22 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 21/09/2012
ISLAM
Tensioni e scontri per la Giornata contro il film anti-islam
di Paul Dakiki
In Pakistan è iniziata la "Giornata di amore per il profeta". Violenze a Nowshera. Ieri scontri con la polizia a Islamabad, con 50 feriti. Chiuse ambasciate Usa e della Francia in molti Paesi. Bloccato il video del film blasfemo. Gruppi cristiani, musulmani e politici domandano all'Onu direttive internazionali contro la diffamazione delle religioni.

Beirut (AsiaNews) - In molti Paesi a maggioranza islamica, questo venerdì di preghiera rischia di trasformarsi in un giorno di violenza. Lo scandalo causato dalla diffusione del film americano su Maometto e dalle vignette su Charlie Hebdo in Francia, rischia di essere una base da sfruttare per elementi estremisti. Molte sedi diplomatiche di Stati Uniti e Francia sono state chiuse per timori di attacchi simili a quello che ha portato alla morte dell'ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens. Finora, a causa del film blasfemo sono state uccise 30 persone.

In Pakistan il governo ha stabilito che oggi sia un giorno di vacanza, e ha dato il via a una "Giornata di amore per il profeta" in cui vi siano manifestazioni pacifiche. Cortei si sono sviluppati a Muzaffarabad, Rawalpindi, Nowshera, Jacobabad e altre città. Ma già dalle prime ore si registrano violenze contro alcuni edifici del governo a Nowshera. Ieri a Islamabad un posto di polizia è stato incendiato e vi sono stati 50 feriti. Oggi magazzini, negozi e mercati sono chiusi e in 15 città il governo ha bloccato l'uso di telefoni cellulari.

Per ora non si segnalano violenze in Malaysia e Indonesia, ma le ambasciate Usa di Kuala Lumpur e Jakarta sono state chiuse.

Ieri vi sono state dimostrazioni a Kabul (Afghanistan) e a Teheran. A Zaria (nord Nigeria), migliaia di musulmani hanno manifestato e bruciato bandiere americane e israeliane.

Molti governi cercano di frenare la diffusione del film o meglio del trailer di circa 15 minuti postato su Youtube. Pakistan e Sudan hanno bloccato l'accesso a film. Google (proprietaria di Youtube), da parte sua ha ristretto l'accesso al film in Egitto, Libia, Malaysia e Indonesia.

Nel clima di tensione che cresce, il segretario Onu Ban Ki-moon ha dichiarato ai giornalisti che "la libertà di espressione, che è un diritto fondamentale e un privilegio, non deve essere utilizzato in modo abusivo da un atto scandaloso e vergognoso" come il film anti-islam.

In diversi Paesi si raccolgono consensi perché l'Onu vari una direttiva che proibisca l'offesa ai simboli religiosi dell'islam e di tutte le religioni. In Libano la proposta ha trovato d'accordo il movimento 14 Marzo (cristiani e sunniti) e la coalizione 8 Marzo (cristiani, Hezbollah e drusi). D'accordo pure il gruppo di politici greco-ortodossi. Anche il patriarca maronita Bechara Rai suggerisce all'Onu di varare una legge contro la diffamazione delle religioni, per la salvaguardia dell'armonia fra le confessioni.

Una domanda simile è stata espressa da varie organizzazioni islamiche. Alcuni vescovi anglicani del Nord Africa hanno scritto una lettera aperta a Ban Ki-moon domandando direttive internazionali che "mettano fuori legge l'insulto intenzionale deliberato e la diffamazione di persone (come i profeti), simboli, testi e espressioni di fede considerati sacri da credenti".


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
17/09/2012 LIBANO - ISLAM
Hezbollah lancia una settimana di proteste contro il film anti-islam
di Paul Dakiki
22/09/2012 PAKISTAN - ISLAM
Islamabad, la "stupida" violenza nel giorno dell'amore per il Profeta: 23 morti e 200 feriti
08/02/2011 EGITTO-MEDIO ORIENTE
Le rivolte nei Paesi islamici: le multinazionali, i dittatori, la dottrina sociale della Chiesa
di Fady Noun
19/09/2012 LIBANO – ISLAM
Cattolici libanesi solidali coi musulmani, indignati dal film su Maometto
di Fady Noun
04/10/2012 EGITTO
Alto Egitto: due bambini copti arrestati per blasfemia

In evidenza
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate