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» 21/07/2011
IRAN
Teheran: sospesa, non annullata, la condanna a morte per conversione di un pastore
Fonti cristiani iraniane pubblicano il testo della sentenza della Corte suprema nei confronti di Youcef Nadarkhani, condannato in prima istanza all’impiccagione, se non abiura la fede cristiana, per apostasia. Deve dimostrare di non essere stato un seguace dell’islam dai 15 ai 19 anni.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Fonti cristiane iraniane hanno diffuso una traduzione non ufficiale della sentenza della Corte suprema contro un pastore, Youceh Nadarkhani, condannato in prima istanza alla pena capitale per apostasia. L’appello è stato esaminato dai giudici della Corte suprema Morteza Fazel e Azizoallah Razaghi, che hanno deciso di rimandare la causa al tribunale di rango inferiore. I motivi del rinvio sono spiegati nella sentenza. (12/07/2011 Rischia ancora la morte il pastore iraniano convertito).

Youcef Nadarkhani, scrivono i giudici, di 32 anni sposato, è accusato di “aver abbandonato l’islam”. “Ha spesso partecipato a celebrazioni cristiane e ha organizzato preghiere domestiche, evangelizzando. Dopo essere stato battezzato ha battezzato altri, convertendo musulmani al cristianesimo”.

La sentenza ricorda che Youcef è stato accusato di “infrangere la legge islamica: dalla pubertà (15 anni di età) fino all’età di 19 anni; è stato allevato come musulmano in una casa di musulmani”. Il testo descrive il comportamento del pastore durante il processo: “ha negato la profezia di Maometto e l’autorità dell’islam. Ha dichiarato di essere cristiano, e non più musulmano”.

La legge iraniana non prevede la condanna a morte per apostasia; ma in questo caso, secondo quanto scrive la sentenza, “è stato condannato all’impiccagione in base all’articolo 8 del Tahrir –olvasileh (uno dei libri dell’ayatollah Khomeini sulla Shari’a, n.d.r) e alle fawta dell’ayatollah Khamenei e dell’ayatollah Makarem Shirazi”.

La Corte suprema ha deciso di rimandare i suo caso al tribunale statale di Gilan, sezione 11, che dovrà fare indagini ulteriori per stabilire e provare se Youcef “dall’età di 15 anni all’età di 19 anni era o non era musulmano”. Le indagini toccheranno le sue conoscenze, i parenti e gli anziani della zona. Se era musulmano”deve abiurare la fede cristiana. Nessuna ricerca è stata fatta per provare ciò, e se sarà provato che era un musulmano praticante da adulto, e non si pente, la condanna sarà eseguita”. Youcef si è difeso dall’accusa di apostasia sostenendo che in realtà non è mai stato musulmano, e non praticava la fede islamica fino al momento del suo incontro con il cristianesimo. Il tribunale di Gilan rivedrà il caso di Youcef nell’autunno.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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