19/04/2018, 09.55
BANGLADESH
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Tejgaon: sr. Mary Lillian, il negozio d’artigianato che aiuta migliaia di poveri (Foto)

di Sumon Corraya

Il laboratorio si chiama “Jagorani Handicraft Centre”. La fondatrice ha iniziato a lavorare con donne povere nel 1968. Il centro dà lavoro a 3mila persone, in maggioranza non cristiani. I prodotti vengono anche esportati all’estero. “Donne indipendenti fanno la differenza in famiglia”.

Dhaka (AsiaNews) – Un centro di artigianato che aiuta migliaia di donne e uomini poveri a sopravvivere. È il “Jagorani Handicraft Centre”, situato a Tejgaon, un quartiere di Dhaka a maggioranza cattolica. L’iniziativa nasce nel 1971 per opera di sr. Mary Lillian, 88 anni, delle suore missionarie di Maria Regina degli apostoli. Ad AsiaNews la religiosa spiega che all’indomani della guerra d’indipendenza combattuta contro il Pakistan, in Bangladesh “molte persone erano senza lavoro, e avevano un estremo bisogno di cibo. Per questo ho capito che bisognava fare di più per quei poveri e coinvolgerli in prima persona”.

Nel 1968 sr. Mary Lillian inizia a lavorare con tre donne cattoliche con disabilità fisiche e difficoltà d’espressione. Dopo la guerra, ricorda, “il Corr-Jw, associazione affiliata alla Caritas, ci ha aiutato ad organizzare i corsi. Noi stesse abbiamo preso delle lezioni e poi siamo andate ad insegnare nei villaggi più sperduti”.

Da piccolo centro di recupero per la popolazione, il “Jagorani Handicraft Centre” (“Jagorani” significa consapevolezza) inizia a diffondersi a macchia d’olio, fino ad arrivare negli anni ’80 a coinvolgere 6mila artigiani. Oggi il laboratorio-negozio dà lavoro ad oltre 3mila persone, in maggioranza di fede non cristiana. Il centro produce oggetti d’artigianato come statuette di terracotta, prodotti in juta, cestini intrecciati, candele, anelli, orecchini, borse, quadretti dipinti a mano, tappeti, vassoi di legno, indumenti tipici della moda asiatica.

La suora riporta che “tanti hanno vinto la povertà grazie alla formazione ricevuta dal centro, che offre non solo dei corsi, ma aiuta anche i produttori a vendere il frutto del loro lavoro”. Tra l’altro, rispetto al passato “quando il mercato della juta non era così fiorente, oggi ci troviamo in un contesto economico più favorevole. Diversi artigiani portano i loro manufatti a Dhaka, poi io e altre suore andiamo a venderli nei mercati locali”.

I prodotti vengono anche esportati all’estero nei Paesi industrializzati. Il centro di Tejgaon, riferisce sr. Mary Lillian “era ben frequentato da turisti stranieri prima dell’attentato al bar di Dhaka nel luglio 2016. Dopo quell’episodio, purtroppo le visite sono diminuite per motivi di sicurezza”.

Grazie alla vendita dei propri prodotti, continua la suora, “tante donne hanno trasformato la loro vita”. È il caso di Sumi Begum, musulmana. “Con il mio lavoro – afferma – do una mano a mio marito, lavoratore occasionale. Riesco a mandare a scuola i nostri due figli e viviamo un’esistenza felice”. Anche Basunti Costa deve molto alla formazione ricevuta dalle suore: è riuscita a far studiare i figli e uno di loro oggi è un docente universitario. “Senza l’aiuto del centro, non ce l’avrei mai fatta”, dichiara con gratitudine. “Credo che se le donne riescono a essere indipendenti – conclude suor Mary – esse possono fare la differenza nella loro famiglia. Io provo a fare lo stesso nella mia vita, con questo piccolo impegno per la società”.

Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
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Sr. Mary Lillian e il negozio d'artigianato che salva i poveri
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