4 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 21/09/2012
ISLAM
Tensioni e scontri per la Giornata contro il film anti-islam
di Paul Dakiki
In Pakistan è iniziata la "Giornata di amore per il profeta". Violenze a Nowshera. Ieri scontri con la polizia a Islamabad, con 50 feriti. Chiuse ambasciate Usa e della Francia in molti Paesi. Bloccato il video del film blasfemo. Gruppi cristiani, musulmani e politici domandano all'Onu direttive internazionali contro la diffamazione delle religioni.

Beirut (AsiaNews) - In molti Paesi a maggioranza islamica, questo venerdì di preghiera rischia di trasformarsi in un giorno di violenza. Lo scandalo causato dalla diffusione del film americano su Maometto e dalle vignette su Charlie Hebdo in Francia, rischia di essere una base da sfruttare per elementi estremisti. Molte sedi diplomatiche di Stati Uniti e Francia sono state chiuse per timori di attacchi simili a quello che ha portato alla morte dell'ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens. Finora, a causa del film blasfemo sono state uccise 30 persone.

In Pakistan il governo ha stabilito che oggi sia un giorno di vacanza, e ha dato il via a una "Giornata di amore per il profeta" in cui vi siano manifestazioni pacifiche. Cortei si sono sviluppati a Muzaffarabad, Rawalpindi, Nowshera, Jacobabad e altre città. Ma già dalle prime ore si registrano violenze contro alcuni edifici del governo a Nowshera. Ieri a Islamabad un posto di polizia è stato incendiato e vi sono stati 50 feriti. Oggi magazzini, negozi e mercati sono chiusi e in 15 città il governo ha bloccato l'uso di telefoni cellulari.

Per ora non si segnalano violenze in Malaysia e Indonesia, ma le ambasciate Usa di Kuala Lumpur e Jakarta sono state chiuse.

Ieri vi sono state dimostrazioni a Kabul (Afghanistan) e a Teheran. A Zaria (nord Nigeria), migliaia di musulmani hanno manifestato e bruciato bandiere americane e israeliane.

Molti governi cercano di frenare la diffusione del film o meglio del trailer di circa 15 minuti postato su Youtube. Pakistan e Sudan hanno bloccato l'accesso a film. Google (proprietaria di Youtube), da parte sua ha ristretto l'accesso al film in Egitto, Libia, Malaysia e Indonesia.

Nel clima di tensione che cresce, il segretario Onu Ban Ki-moon ha dichiarato ai giornalisti che "la libertà di espressione, che è un diritto fondamentale e un privilegio, non deve essere utilizzato in modo abusivo da un atto scandaloso e vergognoso" come il film anti-islam.

In diversi Paesi si raccolgono consensi perché l'Onu vari una direttiva che proibisca l'offesa ai simboli religiosi dell'islam e di tutte le religioni. In Libano la proposta ha trovato d'accordo il movimento 14 Marzo (cristiani e sunniti) e la coalizione 8 Marzo (cristiani, Hezbollah e drusi). D'accordo pure il gruppo di politici greco-ortodossi. Anche il patriarca maronita Bechara Rai suggerisce all'Onu di varare una legge contro la diffamazione delle religioni, per la salvaguardia dell'armonia fra le confessioni.

Una domanda simile è stata espressa da varie organizzazioni islamiche. Alcuni vescovi anglicani del Nord Africa hanno scritto una lettera aperta a Ban Ki-moon domandando direttive internazionali che "mettano fuori legge l'insulto intenzionale deliberato e la diffamazione di persone (come i profeti), simboli, testi e espressioni di fede considerati sacri da credenti".


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
17/09/2012 LIBANO - ISLAM
Hezbollah lancia una settimana di proteste contro il film anti-islam
di Paul Dakiki
22/09/2012 PAKISTAN - ISLAM
Islamabad, la "stupida" violenza nel giorno dell'amore per il Profeta: 23 morti e 200 feriti
08/02/2011 EGITTO-MEDIO ORIENTE
Le rivolte nei Paesi islamici: le multinazionali, i dittatori, la dottrina sociale della Chiesa
di Fady Noun
19/09/2012 LIBANO – ISLAM
Cattolici libanesi solidali coi musulmani, indignati dal film su Maometto
di Fady Noun
04/10/2012 EGITTO
Alto Egitto: due bambini copti arrestati per blasfemia

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate