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» 19/01/2009 11:43
PAKISTAN
Swat: Talebani fanno esplodere cinque scuole. Minacce di morte per le studentesse
di Qaiser Felix
Le vacanze invernali hanno scongiurato una carneficina. Il governo si impegna a riprendere le lezioni ai primi di marzo. A rischio la sicurezza di decine di migliaia di studentesse. Gruppo fondamentalista pakistano chiede ai talebani di “riconsiderare la decisione” e garantire “l’istruzione alle ragazze”.

Peshawar (AsiaNews) – Questa mattina le milizie talebane hanno fatto esplodere cinque scuole nella città di Mingora, nel distretto di Swat, Pakistan nord-occidentale. Nell’attentato non si sono registrati morti o feriti, perché le scuole al momento sono chiuse per le vacanze invernali. Resta però la paura fra studenti e professori, finiti nel mirino delle milizie fondamentaliste le quali, nell’ultimo anno, hanno distrutto più di 150 edifici scolastici.

Nei giorni scorsi Islamabad aveva garantito la riapertura delle scuole nella valle di Swat, ma resta alto il pericolo per decine di migliaia di ragazze di non poter tornare sui banchi alla fine delle vacanze invernali. Gli attentati di oggi sembrano un ulteriore avvertimento lanciato dai talebani, che nel dicembre scorso avevano minacciato di uccidere le studentesse intenzionate a tornare in classe dopo il 15 gennaio, facendo saltare in aria gli edifici.

A rischio oltre 400 istituti privati nella valle della Swat, nella provincia della Frontiera nord-occidentale (Nwfp) al confine con l’Afghanistan, costretti a prolungare la durata delle vacanze invernali. La riapertura delle scuole, prevista in origine ai primi di febbraio, pare destinata a slittare al mese di marzo. 

“Dal primo di marzo riapriranno tutte le scuole della Swat e della provincia della Frontiera nord-occidentale” afferma Sherry Rehman, Ministro pakistano dell’informazione. “Con la conclusione delle vacanze invernali – continua il Ministro – faremo in modo che riaprano anche gli istituti femminili. Non permetteremo ad ‘attori non-statali’ di fermare l’educazione femminile nella Swat”.

Ad oggi restano chiuse circa 400 scuole nella Swat: in pericolo l’istruzione di oltre 80mila studentesse (oltre la quinta classe) e il lavoro di 8mila insegnanti donne. Ziauddin Yusufzai, portavoce di una associazione che riunisce i dirigenti scolastici della Swat, conferma che la ripresa delle lezioni è “in dubbio”. “La riapertura delle scuole – dice – era prevista per i primi di febbraio, ma a causa della minaccia talebana appare improbabile la ripresa. Le vacanze invernali potrebbero essere prolungate sino ai primi di marzo”.

“Decine di migliaia di ragazze potrebbero essere private del diritto all’istruzione” avverte Sher Afzal, funzionario del Ministero pakistano dell’istruzione. Egli conferma che dall’inizio della campagna militare nel 2007, i talebani hanno fatto esplodere 168 scuole – di cui 104 istituti femminili – nella regione. Sardar Hussain Babak, Ministro per l’istruzione elementare nella provincia della Frontiera nord-occidentale, assicura che il governo provinciale metterà in campo tutti i mezzi a disposizione “per garantire la sicurezza e l’incolumità degli edifici scolastici, con una particolare attenzione per gli istituti femminili”. “Nessuno potrà bruciarli o distruggerli in nome della religione”, promette Sardar Hussain Babak.

La frontiera nord-occidentale è da tempo teatro di una massiccia campagna dei talebani, che mirano all’introduzione della Sharia e delle corti islamiche. Da sottolineare la voce contraria del gruppo fondamentalista Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp), organizzazione messa al bando dal governo, che dice di “non essere contrario all’istruzione degli studenti, maschi e femmine senza distinzioni”. Maulvi Omar, portavoce del Ttp, si sarebbe messo in contatto con i leader talebani della Swat per convincere i fondamentalisti islamici “a riconsiderare la loro decisione di proibire l’istruzione alle ragazze”.

 


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