03/11/2014, 00.00
TAIWAN

Taipei, ancora scandali alimentari: nei guai il colosso Tinh Hsin

di Xin Yage
L'azienda è accusata di aver usato olii non commestibili per la vendita alle aziende e al pubblico. Gli inquirenti chiedono 30 anni di galera per il direttore generale. I guadagni illeciti ammontano a quasi 30 milioni di euro. Nei guai anche il Partito democratico, accusato di aver protetto i dirigenti.

Taipei (AsiaNews) - Gli scandali legati al settore alimentare nel mondo cinese sembrano non avere fine. A Taiwan, dopo lo il caso dell'olio contraffatto della Chang Guann Co. (強 冠), la scorsa settimana un'azienda addirittura più grande, la Ting Hsin (頂新), è stata denunciata per la produzione di olio contaminato. L'industria, di enormi proporzioni, costituisce il più grande network di fornitura di olio alle imprese di ristorazione taiwanesi.

Ora il pubblico ministero chiede 30 anni di reclusione per Wei Ying-chung (魏應充), che era il direttore della Ting Hsin Oil & Fat Industrial Co. (頂新製油實業) e della Wei Chuan Foods Corporation (味全食品). Le accuse contro di lui comprendono frode, corruzione e vendita di olio non commestibile ai supermercati e alle imprese della ristorazione su tutta l'isola. La sua famiglia ha già preparato 300 milioni di dollari taiwanesi (circa 8 milioni di euro) per il suo rilascio.

Gli inquirenti sospettano, ma l'indagine è ancora in corso, che l'impresa abbia fatto soldi importando olio molto economico destinato ad alimentare bestiame, immettendolo nel processo di raffinazione per venderlo poi come commestibile. Dai calcoli emersi, si presume che l'azienda di Wei Ying-chung abbia guadagnato più di 450 milioni di dollari taiwanesi (circa 12 milioni di euro) da questa attività illegale.

Inoltre l'azienda non aveva rilasciato parte delle ricevute fiscali tra il 2006 e il 2012, ricavando un profitto ulteriore di 700 milioni di dollari (circa 18 milioni di euro) grazie a questa frode.

Per questa ragione anche per il manager Chiang Mei-feng (常梅峰) è stata chiesta una pena di 25 anni. Chen Mao-jia (陳茂嘉) della Ting Hsing e Yang Chen-yi (楊振益), della azienda-partner operante in Vietnam, potrebbero scontare 18 anni di prigione.

La scorsa settimana la Ting Hsin ha chiesto ufficialmente scusa al pubblico taiwanese per tutti i danni creati dalla vendita dell'olio contaminato e ha dichiarato di voler collaborare pienamente con i pubblici ufficiali per chiarire tutti i dettagli dell'indagine. Intanto la catena di distribuzione alimentare Dr. Chiang (江醫師追求零無染舖子) ha già chiesto alla Ting Hsin un miliardo di dollari taiwanesi (26 milioni di euro), come ricompensa dei danni.

Lo scandalo dell'indagine riguarda anche l'uso di documenti riservati da parte di ufficiali del DPP (Democratic Progressive Party, 民進黨), partito all'opposizione al potere nella provincia di Pingtung, dove ha sede la Wei Chuan Food Corporation. Una segretaria dell'ufficio della sanità di Pingtung, Tsai Qing-rong (蔡青蓉) ha illegalmente rivelato un documento interno, spedendolo alla Wei Chuan Foods Corporation. In questa maniera l'azienda veniva avvertiva dell'arrivo degli ufficiali di ispezione.

Questo particolare e altri dati rivelano, a detta degli ufficiali del Kuomintang (Nationalist Party, 國民黨), che il DPP aveva legami particolari con la famiglia Wei, al punto da voler proteggere le loro attività illecite. Per quanto il DPP nel sud dell'isola abbia un consenso maggioritario tra la popolazione, questo si rivela essere un colpo enorme alla sua credibilità in vista delle elezioni municipali il prossimo 29 novembre.

 

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