10/08/2009, 00.00
INDIA - PAKISTAN
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Studioso islamico: Cancellate la legge sulla blasfemia, vergogna per l’islam e per il Pakistan

di Nirmala Carvalho
Il prof. Ashgar Ali Engineer esprime tutto il suo dolore per le violenze contro i cristiani in Pakistan e promette una battaglia in loro difesa. A partire dalla richiesta di cancellazione della legge sulla blasfemia, utilizzata per fini diversi e fonte di “assassini giuridici”.

New Delhi (AsiaNews) – La legge sulla blasfemia va cancellata al più presto. Essa offende l’islam ed è una vergogna per il Pakistan. Lo dice il prof. Ashgar Ali Engineer, musulmano indiano ed esperto dell’islam, che in un’intervista con AsiaNews esprime pure tutta la sua solidarietà alle comunità cristiane vittime della violenza nel Punjab nei giorni scorsi.

 La famigerata legge sulla blasfemia, che condanna anche a morte chiunque offenda il Corano e il profeta Maometto, è stata introdotta nel Pakistan dal dittatore Zia-ul-Haq negli anni ’80. Da allora essa è divenuta fonte di continue violenze contro cristiani e fedeli di altre religioni. Accuse spesso false e motivate da interessi meschini, generano scandali e spingono folle inferocite a farsi giustizia. Anche se arrestati, in base all’accusa di un solo testimone, i malcapitati rischiano violenze e torture dalla polizia. Diversi giudici - su pressione delle folle, aizzate dai locali mullah – hanno comminato la pena di morte anche senza alcuna prova contro gli accusati.

Nei giorni scorsi, nel Punjiab, sono avvenuti 3 casi di “blasfemia”: a Koriyan e Gojra un gruppo di cristiani è stato massacrato dietro false accuse (cfr. 02/08/2009  Otto cristiani arsi vivi nel Punjab) ; a Muridke, il padrone di una fabbrica insieme ad altre due persone sono stati uccisi; a Sanghar una donna ha rischiato di morire, accusata di blasfemia dal commerciante, impaziente che essa pagasse i suoi debiti.

Già in un editoriale del 2003 (13 giugno), sul giornale pakistano Dawn, il prof. Ashgar Ali Engineer scriveva: “Fino ad oggi, tutti i casi registrati sotto l’iniqua legge sulla blasfemia si sono dimostrati falsi, concepiti con malizia, manipolazione o incomprensione. I processi sono stati ingiusti; gli avvocati difensori hanno subito violenze;  le corti hanno subito pressioni o minacce da gruppi religiosi; i giudizi emessi contro gli accusati sono stati arbitrari, capricciosi, squilibrati, o basati su mere congetture o su basi deboli: nude e crude ingiustizie in nome dell’islam, le sentenze di morte sono state in pratica degli assassini giuridici”.

Dalla sua introduzione (1986) fino ad oggi, la legge ha causato l’uccisione di 25 persone. Secondo alcune fonti sarebbero circa 1000 le persone messe in stato di accusa per blasfemia.

 Prof. Ashgar Ali Engineer, qual è il suo commento sulle ultime violenze contro i cristiani nel Punjab?

Nel modo più fermo condanno l’orribile attacco contro i cristiani in Pakistan. Tale attacco è in larga parte dovuto al fallimento della macchina del governo e dell’amministrazione locale nel proteggere la minoranza cristiana. La maggior parte degli autori di questo crimine odioso contro la fragile e innocente comunità cristiana appartiene al partito di Nawaz Sharif[1] e ciò è una vergogna per il Pakistan.

Attacchi alle chiese in Iraq, attacchi ai cristiani in Pakistan… Non le sembra che le violenze contro i cristiani nei Paesi musulmani siano in aumento?

No, non è questione solo del mondo musulmano: la minaccia dell’estremismo è in aumento in ogni Paese, anche in India, dove gruppi fondamentalisti ed estremisti hanno preso di mira cristiani e musulmani.

Cosa pensa della legge sulla blasfemia?

Questa legge dovrebbe essere cancellata al più resto possibile. Essa è stata introdotta dal gen. Zia-ul-Haq per i suoi guadagni politici. Purtroppo, una volta introdotta, nessun governo osa rimuoverla. Nemmeno il gen. Musharraf, con le sue idee progressiste. Sulla mia contrarietà alla legge sulla blasfemia ho già scritto tempo fa.

Che messaggio può dare ai cristiani che vivono in Paesi musulmani?

Vi sono molti cristiani che vivono in Paesi musulmani e di tanto in tanto vi sono tensioni e forse incidenti. Ma attacchi così odiosi [come quelli in Pakistan] non ve ne sono. Voglio offrire le mie più sentite condoglianze e partecipazione ai leader spirituali cristiani del Pakistan. E voglio assicurarli che li sosterrò sempre in ogni luogo, e che sono molto vicino alla gente che soffre in quest’ora di dolore.

Parliamo di “reciprocità”: il mondo cristiano spesso cerca fraternità e dialogo con il mondo musulmano. È possibile che questo spirito sia vissuto anche dai musulmani?

La reciprocità è importante. Il dialogo costruttivo deve continuare anche di fronte a simile violenze barbariche.

[1] Nawaz Sharif, leader del partito Pakistan Muslim League Nawaz (PML-N). Alcuni sospettano che le accuse di blasfemia e il massacro dei cristiani di Gojra fossero programmate da membri di questo partito per far fuggire i cristiani e ottenere vittorie elettorali più sicure per Sharif.

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