17/02/2017, 08.46
PAKISTAN

Sindh, militante dello Stato islamico si fa esplodere in un tempio sufi: 75 morti e 200 feriti

L’attentato è avvenuto nel tempio di Lal Shahbaz Qalandar, nella città di Sehwan. Tra i deceduti vi sono anche 20 bambini. Il militante ha scelto di colpire in un momento in cui il luogo era affollato per assistere ad una danza rituale.

Karachi (AsiaNews) – Si aggrava di ora in ora il bilancio dell’attentato di ieri sera ad un tempio sufi della provincia del Sindh, nel sud-est del Pakistan. Le ultime notizie riportano la morte di almeno 75 fedeli, di cui circa 20 bambini, e il ferimento di altre 200 persone. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico su Amaq, il sito di propaganda dei militanti del Califfato. Il premier Nawaz Sharif ha espresso una dura condanna dell’ultimo atto di violenza. Nonostante il dolore per la perdita di vite umane, ha affermato, “non dobbiamo lasciare che questi eventi ci dividano. Dobbiamo rimanere uniti nella lotta per l’identità pakistana”. Nel frattempo nella notte il suo governo ha lanciato un giro di vite contro il terrorismo in tutto il Paese, scovando e uccidendo 25 affiliati a gruppi terroristi islamici.

L’attacco suicida nel Sindh è l’ultimo di una lunga serie che ha colpito il Paese questa settimana, messo a dura prova dall’attacco del 13 febbraio scorso davanti alla Punjab Assembly di Lahore. L’attacco di ieri ha colpito il santuario sufi di Lal Shahbaz Qalandar, nella città di Sehwan (a circa 200 chilometri da Karachi). Il kamikaze ha scelto il momento in cui il tempio era più affollato, durante l’esecuzione del “dhamaal”, un rituale di musica e danze tipico della tradizioni sufi.

Secondo alcune testimonianze, l’uomo avrebbe nascosto una granata sotto un burka, eludendo i controlli. Un fedele presente al momento dell’attacco riporta di aver visto “sangue sparso ovunque, insieme a brandelli di vestiti e sandali”. Pochi minuti dopo l’attentato si è attivata la macchina del soccorso della Edhi Foundation, la rete di ambulanze fondata dal “Madre Teresa pakistano”, che ha trasportato i feriti nella più vicina struttura medica, a circa 40 chilometri di distanza dal luogo dell’esplosione. Altre persone sono state trasferite negli ospedali di Karachi e di altre città sparse per la provincia.

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