anche il Cpcpc ha come tema fondamentale “lo studio e l’applicazione del pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”.

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