19/03/2015, 00.00
SRI LANKA
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Sri Lanka: il calvario delle vedove di guerra, tra dolore ed emarginazione sociale

di Melani Manel Perera
Intervista a Lavina Hasanthi Perera, coordinatrice del Women Desk del National Fisheries Solidarity Movement (Nafso). Nel nordest del Paese vivono oltre 85mila vedove. Gli abusi dei militari; la tossicodipendenza dei figli; la vita nei campi profughi senza strutture sanitarie, impianti per l'acqua e istruzione.

Colombo (AsiaNews) - Emarginazione sociale, povertà estrema, scarsa rappresentanza politica: sono queste le condizioni in cui vivono oltre 85mila vedove in Sri Lanka. Di etnia tamil, la maggior parte di queste donne vive in campi profughi nel nordest del Paese. Una parte ha perso il marito dopo catastrofi naturali come lo tsunami del 2006, ma più della metà durante la trentennale guerra civile combattuta dal governo contro i ribelli delle Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam, Ltte). Alcuni padri di famiglia sono morti nel conflitto, ma molti altri sono "scomparsi nel nulla", per lo più nelle mani della polizia per "sospetti legami" con le Ltte. Il sostentamento è tutto nelle mani di queste donne, abbandonate dalle autorità. Intervistata da AsiaNews Lavina Hasanthi Perera, coordinatrice del Women Desk del National Fisheries Solidarity Movement (Nafso), parla delle "tante preoccupazioni sulla sicurezza alimentare, familiare e dei bambini. Una lista che può essere infinita".  

Come vede la condizione in cui vivono le vedove di guerra e le altre vedove nel nord e nell'est dello Sri Lanka?

Le famiglie capeggiate dalle donne vivono ancora senza le infrastrutture minime per la sopravvivenza. A Jaffna, Valikama, Mullikulam (Mannar) e Sampur le persone vivono ancora nei campi Idp [Internally Displaced People, sfollati interni - ndr]. Nella sola penisola di Jaffna circa 28mila persone vivono in 38 campi profughi. La loro sicurezza e la loro situazione quotidiana sono molto deboli e precarie.

A Jaffna, i giovani stanno diventando gradualmente dei drogati. Donne e bambine vivono una situazione di stress perché il loro riconoscimento sociale è basso e nessuno è pronto a sposare una ragazza che vive in un campo profughi.

Eppure, anche loro hanno contribuito a eleggere il nuovo presidente dello Sri Lanka, in cerca di un cambiamento. Non hanno tratto dei benefici?

No, le loro vite non hanno subito alcun cambiamento sostanziale e finora non hanno ricevuto alcun diritto. La maggior parte della gente nutre ancora grandi speranze. È vero che le minacce alla sicurezza sono diminuite. Tuttavia, in occasione della visita di Narendra Modi, i militari sono andati nei campi profughi e hanno intimato alle donne di non partecipare alla protesta in programma.

Dal punto di vista economico com'è la loro situazione?

Non c'è stato alcun cambiamento. Finora non è stato introdotto alcun piano di sussidi o assistenza. Tuttavia, iniziano a emergere notizie di un nuovo progetto che verrà approvato dal governo.

Cosa mi dice della loro sicurezza?

Per quello che abbiamo potuto vedere di recente, non ci sono grandi minacce alle loro vite. Tuttavia, si sono verificati molti casi di abuso e violenze da parte dell'esercito, e tutti i rapporti tendono a nascondere la verità. In tal senso, la "militarizzazione" della zona, come la chiamano le persone, non è cambiata come ci si aspettava.

Di fatto, che tipo di sostegno ricevono dal nuovo governo?

Ci sono dei segnali che indicano un buon atteggiamento, come la restituzione di alcune terre e il tentativo di risolvere le questioni legate alla crisi della pesca con l'India. Anche il riconoscimento dei problemi che affrontano le donne e le popolazioni nel nordest è un passo importante per trovare una soluzione definitiva.

Sono felici di come vivono oggi?

Rispetto al precedente regime, le persone si sentono un po' più sollevate e hanno maggiori speranze. Tuttavia, con le dichiarazioni che fanno i ministri e le autorità, le speranze stanno scomparendo.

Quali sono le loro richieste?

Vogliono reinsediarsi nelle loro terre. Hanno bisogno di assistenza per riparare o ricostruire le case; per ottenere strutture sanitarie, istruzione e impianti per l'acqua. Hanno bisogno di ricominciare a vivere senza paura.

Come coordinatrice del Women Desk del Nafso, quali sono le sue richieste più urgenti per le vedove del nordest?

Condividiamo il punto di vista e le sofferenze di queste donne. Vogliamo che vivano in pace e armonia. Hanno bisogno di tutte le strutture di base; di scoprire la verità sulle sorte dei loro familiari scomparsi; di riavere le loro proprietà. E, soprattutto, di rilasciare i prigionieri politici.

 

 

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