14/03/2019, 12.58
INDIA
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Stephen Gill: Cristo ha placato la mia sete di pace

di Stephen Gill

Lo scrittore è un poeta pacifista. Di famiglia cristiana, racconta la sua personale riscoperta della fede, dopo un passato di dubbi e dolore spirituale. Nato in Pakistan, ha sofferto per la divisione della famiglia. Oggi vive in Canada, dove ha sperimentato diverse religioni, fino a quando non ha compreso che solo “Cristo è il Principe della pace”.

Cornwall (AsiaNews) – Una “nuova nascita come fedele di Cristo”: così Stephen Gill, poeta pacifista indo-canadese, definisce la sua conversione al cristianesimo. Ne parla lui stesso in un dialogo con un suo dottorando, che gli chiede di ripercorrere le origini della fede cristiana della sua famiglia e di rivelare la sua età. Su quest’ultima richiesta, egli risponde che i suoi anni “non hanno nulla a che fare con la mia scrittura”. Sulla prima, la fede in Cristo, egli ripercorre la sua vita, segnata da dubbi sulla religione e dal dolore per la famiglia divisa dalla spartizione tra India e Pakistan.

Gill è nato a Sialkot, nel Punjab pakistano, prima della divisione dell’impero britannico. Trascorre l’infanzia a New Delhi con la sua famiglia, lontano dai parenti che sono rimasti in Pakistan. Le persecuzioni di questi anni tra indù e musulmani, che costringono alla fuga anche migliaia di cristiani e parsi, segna nel profondo la sua persona. Per anni rimane un’anima inquieta, alla continua ricerca della pace interiore. La stessa pace che mette in versi nelle sue composizioni. In tutto, ha scritto una ventina di opere tra poemi, novelle e testi critici. I suoi lavori sono apparsi in oltre 1000 pubblicazioni. Su di lui sono stati svolti almeno 12 studi critici.

Laureato alla Ansted University, scrive i suoi testi principalmente in inglese, ma anche poesie in urdu e hindi. È membro dell’Unione degli scrittori del Canada e professore associato della European-American University. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui lo Sahir Award of Honor dalla Sahir Cultural Society indiana, e la Targa (Plaque) dal World Council of Asian Churches (in Canada).  

Gill racconta che fin da piccolo egli è alla continua ricerca di Dio e per questo si avvicina a diverse religioni. Nessuna lo appaga in pieno. Alla fine capisce che è Cristo che calma la sua “sete”, in particolare la “sete di pace”. Di seguito il suo racconto pubblicato sul Pakistan Christian Post (traduzione a cura di AsiaNews).

La mia vita è un libro aperto, e voglio che rimanga tale. Per quanto riguarda la mia eredità religiosa, mia madre mi parlava dei nostri familiari. Lei raccontava che i miei nonni erano cristiani e anche i miei bisnonni. Pare che i miei nonni si siano convertiti al cristianesimo dopo aver incontrato alcuni missionari. Sembra che quei missionari abbiano educato mia madre alla professione d’insegnante delle elementari. Durante la mia infanzia, ho incontrato mia nonna solo in poche occasioni. Gli zii materni e gli altri parenti erano agricoltori. Purtroppo non ricordo i loro nomi. Questa storia riguarda solo il lato materno. Non conosco quella della famiglia di mio padre, eccetto che anche i miei nonni e bisnonni paterni erano cristiani e contadini. Ho qualche ricordo delle sorelle e dei fratelli di mia madre. Ho incontrato l’unico fratello di mio padre un paio di volte. Egli era nell’esercito, non ricordo molto altro. Non so quando egli sia entrato nell’esercito. Ricordo che era molto forte dal punto di vista fisico. Ha vissuto quasi tutta la vita nel villaggio e aveva la carnagione chiara, come mio padre.

Anche se sono nato in una famiglia cristiana, avevo i miei dubbi. Ero solito domandarmi perché i cristiani vengano perseguitati ovunque. Dev’esserci qualcosa di sbagliato nel cristianesimo. Quando sono arrivato in Canada, per anni ho abbandonato il cristianesimo e sono rimasto un cristiano solo di nome con i dubbi. Prima di soffermarmi sui miei dubbi e sulla mia apostasia, vorrei specificare che non ho studiato il cristianesimo in nessuna scuola religiosa, dove avrei potuto rafforzare la mia fede interiore. Non frequentavo nemmeno un ambiente cristiano. A casa non leggevamo la Bibbia né pregavamo, a parte andare a messa la maggior parte delle domeniche nella chiesa cattolica. Non facevamo particolari celebrazioni per il Natale e la Pasqua. La maggior parte dei nostri parenti erano cristiani, ma vivevano lontano e dopo la partizione [dell’impero britannico] sono rimasti in Pakistan. In breve, sto dicendo che non ho ereditato nessun forte passato e influenza cristiana. Nella prefazione di Songs Before Shrine scrivo di quella fase della mia crescita a New Delhi:

“Per noi bambini non c’erano zie, zii o cugini da accogliere o da andare a trovare nei fine settimana, perché adesso essi vivevano dall’altro lato della linea immaginaria che era stata tracciata da robot religiosi. Qualche anno dopo, quando mia madre ci raccontava dei parenti, ascoltavamo come se fossimo in una favola (viii). Come risultato di tutto questo, ho iniziato a leggere i testi sacri per capire se il cristianesimo fosse davvero cattivo. Era il periodo in cui ho iniziato a odiare tutte le religioni. Ho cominciato a provare più simpatia nei confronti dei marxisti e dei socialisti per la loro antipatia verso la religione”.

Ero talmente frustrato nel vedere la sofferenza e soprattutto che la mia famiglia soffriva senza motivo, che sono diventato ateo. Per quanto riguarda il contesto in cui sono vissuto, il dott. P.C.K. Prem nel suo articolo An Interpretation of the Mind and Art of Stephen Gill, edito dal dott. Anuradha Sharma e pubblicato nel 2011 da Sanbun Publications, afferma:

“Il poeta è implacabile nel descrivere le atrocità e le immagini sbalorditive delle brutalità compiute durante quei giorni di odio settario…Come mi aspettavo, il poeta è profondamente ferito e addolorato come se egli fosse il peggior sofferente [delle violenze perpetrate] in quei giorni bui. Egli solleva domande ragionevoli. Perché nascono tali atti di barbarie e terrore e l’uomo è costretto a soffrire per la depravazione maniacale? (p. 140)”

Mi sono unito alle compagnie di marxisti e atei, ho letto i loro testi e frequentato i loro raduni. Ho trovato una buona raccolta di libri sull’ateismo. Non so come, in qualche modo mio padre ha scoperto il mio interesse. Un giorno, in mia assenza, ha bruciato tutti i volantini e i libri e ha iniziato a controllarmi, per tenermi lontano dalla compagnia degli atei. Non ero un ateo davvero convinto, così come non ero neppure un cristiano convinto. Ovviamente, avevo ancora sete. Il mio interesse per la pace continuava persino con più vigore. Ho pensato di iniziare a tornare in maniera graduale verso Dio, ma la mia ricerca di una religione che mi mostrasse la via verso la pace non rallentava mai. Come conseguenza delle mie preghiere a Dio e a qualcun altro, alcuni miracoli sono iniziati ad avvenire nella mia vita. Il più grande miracolo è stato andar via dall’India, cosa che era praticamente impossibile.

In Canada ho iniziato a mostrare interesse per le religioni ebraica, buddista, baha-i e musulmana. Ad un certo punto ho contattato un religioso ebraico per seguire la loro religione. Intanto la fede baha-i affascinava il mio intelletto per il suo modo pacifico di risolvere i problemi. Ho discusso e studiato i suoi libri e l’approccio alla pace. Mantengo ancora una buona raccolta di testi sulla fede baha-i. Alla fine sono diventato baha-i e ho ricevuto la tessera come membro. A poco a poco sono venuto a sapere che essi non incoraggiano i propri seguaci a partecipare ad attività politiche. Il buon baha-i non esercita il diritto di voto. Essi credono che il sistema politico sia corrotto, pertanto l’astinenza dall’attività politica è la via per sconfiggere questo sistema. Io sono del tutto d’accordo con le loro idee, ma non con il metodo pacifista che essi usano. Per questa e per altre ragioni ho lasciato queste brave persone.

Ad ogni modo, continuavo la mia ricerca della fede che detiene la chiave della pace e dell’amore incondizionato. Non ho continuato la mia ricerca per diventare un predicatore religioso. Il mio obiettivo era convincere il mio intelletto. Alla fine i miei studi mi hanno persuaso che gli insegnamenti di Cristo sono la via per raggiungere la pace, e questa via per la pace è la via dell’Onnipotente. Dato che la via di Cristo è la via dell’Onnipotente, e data la sua vita pratica senza macchia, Cristo è chiamato Principe della pace. Invece di definirmi cristiano, io mi definisco un rinato seguace di Cristo. Sono diventato di nuovo fedele di Cristo grazie ai miei studi e alle esperienze mistiche. Dopo aver studiato la vita e gli insegnamenti di Cristo per quasi 10 anni, posso dire in maniera obiettiva che Cristo è l’incarnazione dell’amore incondizionato e l’amore incondizionato è la madre della pace che va al di là della comprensione umana.

Vorrei aggiungere che i Vangeli nella Bibbia citano i Re Magi venuti dall’Oriente per rendere omaggio a Gesù bambino. La storia vuole che uno di questi uomini venisse dall’India. Voglio aggiungere inoltre che secondo alcuni studiosi, discussioni dottorali e testi specialistici, i Veda profetizzano la nascita di Gesù. In quanto figlio dell’India, per me non è difficile accettare Cristo come Principe della pace. Nel pensiero indiano, “Om Shanti Shanti Shanti Om” [è il mantra della pace], e nel cristianesimo Dio è il Re della pace. Oltre a tutto questo, sono un ostinato sostenitore dell’ideologia del “vivi e lascia vivere”. Nel numero del 28 gennaio 2018 di Cornwall Seeker, la studiosa Melanee Morin afferma: “Anche se è nato a Sialkot, in Pakistan, il tema principale che guida tutte le opere di Gill è l’incarnazione dei valori canadesi di pace, tolleranza e libertà”. Questi valori sono l’incarnazione dei valori indiani, in particolare l’ideologia del “vivi e lascia vivere”. Questi sono i pilastri dei valori cristiani.

Per quanto riguarda la mia età, preferirei che non diventasse di dominio pubblico. Oltretutto, la mia età non ha nulla a che fare con la mia scrittura.

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