06/04/2005, 00.00
CINA
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Stime ufficiali: salgono del 20% le vittime nelle miniere di carbone

Ma il governo non è allarmato: occorre combattere corruzione e negligenze.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Nel primo trimestre del 2005 i morti nelle miniere di carbone sono 1113: un incremento del 20,8% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Le cifre non preoccupano però Pechino, che ribadisce il suo impegno a favore di miniere più sicure.

Li Yizhong, ministro dell'Amministrazione generale per la sicurezza sul lavoro, ha rimarcato che il Comitato centrale del Partito e il Consiglio di Stato sono impegnati a contenere gli incidenti nelle miniere di carbone più pericolose al mondo. Li ha dichiarato di aver inviato ispettori nelle miniere di 20 province negli ultimi 2 mesi e di aver chiuso numerosi impianti non a norma.

Gli incidenti degli ultimi due mesi sono avvenuti proprio in miniere illegali riattivate dopo essere state chiuse per inadempienza alle norme di sicurezza.

Secondo Li gli incidenti così frequenti sono causati da controlli superficiali e corruzione. Il ministro ha ribadito che è in atto un giro di vite contro gli amministratori delle miniere nell'impegno di combattere la "corruzione che si cela dietro i disastri avvenuti".

Intanto ieri il bilancio delle vittime dell'incidente in miniera avvenuto venerdì scorso a Guiyang, provincia dello Hunan, è salito a 9 morti e 8 dispersi.

La crescita economica della Cina ha fatto salire alle stelle la domanda di energia, costringendo i gestori di miniere a scavare sempre più in profondità e imponendo ritmi di lavoro disumani. In queste condizioni aumentano le probabilità di esplosioni di gas. Il carbone soddisfa il 61% del fabbisogno energetico cinese, ma non è sufficiente. La sete energetica del paese spinge imprenditori e governo ad aprire vecchie miniere in disuso, dove non esiste sicurezza. I minatori sono costretti a lavorare fino a 14 ore al giorno per scavare 1 tonnellata di carbone a testa.

Secondo Zhao Tiechui, vice del ministro Li, "i disastri in miniera e la politica energetica cinese non sono direttamente legati". Il governo afferma che la soluzione è  un inasprimento delle pene dove non sono rispettate le norme di sicurezza, con la conseguente chiusura degli impianti a rischio.

La maggior parte degli incidenti negli ultimi anni è avvenuta in piccole miniere a gestione comunale o privata, che forniscono il 28% della produzione di carbone nazionale. Li ha detto che la chiusura di alcune di queste miniere non avrebbe un serio impatto serio sulla produzione totale.

Nel Codice penale gravi negligenze nella sicurezza delle miniere vengono punite con una detenzione da 3 a 7 anni; la Legge per la sicurezza sul lavoro invece fissa una penale massima di 200 mila yuan (circa 18.700 euro).

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