23/03/2015, 00.00
SINGAPORE
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Singapore piange Lee Kuan Yew, 91enne "padre-padrone" della Tigre asiatica

Il governo, guidato dal figlio Lee Hsien Loong, ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale. I funerali di Stato previsti per il 29 marzo. L’anziano leader era ricoverato da settimane per una grave forma di polmonite. Guidando il Paese per 30 anni col pugno di ferro ha saputo creare una economia stabile e libera da corruzione. Secondo i critici al prezzo di diritti e libertà negate.

Singapore (AsiaNews) - Gli abitanti di Singapore piangono la scomparsa del loro leder di lungo corso e fondatore della città-Stato Lee Kuan Yew, trasformando in icona un uomo tanto rispettato quanto temuto in vita e durante gli anni al potere. Per tutta la giornata la tv ufficiale ha trasmesso servizi e immagini celebrativi dell'uomo e dell'opera compiuta per lo sviluppo di una nazione governata col pugno di ferro. Nelle prime ore di oggi i vertici dell'esecutivo, guidato dal 2004 dal figlio Lee Hsien Loong, hanno annunciato che Lee, 91 anni, "se n'è andato in pace" alcune ore prima dell'alba al Singapore General Hospital; l'anziano leader era ricoverato dai primi giorni di febbraio per una grave forma di polmonite che aveva compromesso un fisico già di per sé debilitato dalla vecchiaia.

I funerali di Stato si terranno il prossimo 29 marzo, al termine di una settimana di lutto nazionale. I leader mondiali hanno reso omaggio alla figura di Lee Kuan Yew, promotore da un lato dei "valori asiatici" che hanno permesso l'indipendenza e lo sviluppo di Singapore, a fronte di un potere retto con autoritarismo, repressione e pene corporali, poi sconfinato in una dittatura di fatto. Il presidente Usa Barack Obama, l'omologo cinese Xi Jinping, il Primo Ministro indiano Narendra Modi e il Segretario generale Onu Ban Ki-moon sono fra coloro che hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa.

Lee ha co-fondato il Partito popolare d'azione (Papa), che governa Singapore dal 1959 e per oltre 30 anni ha ricoperto la carica di Primo ministro. Dopo aver concluso gli studi a Cambridge in giurisprudenza, egli ha guidato la piccola città-Stato nell'indipendenza dalla Malaysia nel 1965 (nel 2015 si festeggiano i 50 anni di auto-governo) e dato vita a una società multi-razziale e meritocratica, lanciando una lotta feroce contro la corruzione. Priva di risorse naturali - anche se ha avviato un programma mirato all'indipendenza idrica entro il 2061 - essa è divenuta un modello nel settore economico e finanziario, oltre che in prima fila nella difesa dell'ambiente urbano. 

Analisti e osservatori internazionali descrivono Singapore come una "oasi di stabilità" in una regione caratterizzata da corruzione, scandali, violenze politiche e povertà. Dopo aver lasciato la carica di premier nel 1990, egli è rimasto comunque un componente del gabinetto dell'esecutivo e una figura influente e carismatica tanto nella città-Stato, quanto in tutto il continente asiatico. Rivolgendosi ai concittadini in inglese, malay e mandarino, il figlio e attuale premier Lee Hsien Loong ha detto che "non vedremo più un uomo come lui" che, per molti cittadini, era l'essenza stessa di Singapore. 

Ispiratore del mondo cinese, sostenitore di un modello occidentale di economia applicato a uno stile lavorativo e a una leadership di stampo confuciano, egli ha imposto il controllo serrato dello Stato sulla vita dei cittadini, offrendo al contempo beni, servizi e una economia stabile alla nazione.

Egli ha anche promosso controverse politiche di pianificazione familiare, legalizzando l'aborto e favorendo la sterilizzazione per contenere il rapido sviluppo demografico negli anni 50 e 60. Politiche sconfessate in seguito dal figlio, che ha lanciato negli ultimi anni campagne rivolte ai giovani, chiedendo loro di sposarsi e generare figli. Nell'occasione l'anziano leader ha dato il proprio sostegno alla svolta politica e sociale, sottolineando che "il matrimonio è importante, fare figli è importante".

Più piccola di New York e priva di risorse naturali, la città-Stato ha registrato nel 2014 un Prodotto interno lordo (Pil) di 297,94 miliardi di dollari, con una crescita del 2,40%. Tuttavia la ricchezza non è distribuita in modo eguale e il boom economico ha accentuato le disparità fra cittadini, con una crescita del coefficiente Gini - la misura della diseguaglianza di una distribuzione, ndr - che si attesta a 0,48 (nel 2000 era di 0,444) in un metro di riferimento tra 0 e 1 (disuguaglianza completa). 

A fronte di una economia in rapida espansione, in un Paese giudicato "il migliore al mondo" per fare affari e impresa, restano ancora diversi problemi irrisolti in tema di diritti e libertà personali. Lo Stato esercita uno stretto controllo sulla stampa e sull'opinione pubblica; secondo il rapporto 2014 di Reporter senza frontiere (Rsf), Singapore è fra le nazioni del Sud-est asiatico con gli indici peggiori, piazzandosi alle spalle di Paesi già critici in tema di stampa libera come Myanmar, Cambogia, Thailandia e Indonesia. In tema di diritti e libertà, anche il vice-direttore Asia di Human Rights Watch (Hrw) Phil Robertson pur definendo "formidabile" il lavoro di Lee per l'economia di Singapore, ha ricordato "il costo significativo" pagato in termini di vite umane, censura e libertà. 

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